USA: un paese in balia di se stesso

di:

presidenziali

Gli Stati Uniti sembrano avere oramai smarrito ogni cultura istituzionale e stanno sprofondando nella immagine inversa di quella struttura democratica della coesistenza civile di cui si proclamano ancora gli araldi più fedeli.

Da un presidente che annuncia, quasi a minaccia, che le imminenti elezioni termineranno comunque davanti alla Corte Suprema (ragione per cui bisogna nominare immediatamente il successore di Ruth Bader Ginsburg, da poco scomparsa – in modo da evitare lo stallo di un giudizio non giudizio che potrebbe risultare dagli otto giudici attualmente in carica), passando per il mondo cattolico la cui più alta preoccupazione sembra essere la non inclusività del titolo della prossima enciclica di papa Francesco, per approdare ai vescovi che finora non hanno articolato alcun giudizio pubblico sull’attacco del Segretario di stato, Mike Pompeo, alla diplomazia vaticana nei suoi rapporti con la Cina.

Scossi da una sorta di guerra civile latente aperta su più fronti, al momento l’unica parvenza di possibile coesione viene dalle condizioni di «guerra fredda» che l’amministrazione Trump sta cercando di costruire nei confronti della Cina. Almeno dal politico Joe Biden, cattolico praticante, una parola strategica in merito ce la si poteva aspettare, anche per rafforzare la sua credibilità e rappresentanza davanti alla Santa Sede – ma anche lui, per il momento, sembra rimanere senza parole sul tema.

Pure il nostro atteggiamento come cittadini europei, che guardano alle vicende americane come se stessimo assistendo a una partita di calcio – facendo il tifo chi per l’una chi per l’altra squadra –, non aiuta coloro che vivono oggi dall’altra parte dell’Atlantico.

A quelli che immaginano la vittoria di Biden come la soluzione di tutti i problemi, bisogna ricordare che vi è l’altra metà della luna statunitense che in lui non si ritrova affatto (con il rischio di un incremento del risentimento dell’America profonda). Chi guarda a Trump come l’angelo protettore di una cristianità in dissolvenza, deve essere pronto a pagare il prezzo di una conflittualità globale quale panacea dei molti mali a stelle e strisce.

Degli Stati Uniti, quanto meno pragmaticamente, all’altezza delle loro ragioni fondative, idealmente inscritte nella loro Costituzione, il mondo ha ancora bisogno. Il problema è che non abbiamo la più pallida idea di come poterli aiutare a esserlo.

Print Friendly, PDF & Email
Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail

Lascia un commento

UA-73375918-1

Navigando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. Clicca per avere maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie di servizio ed analisi per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetto", acconsenti al loro utilizzo.

Chiudi