
Dieci anni fa, l’11 febbraio 2016, un breve post del direttore – p. Lorenzo Prezzi – annunciava l’inizio dell’attività di questo strumento che, nelle intenzioni della redazione che lo aveva ideato, doveva funzionare da foglio di collegamento con gli abbonati alla rivista stampata «Settimana» che aveva cessato le pubblicazioni il 31 dicembre 2015 (il primo articolo per «testare» la piattaforma era stato pubblicato il 25 gennaio a firma di Bruno Scapin).
Ci sembrava utile − nel momento in cui si chiudeva un capitolo del nostro impegno informativo − mantenere il rapporto di fiducia stabilito con i nostri lettori (gli abbonati di allora). Avevamo immaginato di inviare loro una newsletter settimanale con alcune informazioni sulla vita ecclesiale. Avremmo seguito le tematiche che la rivista stampata aveva seguito. L’aggiornamento della nostra piattaforma era previsto inizialmente ogni due-tre giorni.
Scriveva così Lorenzo Prezzi (cf. qui):
Settimana torna nella forma di una pagina di collegamento on-line con i suoi lettori e abbonati. Abbiamo scelto la data dell’11 febbraio non tanto per la memoria liturgica, per la Giornata del malato, per l’anniversario del Concordato, ma per il gesto coraggioso compiuto da Benedetto XVI l’11 febbraio del 2013. Le sue dimissioni vennero recepite e giustificate come l’ammissione di una forza ormai insufficiente, mentre furono un atto di suprema fedeltà alla Chiesa e un vero atto di governo. Da lì ha preso le mosse la «rivoluzione» di Francesco. Il passaggio esigente del mezzo informativo (dalla carta al web) diventa un’allusione ai cambiamenti necessari a un’informazione religiosa non più solo romano-centrica o confessionale. La pastorale richiede un respiro più vasto, come la riforma domanda una radicalità più esigente. È la nostra sfida.
Le cose sono andate diversamente rispetto al progetto elaborato dal piccolo gruppo redazionale di allora. Dieci anni dopo riconosciamo che le attese sono state superate in quello che è stato, e continua a essere, un continuo apprendimento del mezzo, del suo linguaggio, delle potenzialità (ancora poco sfruttate) e anche delle insidie.
Questi alcuni numeri che hanno segnato fino qui la nostra esperienza:
– 1.550.000 lettori nel 2025 (89 % in Italia).
– 20 milioni di pagine visualizzate in questi dieci anni.
– 14.100 gli articoli pubblicati.
– Oltre 2.500 gli autori coinvolti.
– Oltre 18.000 i commenti approvati.
– 4.500 gli indirizzi a cui settimanalmente viene inviata la newsletter.
Per tutto questo desideriamo oggi esprimere un ringraziamento sincero. A tutti voi, lettrici e lettori, antichi e nuovi; alle autrici e agli autori, spesso amiche e amici, che hanno accettato di scrivere, informare e alimentare il dibattito senza ricevere nessun compenso; alle tante riviste (italiane e internazionali) con cui abbiamo costruito in questi anni rapporti di collaborazione; alla Provincia italiana settentrionale dei padri dehoniani, proprietaria e sostenitrice dell’iniziativa; alla nostra redazione (ideatori, tecnici, collaboratrici e collaboratori), cresciuta nel tempo sia nel numero sia nella qualità; alle partecipanti e ai partecipanti − negli ultimi tre anni − all’iniziativa delle «due giorni» di SettimanaNews ad Albino (Bergamo); alle estimatrici e agli estimatori e alle tante voci critiche. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno sostenuto, con il loro lavoro o facendoci conoscere o con una donazione, il nostro impegno.
I riferimenti fondamentali del servizio informativo di SettimanaNews sono stati e rimangono quelli che abbiamo ereditato dalla tradizione del nostro Centro editoriale dehoniano di Bologna: l’appartenenza ecclesiale, il riferimento al Concilio Vaticano II; l’attenzione storico-sociale; il respiro mondiale.
La sfida continua.






grazie davvero aiutate molto a tenere la barra dritta in un cattolicesimo tentato dalle derivie conservatrici e dalla religione escludente del “recinto”
È un servizio di cui anche x le comunità italiane all’ estero usufruiscono x aggiornamento e formazione Grazie e auguri buon apostolato sociale ed evangelico
Grazie a voi per l’ottimo lavoro. Siete diventati un riferimento per la mia crescita culturale e di fede.
Grazie anche da parte mia. Siete voi davvero gli eredi del Centro editoriale dehoniano.
Solo una parola: grazie!