Perché è difficile tradurre la Bibbia?

di: Christoph P. Hartmann

traduzioni

La Bibbia integrale è diffusa in quasi 700 lingue, e in 3.000 in alcune sue parti. Nessun libro è stato tradotto maggiormente. Ma finora in Germania non esiste alcuna traduzione ecumenica autentica. La ragione sta nel fatto che non si tratta solo della scelta precisa della parole.

Problemi di traduzione

Capire ciò che la Bibbia vuole veramente dire non è sempre facile. Lo ammette anche lo stesso Libro dei Libri. Lo dice già l’autore della seconda lettera di Pietro, che non si identifica con l’apostolo dello stesso nome, riguardo alle lettere di Paolo: «In esse ci sono alcuni punti difficili da comprendere» (2Pt 3,16).

Il problema di trovare le parole precise per la fede non è del resto nuovo. In modo particolare, si pone nella traduzione di testi antichi centinaia di anni nelle lingue moderne.

Secondo i dati attuali, la Bibbia è tradotta in 692 lingue. Ma la storia della traduzione è anche una storia di revisioni. È necessario adattare continuamente il testo alla lingua corrente o a una nuova situazione delle fonti.

Solo in Germania negli anni scorsi hanno fatto parlare di sé due grandi revisioni: quella della traduzione unitaria cattolica 2016 e quella della Bibbia luterana 2017, in occasione del giubileo della Riforma.

Gute Nachricht BibelIn effetti, esiste da oltre 20 anni con la Gute Nachricht Bibel una traduzione ecumenica, che tuttavia nella Chiesa cattolica è ammessa soltanto per lo studio biblico privato. Fino ad oggi non esiste una traduzione comune autentica per celebrazioni comuni. A questo riguardo gli esegeti cattolici ed evangelici, nelle revisioni delle rispettive edizioni, hanno cercato di raggiungere obiettivi simili.

Entrambe le traduzioni erano ormai vecchie di qualche decennio. Inoltre, sono stati rinvenuti nuovi manoscritti che bisognava tenere presenti.

Sia i cattolici sia gli evangelici nella revisione hanno cercato un’adesione più stretta possibile al testo originale e si sono scostati in parte dalle traduzioni precedenti, volendo tradurre le antiche metafore bibliche con immagini moderne. Non è infatti sempre facile stabilire che cos’è una buona traduzione. Lo si vede chiaro nel noto esempio di Mt 5,3: la Bibbia di Zurigo, conosciuta per la sua rigorosa fedeltà al testo originale, traduce: «Selig die Armen im Geist – ihnen gehört das Himmelreich» (= Beati i poveri in spirito – ad essi appartiene il regno dei cieli).

Questa traduzione precisa non dice tuttavia molto ai credenti di oggi, anzi potrebbe essere fuorviante, se qualcuno pensa che si tratti delle persone con un basso livello di intelligenza. I curatori mettono perciò una nota in cui descrivono che cosa si intende: «I “poveri di spirito” sono le persone che sono povere dello spirito di Dio e che davanti a lui stanno a mani vuote».

Per risparmiarsi questa nota, la nuova Bibbia unitaria scrive: «Selig, die arm sind vor Gott; denn ihnen gehört das Himmelreich» (= Beati coloro che sono poveri davanti a Dio; perché ad essi appartiene il regno di Dio».

La Bibbia riveduta di Lutero si rifà alla formulazione di Martin Lutero «Selig sind, die da geistlich arm sind; denn ihrer ist da Himmelreich» (= Beati sono coloro che sono i poveri spiritualmente; perché di essi è il regno dei cieli)». Mentre la traduzione unitaria, per una migliore comprensione, lascia cadere il termine «spirito» dall’originale, la traduzione di Lutero cerca una via di mezzo.

Fedeltà strutturale e fedeltà efficace

Fedeltà strutturale e fedeltà efficace sono i due concetti che rientrano nel problema della traduzione. La fedeltà strutturale intende riprodurre con la massima fedeltà l’originale con le sue parole; la fedeltà efficace guarda principalmente all’impressione di chi legge. Quest’ultima può avere dei vantaggi. Martin Lutero stesso traduce il salmo 22,22 con le seguenti parole: «Hilf mir aus dem Rachen des Löwen, und errette mich vor dem Einhorn» (= Aiutami a sfuggire alle fauci del leone e salvami dall’unicorno). Gli unicorni erano, per la gente del suo tempo, delle creature spaventose. Ma un lettore moderno le associa a creature nate dalla fantasia. La traduzione unitaria, per mantenere l’efficacia della frase, parla di «corna dei bufali» e la nuova Bibbia di Lutero di «corna dei tori selvatici».

Ma la traduzione è soltanto uno dei problemi. Prima si pone l’interrogativo: qual è in realtà il “testo originale” che deve essere tradotto? In effetti, non esiste un testo originale autentico della Bibbia in senso moderno. Esistono, fin dall’antichità, numerosi scritti particolari e varie prime traduzioni; inoltre, vengono scoperti di continuo nuovi scritti.

Queste scoperte sono raccolte in due edizioni storico-critiche, riconosciute sul piano mondiale confessionale: per l’Antico Testamento è la Biblia Hebraica, per il Nuovo Testamento è il Novum Testamentum Graece, che oggi è conosciuto soprattutto con il nome del primo editore Nestle-Aland la cui base è costituita da 5.500 manoscritti.

Entrambe le edizioni contengono molte varianti di passaggi su cui esistono tuttavia accordi internazionali e interconfessionali, che rappresentano la versione più probabile di un versetto.

Problemi per una Bibbia “ecumenica”

Anche se ci sono accordi sulla base testuale e le varianti, non si è giunti a una collaborazione ufficiale tra esegeti cattolici ed evangelici nelle nuove revisioni. Alla prima traduzione unitaria, tra il 1962 e il 1980, i rappresentanti evangelici avevano in parte collaborato ma alla fine ci fu un malinteso. Da parte cattolica si era convinti di disporre non solo di una Bibbia per gli atti di culto cattolici nell’ambito di lingua tedesca, ma anche per quelli ecumenici. Ma la parte evangelica non l’aveva mai intesa così. Nella revisione i protestanti ebbero pertanto dei problemi con Roma.

Secondo l’istruzione vaticana Liturgiam authenticam, ogni traduzione cattolica avrebbe dovuto includere la Nova Vulgata, cioè la Bibbia latina obbligatoria della Chiesa. Inoltre, la revisione della traduzione unitaria avrebbe dovuta essere riconosciuta da Roma.

lutero traduttore«Non c’era nulla che potesse unirci», afferma Christoph Kähler. L’allora vescovo regionale della chiesa evangelica-luterana della Turingia aveva presieduto alla revisione della Bibbia di Lutero. Si giunse a una rottura e non ci fu alcuna collaborazione immediata, almeno sul piano ufficiale. Tuttavia le commissioni cattolica ed evangelica si scambiarono le bozze delle loro traduzioni e accolsero in parte anche le rispettive formulazioni.

Quando le due revisioni furono pronte quasi in contemporanea, le due commissioni ne raccomandarono il loro utilizzo per le celebrazioni ecumeniche. «Una buona soluzione ecumenica» è stata definita dal vescovo emerito di Erfurt, Joachim Wanke, che ha presieduto da parte cattolica la commissione per la revisione della traduzione unitaria. Egli accettò il fatto che la Bibbia di Lutero per i cristiani evangelici non si può semplicemente sostituire. Si tratta infatti di qualcosa che va oltre il semplice linguaggio: «È l’espressione dell’identità dei cristiani riformati luterani in quanto tali. Non ci si può aspettare che gli evangelici rinuncino al carattere ufficiale della traduzione di Lutero».

Entrambe le parti sono piuttosto scettiche sul fatto che nei prossimi tentativi di revisione, fra qualche decennio, ci sia anche ufficialmente un’équipe ecumenica. Wanke non lo crede, mentre per Kähler bisognerebbe prima concordare un obiettivo ragionevole. «Il problema – afferma Kähler – si pone solo a livello ecumenico». Ci sono infatti già oltre 40 traduzioni tedesche della Bibbia. Spesso sono destinate a un gruppo ristretto, come quando, per esempio, sono finalizzate all’attività giovanile oppure sono condizionate ai cambiamenti linguistici dovuti al passare del tempo. «Anzitutto – precisa Christoph Kähler – io devo presentare una traduzione che armonizzi quella unitaria e la Bibbia di Lutero. Non sembra questo il momento e, sul fatto che, assieme alle reciproche raccomandazioni, ci sia anche una soluzione per i servizi liturgici ecumenici, manca anche l’occasione concreta.

I lettori della Bibbia interessati avranno quindi anche in futuro un’ampia scelta circa il tipo di Bibbia che preferiscono (katholisch.de, 12 marzo 2019).

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