Lettera aperta a papa Francesco

di:

Granada, 22 settembre 2020

Caro p. Jorge Mario, vescovo di Roma-papa Francesco

Da più di due anni sento il desiderio intenso di scriverle poche parole per esprimerle la mia gratitudine per il bene che sta facendo al mondo e alla Chiesa. Ho voluto inviare questa lettera in privato. Ma vedo che non è certo che una simile lettera arrivi al papa.

Nello scrivere questa lettera, il mio desiderio è di sottolineare ed insistere sul fatto che il centro e l’asse della Chiesa non sono la Religione cristiana e l’osservanza fedele dei suoi riti e delle sue norme. Il centro e l’asse della Chiesa è il Vangelo di Gesù. Per come i vangeli presentano ciò che ho appena detto, la Religione e il Vangelo sono incompatibili. Per questo i capi della Religione hanno condannato e ucciso Gesù.

La sottomissione alle osservanze religiose tranquillizza le coscienze. Questo è il motivo per cui la nostra esperienza religiosa non è più affidabile. La volontà di Gesù è stata riassunta nei tre mandati lasciatici da Gesù stesso nell’ultima cena. Volontà riassunta non solo in un mandato, quello dell’Eucaristia, ma in tre: 1) Lavare i piedi degli altri, cioè vivere servendo come schiavi; 2) Condividere il pane e il vino, nei quali Gesù si rende presente nelle nostre vite; 3) Accettare e vivere il «comandamento nuovo», nel quale la «novità» sta nel fatto che Gesù non parla più di amore per «Dio» e per il «prossimo», ma solo dell’«amore reciproco». In questo sta l’elemento distintivo che definisce e caratterizza il cristiano. E proprio per questo nel giudizio finale, annunciato da Gesù in Mt 25, non si menziona neanche Dio: «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

La “Chiesa in uscita” è la Chiesa che non vive più bloccata dai riti e da normative di secoli passati. È la Chiesa che vive per umanizzare questo mondo così disumanizzato e sovraccarico di sofferenze per i più deboli.

A partire da questo progetto, lo Spirito del Signore ci porterà alla verità piena, vivendo uniti al Vescovo di Roma, capo dell’Episcopato secondo la successione apostolica.

Cordialmente uniti e sotto la protezione della Vergine Madre.

  • Pubblicata il 22.09.2020 su Religión Digital. Traduzione a cura di Lorenzo Tommaselli.
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5 Commenti

  1. Eugenio Bernardino Prella 23 dicembre 2023
  2. Cassiano Vito 26 settembre 2020
  3. Rosalba 25 settembre 2020
  4. Roaalba 25 settembre 2020
  5. Anna 25 settembre 2020

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