Bruxelles: mani giunte e maniche rimboccate

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Le drammatiche immagini televisive, che hanno mostrato a tutto il mondo la potenza distruttrice e devastatrice da parte di un manipolo di esaltati terroristi islamici nella capitale belga, hanno evidenziato, al di là di ogni logica e ragionevolezza, la diabolica fantasia che le forze del male sanno rivestire quando scendono in campo con i più perversi istinti omicidi.

Pur abituati a convivere con situazioni internazionali drammatiche: violenze, distruzioni, sequestri, bombardamenti, guerre regionali…, siamo rimasti profondamente scossi per i tragici fatti di Bruxelles.

Di colpo ci siamo sentiti sprofondare nel buio delle tenebre, nell’abisso del mistero del male, da cui scaturiscono sia la ferocia inaudita dell’uomo sull’uomo, sia la sconvolgente e premeditata efferatezza che tendono a soffocare ogni barlume di ragione che alberga nel cuore dell’umanità.

Attoniti, senza parole, quasi immobilizzati da questi atti di terrorismo che i mass-media rovesciavano continuamente nelle nostre case e nelle nostre coscienze, sentiamo più che mai il bisogno di alzare i nostri sguardi verso Dio, per implorare da lui giustizia, pace e misericordia. Come credenti in Cristo, sappiamo che solo la sua Parola può dare un senso agli interrogativi che si agitano nel nostro animo. Se in questi tempi le forze delle tenebre sembrano prevalere, Cristo ci ha assicurato che il male e la morte non hanno e non avranno mai l’ultima parola. Su questa base poggia la nostra speranza, e in lui solo si alimenta la nostra preghiera.

Una preghiera, che ancor di più nel contesto pasquale che stiamo vivendo, sentiamo il bisogno di elevare al Dio della tenerezza e della pace. Ma la preghiera non può essere disincantata e disincarnata, non può sgorgare da cuori e menti che, mentre elevano la loro supplica all’Altissimo, non distolgono i loro sguardi preoccupati dagli indici di Borsa!

Le mani giunte hanno come degno corollario le maniche rimboccate, nello sforzo creativo di togliere ogni ostacolo alla costruzione di un mondo più umano, più giusto, in profonda sintonia con la realtà del regno dei Cieli che Cristo è venuto ad annunciare.

L’umanità oggi vive situazioni drammatiche: la povertà, il debito estero dei paesi poveri, le malattie endemiche che flagellano interi continenti, la mancanza di ogni prospettiva e di lavoro per tre quarti del genere umano, la ferita del degrado ambientale, la mancanza di democrazia a cui sono sottoposti popoli interi, l’analfabetismo e lo sfruttamento (anche sessuale) dei minori e delle donne… non possono essere assenti dalla preghiera di ogni cristiano, pena lo scadimento in uno sterile quanto vacuo devozionalismo. La preghiera umile e sincera è la vera “arma” dei cristiani, perché essa sgorga, prima ancora che dalle labbra del cristiano orante, dal cuore stesso di Cristo.

Madre e figlia acendono una candela davanti all'Ambasciata belga a Budapest

Budapest, 22/03/2016. Madre e figlia acendono una candela davanti all’Ambasciata belga per commemroare le vittime di Bruxelles (Balazs Mohai/MTI via AP)

La preghiera unita al digiuno è un momento altissimo di conversione e di partecipazione al dolore di ogni uomo e di ogni donna che soffrono violenza, che sono vittime di soprusi, che cadono per mano assassina da spietati criminali che, oltre ad uccidere, calpestano anche la splendente dignità che aleggia sul volto di ogni persona modellata ad immagine di Dio. Essa permette di accostarsi con enorme rispetto al silenzio “inquietante” di Dio di fronte ad Auschwitz, ad Hiroshima e di fronte alle “Guantanamo” di tutto il mondo e di tutte le epoche, senza cadere nella disperazione; aiuta a superare il frastuono del passo cadenzato di chi marcia sulla testa e sui sentimenti della povera gente calpestando popoli inermi, ieri con le SS, oggi con i talebani e gli assassini di ogni latitudine.

La sfida della preghiera, oggi più che mai passa attraverso la cruna dell’ago di una realtà dove la percezione della presenza di Dio nella storia di ogni uomo si coglie dai passi e dai gesti di fraternità, di giustizia e di pace, che ogni credente saprà compiere al fianco dei poveri, dei deboli e dei peccatori, ricercando senza sosta, instancabilmente, il volto di Dio nello sguardo dei fratelli, a qualunque popolo, razza, nazione e credo religioso esso appartenga. Offrendo loro il dono più originale che Cristo è venuto a portare: l’amore di Dio per ogni uomo e il superamento dei conflitti laceranti attraverso l’offerta del perdono e della riconciliazione.

Un compito svolto da generazioni di cristiani, che attende di essere continuato da ciascuno di noi, ancora oggi, in tempi così incerti e difficili.

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