Paraguay: popolazione sul lastrico

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I vescovi del Paraguay hanno preso una posizione ferma di fronte alla crisi causata dall’intervento della Ueno Bank. All’insegna del versetto biblico «Ho visto l’afflizione del mio popolo e ho ascoltato il suo grido», i vescovi hanno espresso la loro solidarietà alle migliaia di lavoratori, pensionati e piccoli imprenditori che, a seguito dell’intervento finanziario sulla Ueno Bank, si sono ritrovati senza accesso alle proprie risorse finanziarie, agli stipendi e ai risparmi di una vita.

I vescovi del Paraguay hanno emesso un duro comunicato (il 4/11/2026) e chiedono che i responsabili siano puniti, indipendentemente dalle cariche ricoperte o dai legami con il potere. La Conferenza Episcopale del Paraguay (CEP) ha chiesto la restituzione immediata e senza ostacoli dei fondi alle persone colpite.

Nell’ambito del processo costituzionale, lo scorso 6 novembre la Camera dei Senatori ha avviato un processo politico di destituzione del presidente della Repubblica, Santiago Peña. Numerose manifestazioni nelle piazze e nelle strade di tutto il Paese chiedono trasparenza.

Si chiede al Governo di fornire dettagli sulle risorse statali dell’Istituto di Previdenza Sociale (IPS) investite presso la Ueno Bank, partendo dal presupposto che «quel denaro appartiene al popolo».

La stessa CEP ha chiesto che i poteri dello Stato indaghino sul caso senza favoritismi, applicando sanzioni e risarcimenti. Ha inoltre chiesto che nelle parrocchie venga offerto sostegno alle famiglie colpite dall’enorme malversazione e si avvertono i fedeli di non fornire dati riservati (codici di accesso) a truffatori che promettono di recuperare il denaro.

Richiamando la dottrina sociale della Chiesa, i vescovi paraguaiani affermano: «Rifiutiamo ogni forma di reato finanziario e ogni uso improprio di risorse pubbliche o private che danneggiano le persone, distruggono la fiducia e ledono il bene comune. C’erano stati avvertimenti che non sono stati ascoltati in tempo e, come tante volte, chi soffre di più sono i più piccoli».

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