Clima: Una guerra ai giovani e al futuro

di: Maria Teresa Pontara Pederiva

Una decisione sciagurata, una scelta dalle conseguenze catastrofiche per l’umanità. Non usa mezzi termini il mondo cattolico per deplorare con forza quanto l’uomo più potente della terra ha comunicato – ironia della sorte – da quello splendido Giardino delle Rose alla Casa Bianca.

Alla conclusione del vertice G7 a Taormina e, soprattutto dopo il discorso alle truppe americane presso la base di Sigonella, le speranze che gli Stati Uniti mantenessero fede agli impegni sottoscritti a Parigi COP21 erano scarse, ma le pressioni si intensificavano anche da parte dei più stretti collaboratori. Tutto inutile.

La Lettera dei vescovi USA

Nelle ultime ore era giunta anche una Lettera della Conferenza episcopale americana a firma dei vescovi Oscar Cantú di Las Cruces, presidente della Commissione USCCB sulla giustizia internazionale e la pace, Frank J. Dewane, presidente della Commissione per la giustizia interna e lo sviluppo umano e Sean L. Callahan, presidente del Catholic Relief Services, all’indirizzo del segretario di Stato Rex Tillerson, del segretario del Tesoro Steven Mnuchin e dell’advisor della Sicurezza nazionale, H.R. McMaster.

«La nostra Conferenza dei vescovi ha promosso con slancio l’insegnamento del santo padre, papa Francesco, sulla cura della nostra casa comune – si leggeva nel testo – la sua Lettera enciclica Laudato si’, ha esortato le nazioni del mondo a lavorare insieme a Parigi per un accordo che protegga l’umanità e il pianeta. Auspichiamo vivamente che gli Stati Uniti rispettino l’impegno che hanno assunto in quella sede».

«La tradizione giudeo-cristiana ha sempre considerato “l’ambiente” un dono di Dio. Da tempo immemorabile, i popoli della nostra nazione hanno riconosciuto questo dono nei nostri splendidi e vastissimi territori, nelle nostre acque incontaminate cieli limpidi. Radicato in questa tradizione, papa Francesco ha invitato i leader mondiali a riunirsi per salvaguardare il dono della nostra casa comune. Purtroppo, le questioni ambientali possono diventare oggetto di lotte di parte e utilizzate nel discorso pubblico per servire diversi interessi economici, sociali, politici e ideologici. Presentando però la cura per la creazione da un punto di vista etico e morale, il papa ha invitato tutti lasciare da parte tutte queste divisioni inutili. Abbiamo una casa comune e dobbiamo proteggerla».
I vescovi ricordavano come non esista un problema ambientale che sia stato contestato ideologicamente come il cambiamento climatico e come, nella sua lettera enciclica, papa Bergoglio abbia riconosciuto che, oltre a cause naturali, un grande numero di studi scientifici dimostrino che la maggior parte del riscaldamento globale negli ultimi decenni sia dovuta alla grande concentrazione di gas a effetto serra rilasciati principalmente come risultato dell’attività umana (LS 23).
È dovere della politica venire incontro a tutte le creature e tutti gli esseri umani, in particolare quelli più vulnerabili che soffrono per uragani, inondazioni, siccità, carestie e scarsità d’acqua, concludevano i vescovi ricordando, da una parte Mt 25,35 e dall’altra il fatto incontestabile che la mitigazione del clima sia intimamente connesso ad una necessaria rivoluzione in termini di approvvigionamento energetico. «La comunità globale attualmente affronta una sfida enorme nel fornire non solo energia sostenibile, efficiente e pulita, ma anche energia che sia sicura, conveniente, accessibile ed equa. Ciò richiederà ingegnosità, investimenti e nuovi modelli di impresa, tutte le virtù riconosciute al popolo americano. I nostri più valenti scienziati e ingegneri, gli istituti di ricerca e le aziende fornitrici di energia hanno già fatto grandi passi verso lo sviluppo di energia pulita a prezzi accessibili. Attraverso investimenti in infrastrutture e tecnologie, il governo degli Stati Uniti ha l’opportunità unica di raggiungere la sicurezza energetica e affermare la propria leadership globale nella crescita di un settore energetico sostenibile».

“Una guerra”: sì, «una guerra contro i giovani e quanti non sono ancora nati». L’editoriale della rivista dei gesuiti America (pubblicato online in tempo reale) a firma di Nathan Schneider, docente a Boulder in Colorado, definisce proprio così: «La guerra di Trump sull’ambiente» perché «Noi stiamo negando ai nostri figli e a quelli non ancora nati il dono del pianeta che abbiamo ricevuto dai nostri genitori e da Dio. E non possiamo farlo».

Perché non sta a noi farlo, non ne abbiamo il potere, non siamo onnipotenti noi esseri umani e «la decisione del presidente va esattamente nella direzione opposta all’enciclica Laudato si’».

Dello stesso tenore anche la reazione a caldo del Franciscan Action Network: «Una decisione dalle conseguenze catastrofiche per la terra e tutte le creature», ha commentato il direttore Patrick Carolan.

Dal Catholic Relief Services sottolineano in particolare le conseguenze per i poveri della terra: «Come organizzazione internazionale umanitaria ci siamo trovati spesso di fronte all’impatto devastante del cambiamento climatico sulle persone di cui ci prendiamo cura», ha dichiarato il vicepresidente Bill O’Keefe che concludeva con un monito: «È nostro preciso dovere ascoltare il grido dei poveri».

Un tema sul quale si era espresso nel mese di marzo anche padre James Martin dalle colonne di America nella sua riflessione sul «cambiamento climatico, una questione morale». «I suoi effetti devastanti nei confronti dei poveri e dei Paesi in via di sviluppo sono ben documentati – scriveva Martin – il Vangelo, la dottrina sociale della Chiesa e gli interventi degli ultimi pontefici stigmatizzano l’esclusione anche di una sola persona dall’uso delle straordinarie risorse del pianeta».

Ma negli Stati Uniti non sono solo i cattolici (o almeno la loro stragrande maggioranza) ad alzare la voce, se è vero che almeno un centinaio di sindaci di grosse città e alcuni governatori hanno già fatto sapere che intendono onorare gli impegni presi a Parigi. Del resto, conti alla mano, come ha dichiarato Jerry Brown, governatore della California, il Golden State, «Non sarebbe affatto facile tornare indietro».

La contrarietà dei vescovi europei e del Vaticano

«Sebbene la decisione non sia giunta a sorpresa – ha dichiarato il cardinal Marx presidente dei vescovi tedeschi e di quelli accreditati presso la UE, in un comunicato a Bruxelles – essa rappresenta la più grande sfida per la protezione del clima a livello internazionale. Fino all’ultimo l’arcivescovo di Monaco di Baviera aveva sperato sull’“influenza positiva del dono della Laudato si’” da parte di papa Francesco in occasione dell’udienza del presidente Trump in Vaticano («Leggeremo», aveva risposto l’ospite). Nonostante tutto Marx guarda avanti confortato anche dalle compatte prese di posizione dei politici europei (e della Cina): «La comunità internazionale non deve scoraggiarsi. Gli europei in particolare hanno il dovere di restare uniti e giocare d’ora in poi un ruolo di leader in tema di salvaguardia del creato».

E, mentre papa Francesco si è espresso contro «i mercanti di armi e di morte» (tra le righe, i miliardari contratti per la fornitura all’Arabia Saudita firmati nei giorni scorsi dal presidente americano), sulla questione del ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi si è pronunciato padre Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze: «Un disastro per tutta l’umanità e l’intero pianeta».

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