Pagola: Il meglio... che verrà - SettimanaNews

Pagola: Il meglio… che verrà

di: Bruno Scapin

Pagola, Recuperare il progetto di GesùDopo aver curato per le EDB la pubblicazione del teologo basco Antonio Pagola Annunciare Dio come buona notizia (cf. Settimananews, 21 aprile 2017), Francesco Strazzari ha ora approntato la traduzione italiana di un altro libro dell’ex docente di cristologia presso la Facoltà teologica di Vitoria intitolato Recuperare il progetto di Gesù.

Sono molte le assonanze tra i due testi. La più importante è la centralità della persona e dell’insegnamento di Gesù. Da lì deve prendere avvio ogni progetto pastorale e ogni attività di annuncio. Un Gesù vivo, però, perché «Gesù non può essere per la Chiesa un falso tranquillante» (p. 35). «Al cristianesimo – dichiara Pagola – sono riservate grandi sorprese». perché «il movimento di Gesù non ha dato ancora il meglio di sé» (p. 37).

Tutti sentiamo la stanchezza per la ripetitività di percorsi e di schemi pastorali ormai poco incisivi. I risultati non sono proporzionati agli sforzi profusi. Subentra un senso di frustrazione. Il libro di Pagola vuole dare una svegliata alle comunità cristiane ormai rassegnate. «È ora di reagire» è il titolo della Presentazione. Bisogna che le comunità cristiane si diano una mossa, accettino e intraprendano un cammino di rinnovamento. Come possono farlo? Orientandosi maggiormente verso Gesù: «Lui deve essere la forza che dà impulso al rinnovamento delle comunità cristiane».

Bisogna che ogni comunità cristiana faccia proprio il progetto di Gesù, aprendosi alla compassione e al perdono. La compassione, però, non può esaurirsi in uno sterile sentimento, ma deve farsi operativamente carico della dignità degli ultimi. Pagola dedica un intero capitolo (il quinto), assai appassionato e coinvolgente, a ripercorrere quanto ha fatto Gesù in favore degli esclusi.

«Noi seguaci di Gesù dobbiamo imparare a pensare a partire dagli ultimi (…). Se non guarderemo la vita a partire dagli ultimi. non impareremo a seguire Gesù (…), solo a partire dagli esclusi si conosce bene il mondo, la sua vera realtà, tutto ciò che ci manca per essere umani» (pp. 92-93).

Interessanti anche il capitolo che presenta le comunità cristiane come «luoghi di guarigione» e quello sulla scarsa valorizzazione della donna nella Chiesa. Alla fine di ogni capitolo, al fine di aiutare la riflessione delle comunità cristiane, sono suggeriti alcuni criteri pastorali, in particolare per una verifica di gruppo.

Significative le parole con le quali l’autore chiude la Presentazione. Dopo aver scritto: «Questo libro nasce dal mio amore per la Chiesa di Gesù», egli si dice convinto che «la vera conversione, di cui ha bisogno la Chiesa oggi, si deciderà soprattutto nelle parrocchie e comunità cristiane (…) sotto la spinta delle vie aperte dallo Spirito di Gesù». E questo perché «il meglio della Chiesa» sta nel popolo di Dio «che vive, soffre, prega e tace nelle nostre parrocchie».

Un libro da leggere, da gustare, da attuare.

José Antonio Pagola, Recuperare il progetto di Gesù, EDB, Bolognaa 2017, pp. 168, € 16,00.

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