
Delle 27 diocesi tedesche 14 hanno finora accettato di affidare agli operatori pastorali le indicazioni relative alla benedizione per le persone divorziate-risposate, per le coppie omosessuali o non disposte alla celebrazione sacramentale. Ultima in ordine di tempo la diocesi di Monaco (card. Reinhard Marx).
La ricezione del testo La benedizione dà forza all’amore, pubblicato dalla Conferenza congiunta fra i vescovi e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (23 aprile 2025), si diffonde lentamente fra molti dibattiti e prudenze. Rese più vivaci dalla posizione della Santa Sede e di papa Leone.
Da parte vaticana non vi è alcuna smentita del documento del dicastero per la dottrina della fede, Fiducia supplicans (18 dicembre 2023; d’ora in poi FS), che ha sdoganato la possibilità di concedere la benedizione seppure con limiti e precauzioni. Papa Leone ha mostrato di non ritenere centrale o urgente la questione. Condivide l’indirizzo di Francesco, ma avverte la sua potenziale divisività sia dentro la Chiesa cattolica universale sia nel dialogo ecumenico con le altre Chiese, ortodosse e neo-pentecostali in particolare.
Inoltre, pur condividendo la cordialità dell’approccio pastorale alle situazioni di coppie «irregolari», ritiene che i dibattiti propri alle aree geografiche dell’Occidente non debbano oscurare le urgenze vitali più elementari e diffuse della grande maggioranza dei popoli e della gran parte del popolo cattolico. Niente dovrebbe oscurare il cuore pulsante della fede: l’annuncio del Vangelo e della sua liberazione. La distanza e le differenze vanno quindi ricondotte alle loro misure e non autorizzano contrapposizioni enfatiche.
La benedizione alle coppie omoaffettive e le periferie
Nel dialogo coi giornalisti al ritorno del viaggio in Africa papa Leone ha così risposto alla domanda relativa alla decisione del card. Marx per la benedizione alle coppie «irregolari»:
«Innanzitutto credo sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali […] La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie – in questo caso coppie omosessuali, come ha chiesto lei – o di coppie in situazioni irregolari, oltre a quanto specificamente permesso da papa Francesco dicendo che tutte le persone ricevano la benedizione […] Andare oltre questo oggi, credo possa causare più disunione che unità, e che dovremmo cercare di costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna».
Una benedizione sì, ma senza la sua formalizzazione in testi liturgici vincolanti per le Chiese locali (per esempio, il «benedizionale»). Per il papa chi ha sicurezza finanziaria e casa confortevole può formulare richieste e sviluppare esigenze che nelle periferie del mondo appaiono in una luce diversa. Certamente non centrali. «Dalle periferie le cose appaiono diverse», come ha specificato nel discorso ai movimenti popolari del 23 ottobre 2025 difendendo le richieste elementari di terra, casa e lavoro.
Riconoscere il bene
Questo non toglie la pertinenza e la qualità delle esigenze pastorali delle Chiese in Occidente. Così si esprime il sinodo delle Chiese tedesche in una indicazione del 10 marzo 2023:
«La Chiesa desidera proclamare con le parole e i fatti il messaggio della dignità donata da Dio a ogni persona. Questo messaggio la guida nel suo rapporto con le persone e le loro relazioni di coppia. Per questo motivo dà il proprio riconoscimento alle coppie unite dall’amore, e offre loro accompagnamento quando si trattano reciprocamente con rispetto e dignità, sono disposte a vivere la propria sessualità nel lungo periodo con attenzione verso sé stesse, l’uno verso l’altro, e con responsabilità sociale. Ci sono coppie che chiedono la benedizione per la loro unione. Alla base di questa richiesta vi è la gratitudine per l’amore vissuto e la speranza in un futuro benedetto da Dio».
La citazione apre il già ricordato documento La benedizione dà forza all’amore, che sottolinea: «Una tale richiesta è espressione di gratitudine per il loro amore e del desiderio di plasmarlo nella fede. Finora non esistevano linee generali su come gli operatori pastorali potessero rispondere adeguatamente alla richiesta».
Le indicazioni del documento vaticano Fiducia supplicans vengono inglobate e condivise nelle linee direttive. «Fortificate dalla benedizione queste coppie rendono feconda la loro fede cristiana e il loro rapporto con Dio nella loro unione, nelle cerchie amicali e comunitarie, e seminano elementi per ulteriori benedizioni nella e per la nostra Chiesa». Seguono una quindicina di indicazioni.
Fra queste ricordo: la possibilità della benedizione, l’atteggiamento di stima per coloro che la chiedono, la non esigenza di altri presupposti oltre alla fiducia in Dio, l’opportunità di formazione per gli operatori pastorali, il quadro non propriamente liturgico in cui possono avvenire. La benedizione è un evento fra Dio e l’uomo e un’azione della Chiesa. In quanto tale non rifiuta la sua condivisione con amici e parenti ed elementi di gioia come il canto e la musica. Senza essere un sacramento la benedizione è sostanziata dalla Scrittura e dal clima di preghiera.
Un passo per volta
Le indicazioni della Conferenza congiunta fra i vescovi e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi hanno trovato resistenze non solo nei cinque vescovi residenziali che hanno preso una qualche distanza rispetto alle conclusioni del sinodo (Augsburg, Eichstätt, Colonia, Passau e Regensburg), ma anche presso altre otto diocesi che non hanno ancora recepito formalmente il testo, pur condividendolo.
L’applicazione a pelle di leopardo delle indicazioni solleva delle perplessità nei gruppi ecclesiali degli omosessuali credenti perché, a loro dire, esse danno impressione di una Chiesa inaffidabile e incoerente. È un passo nella giusta direzione «ma non una risposta sufficiente alla realtà vissuta e alla fede delle coppie queer» (OutInChurch).
Da questi ambienti è nato un manuale liturgico (Collectio Rituum) che offre una possibile scelta fra le benedizioni liturgiche che sono già state esperimentate nella pratica pastorale.
Nel testo La benedizione dà forza all’amore si sottolinea:
«Le benedizioni “invitano infatti a cogliere la presenza di Dio in tutti gli eventi della vita e ricordano che l’uomo, anche nell’uso delle cose create, è chiamato a cercare Dio, ad amarlo e a servirlo fedelmente” (FS 8). Con papa Francesco Fiducia supplicans ricorda che, al di là di ogni singola benedizione, è Gesù Cristo stesso che è “la grande benedizione di Dio”. Egli è il grande dono di Dio, “una benedizione per l’intera umanità, una benedizione che ci ha salvati tutti” (FS 1). Così alla richiesta di benedizione si uniscono sempre anche il ringraziamento e la lode per la bontà e la grandezza di Dio».





