
Dopo un anno di attesa la Commissione ha nominato il 26 marzo Mairead McGuinness a «inviata speciale dell’Unione Europea per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’UE».
Il profilo e le reazioni
La designazione è apprezzabile per il profilo della prescelta. È stata commissaria per i servizi economici e finanziari dal 2020 al 2024, membro del parlamento e vicepresidente, responsabile del dialogo con le religioni. Ha una vasta esperienza politica, un profilo istituzionale di rilievo e un riconosciuto impegno nei confronti dei valori europei.
Di confessione cattolica proviene da una famiglia irlandese. È stata la prima donna a laurearsi in economia agraria all’University College di Dublino e ha lavorato a lungo come giornalista. Parlando di sé ha detto: «Mia madre aveva una grande fede; l’ho ereditata da lei». L’ultimo inviato speciale è stato il diplomatico belga Franciscus Van Daele.
La richiesta per coprire quel ruolo è stata insistente da parte dei rappresentanti delle religioni presso l’Unione, in particolare dalla Commissione delle conferenze episcopali dell’UE (COMECE), presieduta da mons. Mariano Crociata. Ha detto: «Ho avuto il privilegio di collaborare strettamente con lei durante il suo mandato come membro del parlamento europeo, anche nella sua veste di vicepresidente responsabile del dialogo con le Chiese e le comunità religiose» e ha chiesto per lei un mandato forte e adeguate risorse umane e finanziarie.
Il compito a cui è chiamata è rilevante per la tutela e la libertà di religione nel mondo perché sarà parte del dialogo con enti istituzioni e ONG sostenuti dall’UE nelle varie parti del mondo.
Utile in un momento di crescente persecuzione in particolare contro i cristiani, ma anche per ricordare il problema ai molti distratti operanti nelle cancellerie europee e all’interno dell’Unione Europea. Assieme alla risoluzione del Parlamento a favore della nomina di un coordinatore per combattere la cristianofobia emergente anche nei Paesi dell’Unione, la designazione di Mairead McGuinness rappresenta una risposta positiva alle denunce sulle crescita delle persecuzioni religiose e delle violenze su persone, simboli e istituzioni delle fedi e delle credenze (cf. qui su SettimanaNews).
Analfabetismo religioso e scarsa profezia evangelica
In Europa e in Germania «la misura in cui le dinamiche religiose influenzano la futura politica estere e interna di molti paesi continua ad essere sottovalutata» ha detto Dirk Binener, presidente all’importante istituzione cattolica tedesca di aiuti internazionali, Missio Aachen.
Solo una crescita della competenza e attenzione in merito può «impedire sia la strumentalizzazione politica e populistica di destra, sia la banalizzazione delle violazioni delle libertà religiosa» (a sinistra). «Se non alimentiamo questi dibattiti le forze estremistiche – dai terroristi islamici in Medio Oriente e in Africa ai nazionalisti cristiani negli Stati Uniti – minacciano di dominare la questione e di appropriarsene per i propri scopi».
E il rappresentante della cancelleria federale austriaca per la protezione delle minoranze religiose perseguitate, Daniel Soudek, ha ammonito a non minimizzare il tema delle persecuzioni perché «incoraggia i colpevoli, indebolisce le vittime e mina la credibilità della tutela dei diritti umani». Fra persecuzioni e cristianofobia vi è, a sua avviso, un legame consistente (cf. qui su SettimanaNews).
La cristianofobia e la sottovalutazione delle persecuzioni registrate in Occidente e in Europa sono spesso frutto di un analfabetismo religioso che ha raggiunto anche i vertici istituzionali e di una sorprendente pigrizia ideologica dei media e delle accademie che, in nome di una condivisibile distanza dalle forze politiche di destra estrema e della laicità, non registrano i fatti.
E questo senza ignorare le fragilità interne delle confessioni cristiane talora prigioniere di un nazionalismo sospetto e di scarsa profezia evangelica.





