Belgio: eutanasia anche per i minori

di: Christoph Arens

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Il Belgio e l’Olanda sono stati i primi paesi al mondo a permettere l’eutanasia attiva, nel 2002. Da allora i casi sono notevolmente aumentati. È cresciuta anche la cerchia di coloro che la richiedono, compresi i minori.

Sono almeno tre i minori in età fra i 9, 11 e 17 anni che hanno già ottenuto in Belgio l’eutanasia attiva: uno soffriva di fibrosi cistica polmonare; un altro di un tumore maligno alla testa e un terzo di atrofia muscolare. Secondo quanto è stato comunicato nell’agosto 2018 nel Rapporto della commissione per l’eutanasia, sarebbero stati affetti da malattie incurabili che li avrebbero portati in breve tempo alla morte.

Cinque anni fa, il 13 febbraio 2014, il Parlamento di Bruxelles aveva votato a larga maggioranza a favore della liberalizzazione dell’eutanasia. Nonostante tutte le proteste. Da allora non esistono più limiti di età per poterla ottenere. Il dibattito era stato accanito. Ci si chiedeva: sono in grado i bambini di cogliere la dimensione di questa decisione? La paura e la malattia consentono di prendere una decisione matura?

E, mentre la Chiesa esortava a una giornata di preghiere e di digiuno, il partito socialista della città di Huy invitava a banchettare in maniera dimostrativa a favore della proposta di legge.

Il nuovo regolamento è stato applicato per la prima volta nel 2016. Fortunatamente non ci sono molti bambini e giovani che si trovano in una situazione del genere, aveva affermato allora il presidente della commissione di controllo, l’oncologo Wim Distelmans. Ciò non significa, però, «che possiamo privarli del diritto a una morte dignitosa».

Il Vaticano è rimasto esterrefatto: la decisione non solo è in contrasto con la sensibilità di tutte le religioni, ma è contraria anche all’istinto umano: soprattutto i minori avrebbero bisogno di un sostegno psicologico e spirituale.

Eutanasia anche per le sofferenze psichiche

Finora il Belgio è l’unico paese al mondo in cui i bambini con malattie incurabili possono ottenere l’eutanasia se lo richiedono espressamente e se sono in grado di farsene una valutazione. Il desiderio del bambino deve essere confermato da diversi esperti; anche i genitori devono essere d’accordo.

In Olanda far morire su richiesta è consentito ai ragazzi superiori ai 12 anni e per i neonati con malattie incurabili.

Prima del 2002, l’Olanda e il Belgio erano stati i primi nel mondo a legalizzare l’eutanasia per gli adulti. Nel 2009 seguì anche il Lussemburgo.

I critici inizialmente ritenevano che l’eutanasia sarebbe stata consentita agli adulti e solo entro limiti molto ristretti. Ora tuttavia si osserva un significativo aumento del numero dei casi. Allo stesso tempo, la cerchia di coloro che ne possono approfittare si è ulteriormente allargata comprendendo anche i minori, le persone affette da demenza e da depressione.

Mentre in Belgio, nel 2003, si contavano 235 casi di eutanasia, nel 2017 il numero era già salito a 2.309. Nella maggior parte dei casi la ragione addotta è un tumore o una combinazione di malattie gravi e inguaribili; in 40 casi figura anche la malattia psichica.

Il regolamento del Belgio ha fatto molto discutere perché è stata accolta la richiesta di persone che non erano malate incurabili, come stabilisce la legge. Per esempio, un transessuale ha ottenuto l’eutanasia perché si sentiva infelice per il cambiamento di sesso che aveva effettuato.

Anche la morte di due gemelli di 45 anni ha suscitato accese discussioni. Si trattava di due sordi dalla nascita che correvano il rischio di diventare poco alla volta ciechi.

Nel marzo 2018 un medico belga si è dimesso dalla commissione di controllo, perché un paziente affetto da demenza aveva ottenuto l’eutanasia senza avere il testamento biologico. A chiederla – ha affermato il medico – era stata la famiglia.

Anche la Corte suprema europea dei diritti dell’uomo sta attualmente occupandosi di un caso che riguarda la madre del belga Tom Mortier (professore di università) che ha ottenuto l’eutanasia nel 2012 in seguito a una malattia psichica. I parenti, però, erano stati informati solo a morte avvenuta. Secondo il figlio, la madre non era in fase terminale: aveva sofferto soltanto di malattie mentali passeggere.

Secondo i vescovi cattolici del Belgio c’è il pericolo del crollo della diga: per i malati di demenza, hanno affermato, si potrebbe, per esempio giungere al punto in cui l’eutanasia diventa semplicemente la soluzione generalizzata – per pietà. Anche l’eutanasia per i minori potrebbe essere considerata «normale» non appena l’eventuale malattia sia ritenuta da tutti, per così dire, «inaccettabile» (KNA, 13 febbraio 2019).

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