Il cammino sinodale della Chiesa tedesca

di: Sergio Rotasperti

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Il «cammino sinodale» (Synodaler Weg) è stato deciso dalla stessa Conferenza episcopale tedesca nel mese di settembre e, nei mesi successivi, è stato approvato dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK).

Una faticosa gestazione

Dopo un lungo periodo di riflessione, i vescovi tedeschi hanno voluto affrontare insieme ai laici alcune questioni scottanti che, a loro dire, avranno una ricaduta anche nella compagine ecclesiale di tutto il mondo. Lo stesso papa Francesco all’inizio dell’estate aveva inviato ai cristiani in Germania una lettera (Brief von Papst Franziskus an das pilgernde Volk Gottes in Deutschland) non priva di preoccupazione e che da alcuni è stata interpretata come un’irritante ingerenza e condizionamento al libero dibattito interno.

I vescovi sono consapevoli di muoversi su un terreno nuovo. Non sono mancate voci critiche molto feroci e contrarie a questo cammino. Ad esempio, all’indomani della decisione dei vescovi tedeschi, il cardinale americano Raymond Leo Burke ha chiesto esplicitamente che il sinodo venisse annullato, perché minerebbe l’unità della Chiesa; il vescovo Juan Ignacio Arrieta della curia romana, dal canto suo, ha stigmatizzato l’episcopato tedesco per la scelta autonoma di indire un sinodo senza aver ottenuto alcuna autorizzazione da Roma.

Vi sono anche critiche di ordine teologico, nelle quali si evidenzia come si sia posta al centro la struttura della Chiesa e non l’evangelizzazione.

Una riforma necessaria

Bisogna altresì notare che 240 teologi tedeschi hanno incoraggiato questo cammino necessario per la Chiesa in Germania. Le ragioni sono diverse.

Certamente lo scandalo degli abusi sessuali ha giocato un ruolo di primo piano, che ha costretto l’episcopato a ridiscutere la questione del potere e la sua struttura ecclesiale. Vi sono alcuni temi molto delicati e scomodi come quello delle coppie omosessuali che attendono un riconoscimento del loro amore da parte della Chiesa; o la rimessa in campo del diaconato femminile o la discussione sul celibato.

Forte è la pressione delle donne ad avere ruolo di primo piano. Non tutti sanno che da circa un anno è sorto in Germania un movimento di donne, per lo più impegnate attivamente nella comunità cristiana, denominato Maria 2.0, il cui scopo è quello di entrare in dialogo con la gerarchia della Chiesa cattolica, pretendendo un’effettiva riforma di essa e un riconoscimento più risoluto del ruolo delle donne nella comunità cristiana.

Per quanto concerne il contenuto del cammino sinodale, i vescovi hanno deciso di aprire quattro forum sui quali convergere nella discussione:

  1. il potere e separazione del potere nella Chiesa, collaborazione al comune mandato missionario;
  2. la vita sacerdotale oggi;
  3. il ruolo delle donne nella Chiesa;
  4. la vita relazionale, vivere l’amore e la sessualità nelle coppie.

Tutto è criticabile e opinabile, ma una Chiesa in cammino dimostra di essere viva, non ripiegata sul passato, che intende guardare al futuro, a quanto soprattutto il Vaticano II afferma nella Gaudium et spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (GS 1). Ben venga un sinodo. E non solo in Germania.

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Un commento

  1. Nino Remigio 1 dicembre 2019

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