Per l’inizio del Ramadan

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In occasione dell’inizio del mese del Ramadan, 24 aprile, il vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha rivolto alla comunità musulmana della Germania un caloroso messaggio di augurio e di felicitazioni.

La pace sia con voi, cari credenti musulmani.

Per il tempo di digiuno di quest’anno nel mese di Ramadan e la relativa festa della fine del digiuno, vi mando le mie calorose felicitazioni. Come nuovo presidente della Conferenza episcopale tedesca è per me un onore e una gioia trasmettervi per la prima volta questo messaggio di stima e di permanente legame tra le nostre comunità in nome di tutti i credenti cattolici del nostro Paese.

I giorni di digiuno nel mese di Ramadan sono per voi un tempo speciale. Il digiuno e l’astinenza dal sorgere del sole fino al suo tramonto strutturano la giornata. È anche un tempo della comunità: gli amici e i membri della famiglia interrompono insieme il digiuno la sera.

Purtroppo quest’anno dovrete celebrare questa scadenza che vi è cara e familiare in forma diversa perché la pandemia di coronavirus vi obbliga a mantenere la distanza fisica dagli altri.

Per noi cristiani le restrizioni dovute alla crisi del coronavirus, proprio durante le feste pasquali, hanno significato una dolorosa rinuncia. Ora anche voi, cari credenti musulmani, dovete affrontare durante il Ramadan una situazione inconsueta e gravosa. Vi auguro di cuore che possiate vivere, nonostante ciò, anche la dimensione sociale di questo mese e, in qualche modo, possiate sentire sempre anche la particolare vicinanza della famiglia, dei parenti e degli amici.

lettera BaetzingLa situazione particolare di queste giorni ricorda a tutti noi quanto siano importanti i luoghi di culto – moschee, sinagoghe, chiese – per la nostra vita spirituale. Sono luoghi di preghiera personale e anche luoghi di preghiera comunitaria a Dio e di riunione della comunità. Nel tempo di rinuncia che ci è imposto, si prende coscienza del significato della vita quotidiana: senza i luoghi di culto la vita religiosa dei musulmani, degli ebrei e dei cristiani è qualcosa di diverso poiché il convenire dei credenti nelle nostre religioni costituisce un fattore centrale.

Tuttavia, già prima che il coronavirus compromettesse la vita religiosa, negli anni passati abbiamo imparato a conoscere la paura perché le moschee, le sinagoghe e le chiese sono state oggetto di ostilità in quanto simboli della fede. Sono diventate obiettivi di terrore in tutto il mondo. Anche in Germania gli estremisti e i razzisti hanno assaltato i luoghi di culto, per seminare paura e terrore e minare la pacifica convivenza dei credenti delle diverse religioni.

La nostra cordiale solidarietà va alle vittime di questi misfatti e ai loro familiari. Dobbiamo condannare con la massima energia questi atti di violenza e negare loro qualsiasi legittimità religiosa.

Papa Francesco e il Grande Imam Ahmad al-Tayyeb nel documento firmato congiuntamente il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi hanno affermato che gli attacchi contro i luoghi di culto non possono mai essere giustificati con gli insegnamenti delle nostre religioni. Al contrario: per quanto la protezione dei luoghi di culto sia un dovere dello Stato, altrettanto è anche un compito di tutti i credenti.

Io posso solo sottolineare ciò che 22 studiosi musulmani hanno affermato nella loro presa di posizione riguardo al documento di Abu Dhabi: «La protezione delle minoranze religiose e dei luoghi di culto è una conseguenza necessaria del reciproco sostegno nella venerazione dell’unico Dio».

Vi auguro un Ramadan di benedizione. Possa portarvi gioia anche quest’anno, nonostante le difficili circostanze, e rafforzare la vostra fede! Cristiani e musulmani sono convinti: Dio ci è vicino e dobbiamo sperare nel suo aiuto.

Il poeta Friedrich Hölderlin, di cui quest’anno ricorre il 250° anniversario della nascita, scrive: «Dio è vicino e difficile da comprendere. Dove però maggiore è il pericolo, maggiore è la salvezza».

Vi auguro un felice Ramadan che vi rafforzi nella, speranza che Dio è vicino.

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Un commento

  1. alberto mancini 24 aprile 2020

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