Macchine Sapienti

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Dopo l’incontro fra papa Francesco e il presidente di Microsoft, Brad Smith, nel corso della plenaria della Pontificia accademia per la vita (25-27 febbraio) si svolgerà il convegno di studio «Roboetica. Umani, Macchine e Salute». Gli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale rappresentano una delle sfide culturali maggiori per il pensiero e la fede in vista di un umanesimo all’altezza della stagione delle biotecnologie. Ai lettori di SettimanaNews offriamo in esclusiva la lettura dell’introduzione del volume di P. Benanti, Le macchine sapienti. Intelligenze artificiali e decisioni umane, Marietti 2019.

Il 4 luglio 2017 sul sito web della Blippar, una nota azienda che si occupa di intelligenze artificiali e realtà aumentata, è comparso il seguente post:

Ho compiuto 16 anni lo scorso fine settimana. Sono un nativo digitale. I miei genitori parlano con timore dei progressi fatti mentre la realtà supera le tecnologie di Star Trek che hanno sempre sognato. Per me, non c’è niente di sorprendente o di impressionante nel fatto che io abbia nella tasca dei miei jeans la potenza di calcolo che ha mandato l’uomo sulla luna.

Discutono della trasformazione dei computer da calcolatori ultrarapidi a macchinari che possono guidare autonomamente le automobili, tradurre istantaneamente in quasi tutte le lingue e svolgere compiti umani sempre più complessi. Si meravigliano di fronte a un mondo di connettività istantanea e globale, di fronte a computer che possono battere gli umani a scacchi o a Jeopardy! Io do Siri per scontato.

Eppure, la mia generazione sta per vedere una tecnologia che, allo stesso modo, cambierà letteralmente tutto. È probabile che l’Intelligenza Artificiale ci porti in un’era, ugualmente irriconoscibile, di innovazione inimmaginabile e di sconvolgimento sociale. Questo è l’avanzamento tecnologico più recente e sorprendente. Ecco qui alcuni fatti interessanti e importanti sulle intelligenze artificiali che da soli fanno girare la testa:

1) La maggior parte dell’intelligenza artificiale è femminile: gli studi dimostrano che la maggior parte delle persone preferisce il suono di una voce femminile a quella di un uomo (pensate a Siri!). Inoltre, la maggior parte delle intelligenze artificiali viene gestita da uomini eterosessuali che sono maggiormente attratti dalla voce femminile.

2) Esistono cuccioli dotati di intelligenza artificiale: questi animali realizzati mediante l’intelligenza artificiale rimuovono i lati negativi dell’avere un animale domestico, ad esempio il doverlo pulire. Oggi esistono pochi animali con intelligenza artificiale ma si pensa che entro il 2025 saranno largamente disponibili.

3) Proprio come gli umani, le intelligenze artificiali non sono solo un tempio della conoscenza, ma sono in grado di socializzare e simulare le emozioni: Kismet, un robot costruito alla fine degli anni Novanta, è in grado di riconoscere le emozioni attraverso il linguaggio del corpo umano e il tono della voce.

Person of Interest

Person of Interest: La Macchina parla a Finch

4) Le intelligenze artificiali possono ripararsi da sole: esiste un robot che si è ricostruito da solo dopo aver notato che la sua prestazione era diminuita dopo che aveva perso due delle sue sei gambe. Il robot non si è reso conto di quale fosse il problema ma lo ha risolto per tentativi ed errori.

5) L’intelligenza artificiale diventerà più intelligente degli umani: l’intelligenza artificiale ha la capacità di apprendere, il che significa che la sua intelligenza è in aumento (nel 2013 l’intelligenza artificiale aveva più o meno il quoziente intellettivo di un bambino di quattro anni). Si pensa che entro il 2029 l’intelligenza artificiale avrà lo stesso livello di intelligenza degli umani adulti.

6) Nel prossimo decennio, l’intelligenza artificiale sostituirà il 16% dei posti di lavoro: ciò è dovuto alla sua crescente intelligenza, il che significa che nelle industrie può essere più utile di quanto non siano gli umani.

7) Gli umani possono avere relazioni amorose con l’intelligenza artificiale: uno studente universitario, David Levy, è convinto che entro il 2050 saranno legalizzati i matrimoni fra uomini e robot. Al momento i robot non sono abbastanza sofisticati perché questo accada.

8) L’intelligenza artificiale ha la capacità di scrivere: c’è già stato un robot che ha scritto un articolo su un terremoto in California sul sito web del “Los Angeles Times” grazie alle informazioni che ha raccolto da un sismografo.

9) L’intelligenza artificiale porrà probabilmente fine ai servizi di assistenza ai clienti: entro la fine di questo decennio l’assistenza umana non sarà più richiesta nell’85% delle interazioni con i clienti.

10) Infine, gli assistenti digitali alla clientela potranno riconoscere le persone dal viso e dalla voce: già entro la fine del 2018, si ritiene che gli assistenti robotici saranno in grado di eseguire il riconoscimento facciale e il riconoscimento vocale.

Il tempo genera figli e figlie

Il post è stato scritto da uno studente, Trinity Hill, mentre stava facendo un’esperienza lavorativa presso Blippar per conoscere meglio questo settore tecnologico. Il ragazzo è figlio di questo tempo e guarda al futuro con speranza e con l’impazienza tipica della sua età.

RisikoChi, come il sottoscritto, è stato adolescente negli anni Ottanta ricorda i lunghi pomeriggi d’estate trascorsi a esplorare il mondo in sella a una bici da cross a tre marce o a una BMX, gli skateboard a velocità folli per discese fortunatamente poco trafficate, le fionde costruite con elastici e rami, il frisbee, le interminabili partite a pallone, le sfide a ping-pong o a biliardino e le case sull’albero a sognare un futuro da grandi.

Ma anche i giorni piovosi e freddi avevano i loro ricordi. Le sessioni interminabili di Dungeons & Dragons, i giochi da tavola, con Risiko a farla da padrone, le carte e poi i videogiochi Atari prima e Commodore poi.

Tra questi un grande classico, oltre all’indimenticabile Donkey Kong era Q*bert della Atari. Oggi l’utilizzo di questi giochi per l’interazione con le intelligenze artificiali è il passatempo preferito della mia generazione divenuta innovatrice e manager della transizione al mondo dell’Intelligenza Artificiale. Da un punto di vista ingegneristico e computazionale, i videogiochi anni Ottanta sono perfetti per testare i nostri nuovi giochi da adulti basati sul machine learning, sul deep learning e sulle librerie tensorflow.

I ricercatori dispongono di un ambiente virtuale già pronto: se da un lato il platform degli anni Ottanta, sufficientemente semplice, girava su processori primitivi, dall’altro sufficientemente complesso è un gioco; ciò al fine di simulare un’interazione che richieda una forma di intelligenza per essere risolta. Anche per noi che non siamo giovani millenial le intelligenze artificiali sono un campo affascinante e si presentano come una tecnologia in grado di cambiare radicalmente questa società.

Questa consapevolezza è quanto mai diffusa e motiva il testo che segue. Lo scorso anno sono stato invitato a discutere delle intelligenze artificiali in diversi ambiti e in molteplici occasioni. Solo per citare le principali: con il Pontificio Consiglio della Cultura in due Cortili dei Gentili, con la Task Force per le intelligenze artificiali dell’Agenzia per l’Italia Digitale, con il Forum della Pubblica Amministrazione, per un panel organizzato da Microsoft a Bruxelles, presso il CNEL con il Presidente Treu, un TED Talk e in almeno tre trasmissioni televisive e altrettante trasmissioni radiofoniche nazionali. Mentre scrivo queste righe, le richieste per i mesi avvenire superano quelle dell’anno passato.

Il testo che segue cerca di raccogliere i temi e le questioni principali che emergono da questi confronti organizzandoli, per quanto possibile, in un itinerario di senso. Il primo capitolo accompagna il lettore alla scoperta di ciò che sta accadendo grazie all’implementazione di nuove forme di intelligenze artificiali e alla loro diffusione sempre più ampia.

La macchina e noi

La pervasività della macchina e le sue mirabolanti capacità ci chiedono però di riflettere su quale sia la differenza con l’uomo e quale sia lo specifico umano che ci rende così diversi dalle macchine: tale questione è al centro del secondo capitolo.

Seguono, nel percorso proposto, due interludi. Per poter capire cosa vogliamo far fare a una intelligenza artificiale dobbiamo chiederci se una macchina possa fare scelte senza sbagliare – primo interludio. Ci si deve chiedere però anche se la macchina interagisca con l’uomo secondo modalità meramente razionali o se anche la parte emotiva debba, in qualche modo, essere compresa e valutata in questa relazione, perché la coesistenza tra uomo e macchina non diventi insostenibile.

etica

Il quinto capitolo infine pone al centro la questione etica. Cosa vuol dire che una intelligenza artificiale può scegliere in autonomia? Quali rischi comporta? Cosa vogliamo che queste macchine possano fare e cosa non vogliamo? Sono cosciente che questo testo, più che offrire risposte, apra questioni e dibattiti; ma questa è la condizione in cui ci troviamo ora.

Le intelligenze artificiali, con tutto il loro potenziale e la loro capacità trasformativa, possono cambiare radicalmente il mondo che conosciamo. In maniera provocatoria potremmo dire che oggi, per la prima volta nella nostra storia, è la macchina a interpellarci. Spetta a noi, come umanità, trovare le risposte, nella consapevolezza che solo se sapremo includere le humanities nella creazione di questi strumenti potremo sperare di non produrre, in un futuro più o meno vicino, società disumane.

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