
Jean-Louis Ska, docente emerito belga del Pontificio Istituto Biblico (Arlon, 1946- ), ben noto ai lettori italiani, propone una riflessione su sette salmi proposta alcuni anni fa ai gruppi di Rinascita Cristiana e opportunamente aggiornata e rivista. La meditazione sul tragico salmo 88 è stata aggiunta a quelle publicate sulla rivista Rinascere 2(2024), 21-57.
Jean-Louis Ska è apprezzato per la sua solida preparazione biblico-filosofica, ma anche per il suo dettato piano, accessibile e attraente.
La giustizia nell’antico Israele
Nell’Introduzione (pp. 5-24), l’autore illustra l’ambiente naturale dove i salmi sono nati: un contesto popolare, di villaggi e cittadine molto semplici.
Vari salmi trattano di giustizia e di invocazioni a Dio per l’intervento risolutore e chiarificatore, che dichiari con sentenza la giustizia del querelante di fronte a una serie di avversari che, molte volte, si fanno forza del loro numero o della potenza delle loro famiglie per accusare ingiustamente una persona e privarla in tal modo dei suoi beni e della sua buona fama.
Nell’Israele antico non esisteva un sistema giudiziario ben preciso, con un’articolata e normata procedura giuridica per il giudizio, ma un complesso di norme che provenivano dalla tradizione e riguardanti casi simili. Un sistema giudiziario consuetudinario.
Il querelante chiamava a sua difesa un “avvocato difensore” che poneva la sua mano sulla sua spalla destra e lo assisteva in tribunale (che coincideva con “la porta” della città).
I salmi “imprecatori”
Ska spende un paio di pagine per illustrare il caso “scandaloso” dei salmi “imprecatori”. Li situa nel contesto culturale del tempo, in un clima di violenza e di sentimenti offesi in modo esasperante da avversari feroci. Rispecchiano sentimenti che alcuni gruppi e popoli vivono tuttora.
Importante è avere presente che il querelante affida a Dio la propria disperazione e si invoca da lui la soluzione radicale della violenza subita. Si invoca la fine dei violenti e della loro discendenza.
Un cristiano può pregare questi salmi affidando a Dio la richiesta che sia estirpata la radice del male, che sparisca la presenza del male e non dei malvagi, che sia sconfitta non la schiera dei nemici, ma le potenze del male che governano il cuore degli uomini, di modo che possa giungere un tempo di giustizia, di pace e di riconciliazione.
I nemici dei cristiani non sono le potenze terrene, ma le potenze spiritali e diaboliche che violentano il cuore delle persone, spingendole a combattere i propri fratelli in umanità.
Il cristiano li prega spesso comunitariamente e accompagnandosi col canto, che smorza e attenua i toni violenti e induce alla pace, al perdono e alla serenità.
Ska ricorda le categorie più importanti dei salmi, con l’indicazione di alcuni esempi: Salmi di adorazione o inni; Salmi di meditazione sulla creazione; Salmi di fiducia; Salmi di ringraziamento collettivo o individuale; Salmi di angoscia e di preghiera per la liberazione e la salvezza; Salmi di penitenza o confessione dei peccati; Salmi penitenziali e di insegnamento; Salmi che proclamano Dio come re; Salmi regali.
Otto salmi
L’autore si sofferma a meditare sul Sal 1 che apre il Salterio con le proposte delle due vie e di una sola scelta da fare: c’è la sapienza della Legge che illumina e guida sulla via della vita.
Il Sal 23 propone due immagini: il pastore e i pastori e quella dell’oste e dei suoi ospiti.
Il Sal 27 esprime i sentimenti opposti di fiducia e di dubbio.
L’oscuro e tragico Sal 88 ci mostra un orante che diventa egli stesso preghiera. Ci sono frangenti in cui le parole diventano a poco a poco superflue.
«Il grido del salmista – commenta Ska in vista di un’attualizzazione del salmo e di un suo uso da parte del cristiano –, nella sua tragica derelizione, è più autentico di molti discorsi facili che troviamo ogni tanto in certa letteratura spirituale. Discorsi proposti da persone che non hanno mai vissuto momenti di infinita sofferenza, non hanno mai toccato il fondo dello scoraggiamento né si sono mai trovate davanti al muro di cui parla la piccola Teresa di Lisieux. In tali momenti, vi è una via di uscita, quella del Salmo 88, scelta da Davide secondo il Salmo 109,4 e da Gesù sulla croce: essere preghiera» (p. 74).
Con il Sal 103 ci si trova di fronte all’infinita misericordia divina. Ska riporta brevemente alcune note sul concetto di “benedizione” e poi indica i vari momenti del salmo.
Il Sal 122 fa parte dei “Salmi graduali” o “Salmi di pellegrinaggio” o “Salmi di ascensione” (Sal 120-134), impiegato da coloro che si erano posti in pellegrinaggio verso la città santa e il suo tempio.
Le due parti del salmo fanno dapprima riferimento al nome “Gerusalemme”, la cui etimologia popolare è “città di pace”.
La prima parte (vv. 1-5) è incentrata sulla descrizione della città, mentre la seconda (vv. 6-8) si sofferma sul tema della “pace”.
Questo salmo è uno dei carmi che mette in evidenza il posto centrale di Gerusalemme, la città santa, e del suo tempio nella pietà popolare dell’antico Israele. Un tipo di pietà che ha conosciuto una profonda evoluzione nel corso dei secoli e trova, come altre tematiche, il suo compimento nel Nuovo Testamento.
Il Sal 139 ha per tema gli occhi di Dio che scrutano i cuori degli uomini. I vv. 1-18 inneggiano all’onnipresenza e all’onnipotenza divina, mentre i vv. 19-24 rappresentano una preghiera per la protezione divina.
Interpretare
Al termine del suo libretto, Ska ricorda che il Salterio è uno dei libri biblici più ricchi di spiritualità e di teologia. Contiene anche pagine problematiche, come i salmi di imprecazione contro i nemici o le proteste di innocenza. Sono testi da pregare con un certo senso critico. Non si può leggere alla lettera o far proprio senza alcuna esitazione il linguaggio di testi scritti più di venticinque secoli fa.
«Sono componimenti sacri, fanno parte della parola di Dio; tuttavia – ricorda Ska –, questa non è mai rinchiusa in un solo testo. Ogni brano dev’essere interpretato all’interno di tutta la Scrittura. Nella Bibbia, ciascun testo è segnato dal suo contesto storico, e vi è stata un’evoluzione lì come altrove. È essenziale poter leggere la Bibbia alla luce della rivelazione piena e ultima che deriva dal Vangelo. È altresì essenziale capire che i testi fanno parte di un movimento, di una ricerca di verità, e si collocano all’interno di una serie di tentativi di cogliere e di esprimere sempre meglio gli elementi fondamentali della fede, prima di un popolo, poi della comunità cristiana delle origini» (pp. 123-124).
Chiudono il volume una Conclusione (pp. 123-124), i Ringraziamenti (pp. 125-126) e una breve Bibliografia sui Salmi in italiano (pp. 127-130).
Testo scritto in modo semplice, è adatto per meditazioni bibliche saporose.
Jean-Louis Ska, Con l’arpa e con la cetra. Salmi scelti (Al pozzo di Sicar 72), Paoline, Milano 2026, pp. 136, € 12,00, ISBN 9788831559324.





