Proposte omiletiche del vescovo Erio

di:

omelie

Studi i suoi libri di teologia, ascolti dalla viva voce i suoi commenti omiletici on line, leggi gli scritti alla comunità di cui è vescovo, lo senti celebrare nelle parrocchie, troverai che Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, si esprime sempre con una esemplare linearità. È la qualità che il lettore percepisce anche in questo sussidio omiletico per l’Anno B. Vivace, diretto, essenziale.

Anche il suo curriculum è lineare. Ordinato prete della diocesi di Forlì nel 1984, laurea e dottorato in teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana, dal 1988 docente di materie teologiche presso la Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna e preside della stessa nel periodo 2005-2009, parroco a Forlì (senza smettere la docenza in alcuni istituti teologici) dal 2009 al 2015. Nominato vescovo di Modena-Nonantola da papa Francesco, è, dal giugno 2019, anche amministratore apostolico della diocesi di Carpi. In ambito CEI è presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.

Il testo dei commenti omiletici ora in libreria pubblicato dalle EDB fa seguito a quello dello scorso anno (Anno A) dal titolo Con timore e gioia grande. Essendo privo di Premessa, di Presentazione o di Prefazione, non ci resta che affrontare il testo dei singoli commenti.

Colpisce subito il riferimento ricorrente alla vita concreta, alle esperienze che quotidianamente facciamo, alle azioni che ci sono usuali, per farci entrare nella ricchezza del testo biblico.

Anche l’insieme dei sentimenti che popolano l’animo umano (gioia, dispiaceri, fatica del vivere, consapevolezza, disillusione…) sono, per il vescovo Erio, preziosi punti di partenza per arrivare alla Parola. Dalla vita alla Parola, quindi, perché la vita ne risulti illuminata.

È da apprezzare inoltre l’atteggiamento costruttivo, ricco di speranza e di apertura al futuro che connota lo stile dell’autore. I suoi commenti trasmettono serenità. Niente toni apocalittici, niente invettive, niente erudite esegesi dei testi, niente dotte disquisizioni, ma una riflessione pacata, piacevole, alla portata di tutti. La gioia del cristiano nasce dalla certezza «che Dio ci ama, ci accompagna e ci attende» (dalla quarta di copertina).

Altro pregevole aspetto dei commenti del vescovo Erio è l’attenzione alla dimensione comunitaria del cristiano. Scrive commentando le Scritture della seconda domenica del Tempo ordinario: «Il cammino dei discepoli è molto diverso da una salita in solitaria: assomiglia piuttosto a una cordata alpinistica, dove ci si lega condividendo le fatiche e cercando un passo comune; si segue la guida, fidandosi della sua maggiore esperienza; si aspetta chi fa più fatica o si sente male, soccorrendolo e portando il suo zaino».

Chi è chiamato all’impegno dell’omelia troverà in queste pagine un aiuto sostanzioso. Potremmo definirle “omelie pronto uso”, anche se è bene che ognuno le interpreti con la sua personale sensibilità e tenendo conto della situazione che la sua comunità sta vivendo. E non mi meraviglierei se, al termine della messa, chi ha attinto a questi commenti si sentisse dire: “Complimenti, don. Ha fatto una bella omelia!”.

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