Mauritania dopo le elezioni

di: Rivista Africa

L’affluenza alle elezioni presidenziali tenute il 22 giugno in Mauritania è stata pari al 62,79%, in aumento rispetto al 56,46% del 2014. È quanto emerge dai dati pubblicati oggi dalla Commissione elettorale nazionale indipendente.

Il ministro della Difesa uscente ed esponente del partito di governo Unione per la Repubblica (Upr), generale Mohamed Ould Cheikh Mohamed Ahmed Ghazouani, ha ricevuto il 50,51% dei voti dopo il conteggio del 90,88% delle schede (3.509 seggi elettorali su 3.861). Questo risultato, se confermato, consentirebbe a Ghazouani – ex capo di stato maggiore, conosciuto per la prossimità politica e per l’amicizia personale che lo lega al presidente uscente Mohammed Ould Abdelaziz – di essere eletto al primo turno e di saltare il ballottaggio del 6 luglio.

Distaccato, al secondo posto, con il 18,68% delle preferenze, l’attivista anti-schiavitù Biram Dah Abeid, mentre l’ex premier del governo di transizione (2005-07) Sidi Mohamed Ould Boubacar ha ottenuto il 18,10% dei voti. Seguono il candidato della coalizione “Convivere”, Hamidou Baba, con l’8,75%; la storica figura di opposizione islamista Mohamed Ould Mouloud con il 2,49% e Mohamed Lemine al-Mourtaji al-Wafi con lo 0,41% dei voti.

Due candidati sconfitti hanno presentato ricorso dinanzi al Consiglio costituzionale per chiedere l’annullamento delle elezioni presidenziali di sabato scorso. Si tratta di Biram Dah Abeid e Sidi Mohamed Ould Boubacar, che si sono piazzati rispettivamente al secondo e al terzo posto, e avevano tempo fino a martedì a mezzanotte per presentare appello dopo il voto.

L’attivista anti-schiavitù e l’ex primo ministro chiedono anche l’organizzazione di una nuova elezione con un nuova Commissione elettorale e in presenza di osservatori credibili. In una dichiarazione rilasciata al momento in cui hanno depositato l’istanza al Consiglio costituzionale, Biram Dah Abeid ha chiesto la cancellazione del verbale in molti seggi elettorali, in particolare a Nouakchott e in molte altre grandi città del paese.

Domenica, la Commissione elettorale nazionale indipendente ha dichiarato Mohamed Ould Ghazouani, il candidato vicino all’ex presidente, vincitore nel primo turno. Ma fin dall’annuncio dei risultati, i quattro candidati dell’opposizione hanno contestato la vittoria dell’ex capo di stato maggiore dell’esercito ed ex ministro della Difesa.

Nel momento in cui questi appelli sono stati depositati presso il Consiglio costituzionale, la polizia ha sigillato gli uffici di Birham Dah Abeid e di un altro candidato dell’opposizione, Kane Hamidou Baba. Gli stessi due candidati hanno accusato la polizia di aver perquisito i loro uffici e di non aver rispettato le loro immunità. Il governo spiega che la polizia ha agito per fermare le proteste che si erano diffuse nelle città.

Informazione ripresa dalla rivista missionaria dei padri bianchi Africa.

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