
L’8 marzo del 2022, tredici giorni dopo che la Russia aveva invaso l’Ucraina, dopo averne già occupata la Crimea, osservavo i media, tutti allineati, e giustamente, sulla denuncia della Russia, come la sola colpevole della guerra, e dell’Ucraina come nazione e popolo ignobilmente aggrediti, che era dovere difendere.
La propaganda russa diffondeva l’idea che si trattava di una guerra lampo che, in pochi giorni, si sarebbe conclusa con la sua vittoria.
Quella ucraina alimentava l’illusione dei paesi occidentali di garantire, con la loro fornitura di armi, la possibilità di una controffensiva rapida e decisamente efficace.
Quasi nessuno, come sempre accade nelle guerre, si azzardava a fare un bilancio preventivo del prezzo, in numero di morti, che si sarebbe dovuto pagare. Nel blog di settimananews commentavo questa situazione, scrivendo: «Ci si continua a dire, senza pudore, perché abbiamo ad armarci di una fiducia incrollabile di una vittoria, sempre più lontana, che la guerra sarà ancora lunga. Quanto? Un anno? Due anni? Tre anni?».
Men che meno si confessava in pubblico la previsione del numero di ragazzi ucraini che avrebbero dovuto lasciare il lavoro, gli studi, la fidanzata, la famiglia per andare al fronte, pronti a immolarsi per la patria.
Ed eccoci, oggi 31 agosto 2026, a quattro anni dall’inizio della guerra, a doverci sentir dire dalle agenzie più attendibili, come la Reuters e l’ Associated Press, l’Institute for the Study of War (ISW) e il Council on Foreign Relations, che la previsione più seria non è “la Russia vincerà”, né “l’Ucraina vincerà”, ma una soluzione negoziata dopo un ulteriore periodo di logoramento. “Logoramento” è un modo asettico per dire distruzioni e morti, distruzioni e morti, distruzioni e morti.
Ecco, detto oggi, quanto prevedevo a pochi giorni dall’inizio dei combattimenti, su come sarebbero andate le cose. Se un cittadino qualsiasi ha potuto prevedere ciò che effettivamente sta accadendo, figurarsi se gli strateghi della grande politica non avessero fatto le medesime previsioni, e che i governi non li avessero consultati prima di prendere le loro decisioni. Perché non si è scelta, allora, la via di quel negoziato, che ora si intende intraprendere, dopo quattro tragici anni di distruzioni e di morti?
È inevitabile ritrovarsi a pensare che la guerra c’è e continua ad esserci, perché la si è preferita rispetto agli altri modi allora possibili di reagire all’invasione russa, perché la si è voluta. Lo dimostra il fatto che, quando durante i negoziati russo-ucraini di Istanbul del marzo-aprile 2022, fu proposto di dichiarare neutrale l’Ucraina, a condizione che la NATO si impegnasse a difenderla nel caso diventasse necessario, la NATO si rifiutò, dichiarandosi disponibile, invece, ad accogliere l’Ucraina fra i suoi membri. Era questo che interessava all’alleanza, non la ricerca del modo migliore di garantire la pace su una frontiera così delicata come quella con la Russia.
Vi corrisponde quanto papa Francesco raccontò il 19 maggio 2022 in un’udienza data ai direttori delle riviste dei gesuiti, cioè che circa due mesi prima dell’invasione russa del 24 febbraio 2022 aveva incontrato un capo di Stato, che gli aveva detto che da tempo la NATO stava abbaiando ai confini della Russia.
La continuazione per tanti anni di questa guerra come, del resto, accade in tutte le guerre, non è il frutto delle conseguenze ineluttabili di un incidente di percorso, bensì della volontà di determinati responsabili, complici da fronti opposti, che l’hanno voluta e continuano a volerla.
Don Milani, nella lettera ai cappellani militari e poi in quella ai giudici, passa in rassegna tutte le guerre combattute dall’Italia, da quelle risorgimentali in poi, e ne smaschera le ragioni, mostrando come siano i giochi del potere economico, non l’amore per la patria, il vero movente, per concludere con l’affermazione che anche «la guerra difensiva non esiste più».
Anche nel caso della guerra in Ucraina, una volta affermata e sostenuta la tesi della responsabilità originaria e fondamentale della Russia, bisognerà pure domandarsi perché, invece della difesa armata, non si è ritornati alle proposte di Istanbul del marzo-aprile 2022.
Se, quindi, il primo responsabile ne è la Russia, ne sono responsabili anche quanti hanno scelto la via della guerra, invece di riprendere quella della diplomazia, avviata da tempo. È che, se ci sono guerre, è solo perché, dalle guerre, sono molti coloro che ci guadagnano, istituzioni pubbliche e soggetti privati, a cominciare, ovviamente, dai mercanti di armi.
La guerra sconvolge a fondo l’economia mondiale, ne modifica gli equilibri, per cui chi ci perdeva ora ci guadagna e chi ci guadagnava ora ci perde e si tratta di calcoli che, ovviamente, vengono fatti con cura dai grandi potentati economici. Data la posta in gioco di ingenti perdite e di enormi guadagni, è difficile pensare che chi ci vede in gioco i propri interessi non eserciti la sua influenza sull’andamento della situazione.
Per operare in maniera efficace per la pace non basta esaltarne la bellezza e affermare il dovere di ogni cittadino, e del cristiano anche in nome della fede in Cristo, di promuovere e sostenere le politiche di pace: bisogna anche decostruire le pseudoragioni che tradizionalmente vengono addotte per giustificare la guerra smascherandone le ignobili motivazioni immancabilmente sottostanti e quelle vergognosamente proclamate.






Aggiungo al mio post precedente che se vogliamo guardare i fatti, questi ci dicono che Zelensky sta facendo quanto è umanamente possibile per uscire da questa situazione, insinuare il sospetto che possa essere corrotto serve ai russi per vincere con tutti i mezzi anche i più subdoli e meschini, E questo è uno.
Mi scusi, ma non è questione di insinuare, è rilevare una situazione fattuale, circostanziata e documentata di quello che è lo stato dei fatti in Ucraina, oggi. Confuti quanto dico con dati, situazioni, documenti, pronunciamenti, la prego. Altrimenti rischiamo di restare sempre nell’opinionismo.
Sminuire il valore del pronunciamento di ONG globali come Transparency International (che non è un’agenzia di stampa), vecchia di decenni e presente in oltre un centinaio di paesi, mi pare davvero poco rincuorante. Se un soggetto la cui terzietà, dalla maggior parte accetata, viene liquidato con questa semplicità, mi domando dunque a chi dobbiamo credere, ma soprattutto sulla base dei dati forniti da chi. Se non a questi soggetti super partes, a chi dobbiamo credere?
Concludo dicendo che non ho detto che Zelensky è un corrotto, se è così ce lo dirà la storia, ho detto però che il suo intorno è in larga misura comprovatamente corrotto e ho detto che lui ed il suo partito politico hanno cercato di mettere sotto il proprio controllo le agenzie anticorruzione, poco prima di veder esplodere una emersione continua di casi. Questi sono fatti documentati. Ognuno, poi, trarrà le sue conclusioni.
Certo, ognuno può trarre le conclusioni che crede. Ma, come dice anche lei Zelensky non è indagato e le agenzie stanno lavorando, segno che in Ucraina il processo per ridurre la corruzione (fortemente indotta da governanti filorussi) sta continuando. Mi permetto di ricordare che noi italiani non dovremmo però dimenticare le stagioni di Tangentopoli, Rimborsopoli e le allegre vicende legate alle intemperanze di un certo Berlusconi che faceva sgomitare i leader europei, ma almeno lui le “nipoti di Mubarack” le pagava con soldi propri.
E se la corruzione che ha sfiorato la cerchia di Zelensky (vedremo se ci saranno dei processi) è decisamente esecrabile, c’è chi ci marcia e anche tanto pur non avendo titoli per farlo:
https://www.micromega.net/ucraina-dopo-gli-scandali-tra-corruzione-e-trasparenza
per questo dico che mettere in croce Zelensky per gli errori (per ora pare ancora presunti) dei suoi collaboratori e solo fare un favore ai russi.
A che serve comunque doversi sempre schierare? ok, una volta stabilito che Putin è un pazzo, ci sono elementi per pensare che dopo di lui invece ci saranno saggi illuminati? Nemmeno Biden ha mai pensato di far crollare il suo regime proprio perchè si sa come finiscono questi cambi, Tanto più che in Venezuela non hanno nemmeno fatto finta, hanno messo qualcuno al posto di Maduro e fine.
Rimane che non solo non si riesce a chiudere nessuno dei conflitti aperti, ma se ne aprono continuamente di nuovi. Iran e anche Houthi.
Non siamo più negli anni ’90, non c’è più la fine della storia.
A che serve schierarsi? Serve a non rimanere spettatori impassibili davanti alle tragedie umane. Serve a “compromettersi” cercando la verità. Serve a dimostrare vicinanza e solidarietà a persone colpite dalla ingordigia e dalla cattiveria degli uomini.
Biden non è paragonabile a Trump e il “regime” che Trump ha attuato ora in Usa non ha nulla a che vedere con l’America democratica di Joe Biden, che avrà pure lui i suoi difetti, ma mai avrebbe lanciato una guerra contro l’Iran e mai avrebbe promesso 5 mila dollari per farsi eleggere o rimanere al potere. Paragonarlo al suo successore è qualunquismo del genere…”tanto sono tutti uguali”…
A me pare che da parti di alcuni ci sia solo nostalgia dei bei tempi in cui l’America dominava il mondo. Pure se oggi arranca e manda in battaglia gli altri.
Il che non significa certo abbandonare gli Ucraini.
Si, ha ragione, nostalgia di un mondo più in pace di questo, di una America meno soggiogata da un personaggio da fumetto che è dedito a arricchirsi e a trascinare il mondo nell’abisso con le sue idee strampalate e oscene. Qualcuno disse che dopo l’11 settembre il mondo non sarebbe stato più lo stesso, la profezia si sta avverando sotto i nostri occhi. La cecità di alcuni sta nel non voler riconoscere che abbiamo perso una guerra e che gli americani hanno dovuto bombardarci per estirpare un male che ci eravamo procurati da soli e non senza pagarne un costo molto alto. Quello che ne è seguito è solo la conseguenza della “nostra” protervia, arroganza e stupidità. Tutte “doti” che ci hanno portato dove siamo e delle quali non c’è proprio di che da andare
orgogliosi. E se proprio non vogliamo essere riconoscenti, almeno dovremmo cercare di vedere la realtà come l’hanno vista quegli italiani con le pezze al sedere e affamati che hanno pregato per un tozzo di pane o una scatoletta di carne.
Noto che la discussione è equilibrata ma osservo pure che si insiste nel cercare giustificazioni per la spietata aggressione della Russia in Ucraina, le stragi, i morti civili e militari meritano che questa guerra porti ad una risoluzione e un cessate il fuoco immediato. Continuare a gettare benzina sul fuoco è immorale. La disinformazione arriva dovunque come la propaganda russa. Oggi Conte ha detto stop agli aiuti. Ecco la strumentalizzazione di una tragedia fatta da un politico la cui cifra è da sempre l’ambiguità. Il pacifismo di facciata in realtà è un inseguire i consensi, il peggio della politica. L’attentato al treno di diplomatici, il drone a Lipsia, i continui sconfinamenti, altro non sono che minacce subdole di un regime che intende perseguire i propri scopi. Filosofeggiare ancora sulle questioni semantiche è auto inganno. Guardare alla realtà è molto più semplice e la realtà è che la guerra va fermata subito, ma non imponendo la resa agli ucraini ma portando ad un tavolo di negoziato i russi disposti davvero a negoziare e facendogli capire che non c’è più tempo per i giochini. Non siamo più disponibili ad essere presi in giro.
Poche storie: finché non ci sarà un avvicendamento a Mosca la pace non sarà possibile. Putin è inaffidabile, un mentitore seriale, non ha mai rispettato un patto, l’Ucraina a suo tempo si fido’ della Rissia e cedette 50 bombe atomiche in cambio del rispetto del principio cardine del diritto internazionale:l’inviolabilita’ delle frontiere.
Perché, ritiene affidabile l’attuale leadership statunitense? Non ha proprio alcun dubbio invece sulla leadership ucraina? Bisogna ricordarle gli infiniti casi di corruzione fino al cerchio più stretto dei collaboratori di Zelensky, che hanno portato ad un tentativo poi rientrato di porre le autorità anticorruzione sotto il controllo governativo? Riguardo il memorandum di Budapest, al quale fa riferimento per quanto concerne le armi nucleari, condividerà che meno paesi le possiedono, meno è probabile che qualcuno le utilizzi, soprattutto se questo qualcuno è uno dei paesi più tra i più corrotti del pianeta; saprà infatti che molti osservatori internazionali relazionano sulla diffusione delle armi fornite all’Ucraina al di fuori del perimetro per le quali erano conferite, anche perché non esiste una tracciatura sulla diffusione delle stesse. Non mi rassicura per nulla che fiumi di armi vadano in giro chissà dove.
Sulla leadership americana ci sarebbe da discutere ma è presto detto: i n d e c e n t e!
Sul leader ucraino che cosa si può dire se non che da quasi cinque anni vive con questa tragedia sulle spalle ed ha cambiato persino connotati. La sua faccia è invecchiata di 20 anni. Ancora con la corruzione? Si, la corruzione c’è, l’uomo è corruttibile i soldi fanno gola…ma da questo a dire che Zelensky sia corrotto ce ne corre. Piuttosto i russi che hanno le loro spire dovunque pur di screditare gli ucraini farebbero carte false e patti col…e se non riescono con le armi convenzionali le provano tutte. E in molti ci cascano.
Abbia pazienza, ma richiamare la corruzione della leadership ucraina non corrisponde ad una artefazione, ma ad una triste realtà; inutile fare l’elenco dei corrotti, partendo dal primo finanziatore delle campagne elettoriali, Kolomoisky, fino ad arrivare agli strettissimi collaboratori, tra ministri, consiglieri, collaboratori. Continuare a fare finta la questione sia marginale, non è utile. Ora, non so se Zelensky sia corrotto come gran parte del suo entourage, benché credere che sia un agnello tra lupi mi pare una visione fortemente ottimistica. Come richiamavo, purtroppo, oltre la corruzione svelata c’è anche un altro fatto di elevatissima gravità: nel luglio 2025 il parlamento ucraino (Verkhovna Rada) ha approvato il disegno di legge n. 12414, un provvedimento pensato per porre sotto il controllo del Procuratore Generale le due principali agenzie anticorruzione indipendenti del Paese: il NABU (Ufficio Nazionale Anticorruzione) e la SAPO (Procura Specializzata Anticorruzione). La norma concedeva al Procuratore Generale (figura nominata dal parlamento su proposta del Presidente) la facoltà di avocare a sé o riassegnare le indagini del NABU ad altri organi investigativi, annullando di fatto l’autonomia operativa delle agenzie anticorruzione. I sostenitori della legge hanno motivato il provvedimento con la necessità di “ripulire” le agenzie da presunte infiltrazioni e influenze della Russia. La società civile ucraina, Transparency International e i vertici di NABU e SAPO hanno denunciato la mossa come un tentativo delle élite politiche di bloccare le inchieste sulle tangenti che coinvolgevano alti funzionari dello Stato e dell’ufficio presidenziale. Il ruolo di Volodymyr Zelensky si manifestò nel sostegno politico e nella firma immediata: Il partito di maggioranza di Zelensky (Servo del Popolo) è stato il principale promotore del disegno di legge, nonostante gli appelli delle agenzie anticorruzione affinché venisse applicato il veto, Zelensky ha firmato la legge il 22 luglio 2025 pochi minuti dopo l’approvazione, facendola entrare subito in vigore.
Po, come sappiamo, la cosa non si è concretizzata perché altrimenti il processo di adesione all’Unione Europea sarebbe stato verticalmente complicato. Dopo questo evento innumerevoli casi di corruzione sono emersi proprio nella cerchia stretta dei collaboratori del presidente.
Comprendo siano questioni spiacevoli, ma se facciamo informazione dobbiamo farla fino in fondo richiamando fatti puntuali, non opinioni non circostanziate. I fatti dicono che la possibilità che Zelensky sia coinvolto potrebbe esserci.
So di cosa parla, ho seguito la vicenda ma
““ripulire” le agenzie da presunte infiltrazioni e influenze della Russia. La società civile ucraina, Transparency International …”
Cosa significa? Che Zelenssky non si fida di nessuno, neppure di gente irreprensibile perché le infiltrazioni russe sono reali e i meccanismi sono subdoli e difficilmente comprensibili e non è possibile prevenirli.
La questione è davvero complessa, capisco che è più facile credere ai vertici delle agenzie ma in capo a Zelensky c’è un paese che sta combattendo una sporca guerra di aggressione e i russi dispongono di tanti mezzi per infiltrare chi è in grado di far eventualmente cadere il governo Questo è lo scopo dei russi: far cadere Zelensky per infiltrare la solita testa di “ponte”, che gli permetta di entrare vittoriosi attraverso la porta principale.
bella questa… meno male che le armi atomiche non ce l’ha Ucraina, ma è bene che sono finite alla russia la quale le “usa” per poter occupare Ucraina, ma in tutto ciò è Ucraina il paese fra i più corrotti nel mondo, ma poi secondo l’indice della corruzione mondiale fra i 180 paesi Ucraina sta al 104 e la russia a 157 e anche Italia non è messa gran che a 51, ma ti rendi conto di quello che dici?
Se è per questo anche l’ex Unione Sovietica si fidò della promessa di non allargamento della NATO verso est, ma come possiamo facilmente verificare è stata una progressione continua. E’ NATO prima luovo o la gallina?
lo so che è una ipotesi… ma se Lituania, Estonia e Lettonia non fossero entrate nella Nato avrebbero già conosciuto la sorte della Gergia, Cecenia, Ucraina. unione sovietica era una PRIGIONE DI POPOLI e qualsiasi azione per liberare i popoli era lecita e giusta
Si fa presto a dire: negoziare! questa analisi la trovo superficiale e come tante altre decisamente omette di dire che la responsabilità di tutto questo è in capo alla Russia. Si, lo dice ma non con sufficiente chiarezza.
Negoziare significa scendere a compromessi, la Russia ha sempre voltato le spalle ad ogni negoziato ma ha sempre e solo preteso di porre condizioni. Putin ha solo finto di voler negoziare, se avesse voluto fermare la guerra sarebbe bastato che si ritirasse. E invece continua ad uccidere e massacrare civili tutti i giorni da quasi cinque anni.
Mi dispiace ma articoli come questo non fanno che continuare a creare confusione su un tema che andrebbe narrato per come si dipana nella realtà e non con una retorica che mette sullo stesso piano o quasi chi aggredisce e chi subisce l’aggressione, si difende ma è sempre più indifeso davanti alla protervia di chi ne vuole la distruzione totale.
Grazie, invece di continuare di affondare nella pallude della disinformazione è neccessario guardare la realtà dei fatti che, incridibilmente, è più evidente e semplice di quanto sembri.
Anch’io concordo. Non si può minimizzare il fatto che Putin non ha mai cercato il dialogo. La diplomazia evocata in astratto diventa solo un paravento per chi nega in linea di principio ogni aiuto all’ l’Ucraina in nome di uno pseudo-pacifismo fatto sulla pelle e la libertà di un altro popolo. Poi è vero che le lobby giocano contro, ma la questione decisiva è se Putin accetta o meno una trattativa. A me pare non abbia mai aperto a serie prospettive di pace. Inoltre Putin e Trump, i due principali attori di una trattativa di pace sono mentitori seriali. Non vedo la momento una via di uscita diplomatica che non sia la resa dell’Ucraina.
La questione è molto complicata e dire che la responsabilità è soltanto di un pazzo non aiuta a risolvere. Putin ha attaccato, non ci sono dubbi, ma quanto successo nel 2014 e negli anni ad andare al 2022 non può essere comunque ignorato, se si vuole entrare nel merito. L’aggressione russa era lungamente avvisata; erano ben note le linee rosse da non superare e sono state ignorate per quasi un decennio.
Dal 2014 al febbraio 2022, in Ucraina si sono svolte oltre 40 esercitazioni militari multinazionali a cui hanno partecipato truppe dei Paesi membri e partner della NATO. Seppure non erano esercitazioni ufficiali dell’Alleanza Atlantica, non essendo l’Ucraina uno Stato membro, le manovre venivano approvate ogni anno dal Parlamento ucraino nell’ambito del programma Partnership for Peace (PfP) e di accordi bilaterali.
Principali esercitazioni ricorrenti in Ucraina:
– Rapid Trident (Terrestre): Manovra annuale a guida USA-Ucraina svolta presso il poligono di Yavoriv (Leopoli), focalizzata sull’interoperabilità delle truppe terrestri secondo gli standard NATO.
– Sea Breeze (Navale): Addestramento aeronavale annuale nel Mar Nero e presso la base di Odessa, co-ospitato da Marina Statunitense e Ucraina con la partecipazione di decine di Paesi alleati.
– Clear Sky (Aerea): Manovre congiunte per l’aviazione militare (come l’edizione del 2018) volte ad addestrare i piloti ucraini alle procedure di sovranità e pattugliamento aereo con forze USA e dell’Est Europa.
– Cossack Mace, Three Swords e Maple Arch: Esercitazioni tattiche di terra svolte negli anni (specialmente nel 2020-2021) in cooperazione con Paesi NATO vicini come Polonia, Lituania, Canada e Regno Unito.
Ci sono poi i programmi di addestramento continuativo (2015–2022). Oltre alle singole esercitazioni temporanee, tra il 2015 e l’inizio del 2022 sul suolo ucraino operavano missioni stabili di istruzione militare gestite da Paesi dell’Alleanza:JMTG-U (Joint Multinational Training Group – Ukraine): Missione a guida statunitense per la formazione tattica delle brigate ucraine. Operation UNIFIER: Programma continuativo gestito dalle forze armate del Canada. Operation ORBITAL: Missione d’addestramento e consulenza tattica della difesa britannica.
Quelli che le cito sono fatti. Se per caso in un paese confinante con gli USA fosse accaduto lo stesso la guerra sarebbe scoppiata molto prima, anche perché gli USA ci hanno ben abituati a metabolizzare azioni di guerra preventiva come se fossero normali. Infatti, sempre i nostri amici USA, sono lo stato più belligerante oggi e della storia.
Purtroppo ripetere la solita tiritera di aggredito ed aggressore, non verificando gli accadimenti precedenti e dando la responsabilità dell’accaduto alla follia di un singolo, è non produttivo e non utile a superare le morti che continuano a verificarsi a migliaia.
Esattamente! L’accordo di Instambul non ci poteva essere. La Russia non garantiva all’Ucraina di rispettare alcun ipotetico accordo. Papa Francesco ripeteva ingenuamente una opinione di un diplomatico. Questo argomento andrebbe studiato assai meglio.
Definire ingenuo un papa, mi sembra offensivo. Francesco era comunicativo, esplicito, diretto; spiace che questo lo renda agli occhi di alcuni un provinciale, un “sempliciotto” di scarsa profondità di pensiero e competenza, quasi che la forma prevalga la sostanza.
Come ho detto in precedenza gli accordi di Istanbul sono caduti su un paio di punti, il principale dei quali fu certamente il veto russo nel consesso difensivo, ma sappiamo però molto bene, perché è documentato, che la volontà diplomatica di andare oltre questa posizione non c’è stata. La cosa fu brevemente risolta mandando a monte il negoziato. Questi processi sono delicati, lunghi e complessi. Diciamo, e qui penso potremo condividere, che non si è speso troppo tempo e troppa energia per orientare ad una pacificazione ed una composizione, vice versa si sono facilitate le contrapposizioni. Il risultato sono quattro anni e mezzo di guerra.
Ripetere che le guerre ci sono SOLO perchè ci guadagnano i mercanti di armi non ci porta lontano e rischia di essere buona e facile retorica. Nel caso specifico (i famosi negoziati di Istambul), come in tutti i casi di trattative con la Russia, è sempre necessario approfondire. Non basta nemmeno un giudizio di papa Francesco.
Nel caso specifico, si trattò delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina in caso di aggressione esterna (art. 5): la Russia pretendeva di esserne garante (con diritto di veto) insieme agli altri paesi del Consiglio di sicurezza.
Per cominciare:
https://euvsdisinfo.eu/it/report/us-and-boris-johnson-forced-ukraine-not-to-sign-the-peace-deal-in-istanbul/
https://www.ilpost.it/2025/02/18/fallimento-negoziati-pace-ucraina-russia/
https://www.lastampa.it/esteri/2024/06/16/news/russia_ucraina_guerra_accordo_pace_2022-14397852/
https://magazine.cisp.unipi.it/russia-ucraina-il-negoziato-di-pace-fallito-nei-primi-mesi-di-guerra/
Dopodichè si può ammettere che gli errori negoziali furono molti e sono molti, ma la cattiva fede di Putin è indiscutibile.
Grazie, forse servirà a qualcuno a togliersi il prosciutto dagli occhi
Amio avviso per comprendere al 100% è necessario entrare nel dettaglio dell’accordo.
I punti chiave della bozza di accordo erano:
1) – Neutralità e non allineamento dell’Ucraina:L’Ucraina avrebbe rinunciato all’adesione alla NATO e a qualsiasi alleanza militare, inserendo la neutralità permanente nella propria Costituzione.
– Kyiv si impegnava a non ospitare basi militari o truppe straniere sul proprio territorio e a non svolgere esercitazioni militari esterne senza il consenso degli Stati garanti.
– In cambio, l’Ucraina avrebbe potuto proseguire il percorso di integrazione nell’Unione Europea.
2) – Garanzie di sicurezza internazionali: Diversi Paesi garanti (tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina e la stessa Russia) avrebbero dovuto impegnarsi ad assistere l’Ucraina in caso di un nuovo attacco armato.
3) – Status dei territori contesi: Crimea: Lo status finale della penisola sarebbe stato oggetto di colloqui bilaterali separati nell’arco di 15 anni, sospendendo qualsiasi tentativo di risoluzione militare.
– Donbas / Territori occupati: Il futuro delle zone occupate prima o durante l’invasione del 2022 doveva essere discusso direttamente in un summit tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin.
4) – Limiti alle forze armate (Demilitarizzazione):Si prevedeva un ridimensionamento dell’esercito ucraino, anche se su numeri e tetti massimi di truppe, carri armati e artiglieria le parti sono rimaste gravemente distanti (Mosca chiedeva limiti molto più ridotti rispetto alle controproposte di Kyiv).
5) – Questione linguistica e culturale (Denazificazione):La Russia richiedeva la revoca delle leggi ucraine sulla lingua e sul patrimonio culturale favorevoli alla lingua russa.
I negoziati sono falliti a partire da aprile 2022 a causa proprio del nodo relativo al “Veto russo” sulle garanzie, perché sugli altri punti c’era ragionevole convergenza: Mosca pretendeva che l’intervento dei Paesi garanti a difesa dell’Ucraina in caso di nuovo attacco richiedesse l’approvazione all’unanimità di tutti i garanti, inclusa la Russia stessa, rendendo le garanzie di sicurezza inefficaci. Questo chiaramente fu un limite di grande rilievo, ma che non si è realmente voluto affrontare diplomaticamente, preferendo ostinatamente e la via militare.Si doveva insistere nello sforzo diplomatico, ma che le ostilità non finissero conveniva a troppe parti. A rimetterci è stato ed è il popolo ucraino.