Strasburgo: il prete presidente

di:
Michel Deneken

Michel Deneken, presidente dell’Università di Strasburgo

Il 13 dicembre Michel Deneken è stato eletto presidente dell’Università di Strasburgo. È un evento che merita commenti? Sì, perché, se il professore Michel Deneken è effettivamente un vicepresidente molto attivo nell’università statale, è anche un prete cattolico della diocesi di Strasburgo. Occorre percorrere la storia della laicità francese per chiarire le circostanze di questa elezione.

La storia racconta

Nel 1870 l’Alsazia viene unita alla Germania. Nel 1905 la Repubblica sceglie di rompere il concordato siglato con Napoleone nel 1802 e instaura «il principio della laicità» mediante la legge della separazione delle Chiese e dello stato.

Nel 1875 la Francia aveva riconosciuto la libertà dell’insegnamento superiore e si assiste in Francia alla nascita degli Istituti cattolici a Parigi, Lilla, Angers, Lione e Tolosa. Ma, nel 1878, questa libertà verrà limitata per le discipline «ecclesiastiche»: la teologia, il diritto canonico e la filosofia insegnati in queste università. Si contesterà e si contesta ancora il diritto di queste università di chiamarsi così: parecchie sceglieranno la denominazione di «Istituto». I titoli di baccalaureato, di licenza e di dottorato saranno riservati all’università pubblica pensata come un’entità nazionale che si espande su parecchi siti regionali.

Nel 1918 la Francia dell’«interno», come la chiamano gli abitanti di Strasburgo, riallaccia la sua unità con l’Alsazia. Tuttavia questa ritrova la madre patria continuando a vivere sotto il regime del concordato. A Strasburgo perdura una università pubblica che, come in Germania, dispone di una facoltà di teologia cattolica e di una facoltà di teologia protestante.

Michel Deneken viene da questa tradizione. Decano della facoltà di teologia cattolica dell’università di Strasburgo, diventa vicepresidente di questa stessa università nel 2009. Nel 2016, a seguito della nomina del presidente dell’università di Strasburgo a un posto di direttore nel Ministero dell’educazione e della ricerca, Deneken assicura con successo e con competenza l’interim. È così forte di questa legittimità accademica e della sua qualità riconosciuta e riuscita di gestione alla presidenza, che viene “naturalmente” eletto presidente.

Il problema “laicità”

Ma, nella Francia dell’«interno» e un poco in Alsazia, una corrente laica ha avuto un sobbalzo. Michel Deneken non è semplicemente dottore in teologia, è anche un prete cattolico. La laicità francese si dibatte tra due definizioni. Una definizione riconosce la legge di separazione come una legge di serenità; questa posizione è quella che interpreta il Consiglio di stato: le uscite scolastiche con le mamme accompagnatrici che portano il velo non sono illegali, i presepi di Natale negli spazi pubblici sono essenzialmente elementi culturali, le campane delle chiese possono suonare, i richiami alla preghiera possono essere fatti. Tutto questo non turba l’ordine pubblico, così pure le processioni.

La seconda definizione è portatrice di una memoria più conflittuale che la presenza dell’islam e delle sue manifestazioni nello spazio pubblico ha risvegliato: si dovrebbero vietare tutte le manifestazioni o segni religiosi nello spazio pubblico e riservarli al solo spazio privato e intimo delle convinzioni che non devono turbare le coscienze degli atei o degli agnostici. Questa seconda tendenza mira a dare un carattere quasi religioso alla laicità. Il paradosso è che questa religione laica avrebbe diritto di cittadinanza nello spazio pubblico.

La congiunzione tra la situazione particolare dell’Alsazia nella laicità francese e la personalità calorosa e competente di Michel Deneken hanno permesso questa elezione. Ci sono sempre stati e continueranno ad esserci preti in situazione professionale, specialmente insegnante-ricercatore nell’università pubblica. L’elezione al ruolo di presidente è una conferma di questa pratica di insegnante prete nell’insegnamento superiore e indica pure un migliore riconoscimento della teologia come disciplina universitaria. Come è stato fin dalla creazione delle università nel XIII secolo in Europa.

La tradizione della Chiesa di Francia ha pure perseguito questo inserimento nella società con la presenza di «preti-operai», a partire dagli anni ’40, e la creazione della Missione di Francia; un certo numero di preti al lavoro alla Missione di Francia sono, del resto, insegnanti-ricercatori o pedagoghi nell’insegnamento superiore. Tale è la comprensione specifica della tradizione missionaria francese, dell’incarnazione di Dio in una società secolarizzata.

Hugues Derycke è prete della Missione di Francia, direttore di ESSEC Business School (Parigi).

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