
Non bastava il referendum costituzionale. È arrivata anche la proposta di riforma elettorale: un altro passo politico nel far degenerare la democrazia del nostro Paese. Lo ha spiegato bene il prof. Azzariti, costituzionalista dell’Università La Sapienza: Chi ha proposto la nuova legge elettorale «non ha imparato la lezione della Corte costituzionale». In un’intervista pubblicata su La Repubblica (del 27 febbraio 2026), riguardante la recente proposta di riforma della legge elettorale presentata dalla maggioranza, il prof. Azzariti ha risposto come segue.
- Secondo i proponenti garantisce la stabilità, è così?
«Nella sentenza numero 1 del 2014 la Consulta ha detto che certamente la governabilità è un obiettivo legittimo. Ma la stessa Corte ha ricordato che prima della stabilità c’è un valore su cui si fondano le nostre democrazie che è la rappresentanza politica. La governabilità non può comprimere eccessivamente la rappresentanza politica».
- Con la nuova legge in che modo verrebbe compressa?
«Con l’abbandono di tutte le logiche di carattere proporzionale. La soglia fissata per un riparto proporzionale è del 35-40% ed è distorsiva. Perché poi tramite il ballottaggio o, peggio, tramite un numero eccessivo di seggi premiali si persegue una maggioranza che può rivelarsi eccessiva».
- Perché eccessiva?
«Si rischia di dare alla maggioranza la possibilità di eleggere autonomamente gli organi di garanzia, cioè il presidente della Repubblica, i giudici costituzionali e i membri del CSM. In questo modo viene escluso il ruolo delle minoranze, e ciò dimostra una fortissima disattenzione per il ruolo del Parlamento a favore di una governabilità tutta incentrata nelle mani del Governo»
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Così – sempre più decisamente – l’attuale maggioranza sta rendendo il nostro Paese un «mostro mite» (A. de Tocqueville), una «democrazia con svolte cesariste» (M. Weber), una «dittatura morbida» (R. Simone) … La si chiami come si vuole: la deriva antidemocratica è sempre più grave.
L’indignazione e il timore del peggio appartengono a quanti? Una minoranza o una maggioranza? Non so. La vita del Paese sembra scorrere normalmente, o quasi. Forse apriremo gli occhi troppo tardi. È sempre stato così, purtroppo, nella storia di molti Paesi.
«In molte società – diceva papa Francesco ad Atene il 4 dicembre 2021 – preoccupate per la sicurezza e anestetizzate dal consumismo, la stanchezza, il malcontento e l’incredulità nelle istituzioni, portano a una sorta di scetticismo democratico, uno scetticismo nei confronti della democrazia causato dall’allontanamento dalle istituzioni, dalla paura della perdita di identità, dalla burocrazia…. C’è una regressione della democrazia e le facili rassicurazioni offerte dai populismi sembrano allettanti. I politici populisti offrono risposte apparentemente facili alle preoccupazioni e al malcontento della società. Ma la vita insieme è complessa e richiede pazienza, partecipazione e coinvolgimento di tutti».






Io non comprendo perché questo sito si interessa così frequentemente di cose così profane.Un mistero.
Ma interessarsene va pure bene, è far campagna h24 per una singola parte politica che alla fine è controproducente. Anche se condividi la stessa parte politica, se ti schieri in maniera pedissequa poi ci sta che uno la prenda come una voce non “libera” intellettualmente,
Scusi Pietro come fa a dire che non ci metto il cuore? Il cuore ce lo metto di continuo solo che è diviso in due, proprio spaccato a metà come fosse Berlino prima del crollo. Al massimo i ragionamenti servono a mettere un po’ di anestetico per l’ansia di dover lasciare un pezzo di cuore ad ogni decisione..
Fortunatamente per me non è così difficile scegliere. Io sto sempre dalla parte del più deboli e contro i violenti siano essi istituzionalizzati o no. La Meloni è violenta contro i deboli. Questo me lo ha insegnato il vangelo. Per me questo vuol dire metterci il cuore.
A me pare che lei segue una parte politica o un paese o uno slogan. Esattamente come altri che prima seguono uno slogan politico e poi sono cristiani. Prima magari stava dalla parte della Nato e adesso la Nato è in mano ad un puzzone. Io ho votato dalla parer della Nato (avs alle politiche Schlein è democrazia solidale alle europee) peró non sono andata in giro a dire o noi o Putin. In Germania Merz è stato votato come cordone sanitario per la restare è adesso spinge la Germania verso l’ennesimo riarmo di cui si sentiva la necessità come di un tornado forza 5. Magari a volte i deboli non girano con un cartello attaccato “sono debole” Perché, specie nei conflitti, ci sono deboli da una parte e deboli dall’altra parte, se non altro nella popolazione civile.
Il suo pensiero liquido è sicuramente più contemporaneo del mio. Io sono un uomo del secolo scorso che non crede che le ideologie fossero sempre e comunque sbagliate.
Per me questo sito è un po’ troppi sbilanciato. Come La bussola quotidiana. Tanti articoli ma alla fine si sa già come la pensa chi scrive.
Ma leggendo certi commenti anche su questo sito sembra si stendi a vedere come stanno le cose. Tra rancori irrazionali verso sinistra ed equilibrismi politici per sembrare super partes sempre e comunque, questa destra ci sta danneggiando mentre i benpensanti chiacchierano del tempo che fa.
Perché si vota più contro, che sia la destra o la sinistra che per. È difficile avere proposte vere alla fine, e allora si crea un nemico e si vota contro quello.
Ma cos’è questa allergia all’essere contro? Quando ci sono motivazioni serie si può tranquillamente essere contro. Questa eterna indecisione decisionale (che rischia di diventare appoggio all’immoralità evidente delle scelte di questa destra) non è cristianamente accettabile. Si ricorda lo spot della Sambuca Molinari? Ma prendi una decisione chiara recitava nel 1994 precedendo un futuro prossimo di liquida eterna indecisione.
Va bene, sono contro quelli che sono sempre contro. Mi spinge a dire distruggetevi tra di voi che io mi siedo con un bicchiere di champagne in mano..
E in ogni caso su tante questioni non è facile avere un’opinione ragionata, più passano gli anni più di rendi conto che molte discussioni infuocate poi svaniscono nel nulla. Prendi il nucleare, quando eravamo più giovani c’è stata una fortissima pressione per ridurre l’utilizzo dell’energia nucleare. C’è stato il referendum, uno ci ha creduto. Poi trovi ragazzi più giovani che ti dicono: è stato un danno, perchè adesso abbiamo problemi energetici ecc.
Allora mi pare che ad un certo punto uno si trovi ad ammettere di non avere certezze, di votare partendo da una certa idea di bene e di sperare che funzioni.
Posso essere contro il nucleare ma credere che non siano del tutto sbagliate le motivazioni di chi è a favore. Posso essere contro la guerra ma pensare che abbiano giuste ragioni anche quelli che chiedono di difendere attivamente chi è colpito da attacchi altrui.
Penso solo che sia davvero molto molto difficile calcolare in pieno gli effetti delle proprie decisioni, più analizzi più vedi possibili problemi e alla fine voti sulla basa della fiducia. Non dico fiducia cieca, ma fiducia razionalmente calcolata.
Mentre lei analizza le cose accadono prima ancora che lei abbia terminato di ragionare. A volte è il cuore a decidere. Perché il cuore le cose le vede benissimo ma di lui non ci fidiamo. Non so cosa le dice il suo cuore ma lo ascolti bene prima di rispondermi che è tutto vero ed è vero anche il contrario.