Devozione mariana

di:

mese mariano

Catanzaro, 27 aprile 2020

Si avvicina il mese di maggio…

Carissimi e carissime, mentre speriamo di uscire dalla situazione obbligata di distanziamento sociale, giudicata dalle Autorità governative l’unica soluzione atta a tutelare la salute pubblica, lo scorrere dei giorni ci ricorda che si avvicina il mese delle rose e dei fiori: maggio!

Il santo papa Paolo VI, descriveva così nel 1965, il mese dedicato a Maria e chiedeva a tutti di intensificare le preghiere e suppliche: «All’approssimarsi del mese di maggio, consacrato dalla pietà dei fedeli a Maria Ss.ma, esulta il nostro animo al pensiero del commovente spettacolo di fede e di amore che, fra poco, sarà offerto in ogni parte della terra in onore della Regina del cielo. È, infatti, il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».[1]

Le suppliche furono finalizzate alla felice chiusura e applicazione del Vaticano II, nonché ai timori per i venti di guerra in una difficilissima situazione internazionale. Oggi abbiamo altri e, forse più, gravi motivi, per elevare suppliche e preghiere alla mamma del cielo, nelle case più che in chiesa, dove vanno evitati gli assembramenti.

Anche papa Francesco, nella sua breve Lettera per il mese di maggio (25 aprile 2020) ci ha sollecitato a «riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente».[2]

Io stesso, a nome di tutti voi, vivo in una sorta di pellegrinaggio mariano ed elevo a Maria una continua supplica, mentre visito e celebro l’eucaristia nei santuari e chiese mariane della nostra arcidiocesi. In tal modo – come ci ha esortati il santo padre – «contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova».[3]

C’è poco da fare: abbiamo Maria nel cuore, proprio come i bambini hanno nel cuore la mamma e a lei pensano sempre con l’aquilone della fantasia: «Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia/ legalo con l’intelligenza del cuore.// Vedrai sorgere giardini incantati/ e tua madre diventerà una pianta/ che ti coprirà con le sue foglie.// Fa’ delle tue mani due bianche colombe/ che portino la pace ovunque/ e l’ordine delle cose.// Ma prima di imparare a scrivere/ guardati nell’acqua del sentimento».[4]


Il cuore della Mamma

Il cuore della Mamma celeste, è particolarmente sensibile verso coloro che ella considera figli nel Figlio. Perciò rivolgiamoci con umile sentimento a lei, eleviamo verso di lei le due mani come bianche colombe; invochiamola particolarmente sotto i titoli di salus infirmorum e di consolatrix afflictorum, perché porti ordine nelle cose del mondo e salute nei corpi.

«O Maria, salute dei malati, degli infermi e dei morenti, ti affidiamo tutti coloro che muoiono da soli nei centri di rianimazione e in casa, senza il conforto né di una carezza, né dell’unzione degli infermi che salva perché dona la vera salute del corpo e dell’anima! O Maria, Madre della consolazione, davanti a te, nel mese a te dedicato, ci mettiamo in ginocchio e ti invochiamo; davanti a te, Madre consolatrice, ci prostriamo con le nostre colpe, peccati, dubbi e omissioni; con le nostre afflizioni, dolori e sofferenze nell’anima e nel corpo. Ti preghiamo, con la dolce catena del Rosario, d’intercedere per noi presso il Figlio tuo Gesù, nostro Signore benedetto, che tra i beati indicò gli afflitti, quali noi ora siamo per questa pandemia e pentiti imploriamo la tua consolazione: non ce la negare, Madre nostra e di Dio, perché non manchi a noi quel balsamo ch’è profumo nell’aria ed è pace nei cuori!». 

Una maratona di suppliche a Maria

La preghiera della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, che reciteremo l’8 maggio a mezzogiorno, e il canto alla Vergine, che apparve ai tre pastorelli a Cova d’Iria il 13 maggio, saranno come due tappe, iniziale e intermedia, di questa maratona di suppliche che, vi invito a percorrere sotto il profilo mediatico, oltre che personale e familiare, nel corso di questo mese mariano 2020. Una maratona di preghiere, in preparazione della festa pasquale della Pentecoste.

mese marianoGrazie al nostro correre supplice a Maria, saremo degni se ben disposti di ricevere una nuova effusione di Spirito Santo. Con l’ultimo giorno di maggio, solennità della Pentecoste, chiuderemo il mese di Maria e, insieme, del suo risorto Figlio, ascoltando le dolci parole di Cristo nostra pace: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,19.21).

Pace e missione siano le due parole ricorrenti nelle nostre preghiere in questo mese, per volgerle a vantaggio nostro e del mondo intero.

Con la maratona di preghiere, vi suggerisco, come “fioretti” alcune iniziative particolari: ogni parroco, soprattutto nei piccoli centri, reciti con l’altoparlante il rosario, spostandosi però, dove possibile, nei vari quartieri del territorio parrocchiale; inoltre, il suono delle campane scandisca alle ore dodici di ogni giorno la preghiera del Regina caeli laetare e covid-19 permettendo, pensiamo ad una processione di ringraziamento alla Vergine santa per lo scampato pericolo e, infine, coinvolgere, soprattutto, i benestanti affinché portino a fine mese “qualcosa” in viveri, ovvero in offerta per i poveri, per risollevarli dal loro disagio.

Pace e missione

Nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata della pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale, istituzionale, economico e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo. La fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace» (Lumen gentium, n. 9), appare evidente nel ruolo di ogni cristiano, negli sforzi dell’intera umanità per la pace del mondo, che oggi, nella fase in cui tacciono forzosamente gli armamenti, è soprattutto auspicio dei cuori e delle relazioni interpersonali. L’isolamento sta provocando talvolta lacerazioni nei cuori, soprattutto di coloro che si trovano altrove rispetto ai propri cari, anche se in difficoltà o addirittura morenti.

Molti hanno il cuore afflitto e non trovano pace, anche perché l’isolamento fa emergere tanti conflitti latenti, tante rivalità, tanti rancori che forse covavano in fondo agli animi e, a causa delle tantissime ore vissute insieme in quarantena o in distanziamento sociale, sono riemersi. Quanti sommovimenti nei cuori, quante incomprensioni, quanti attriti…

L’isolamento, tuttavia, sta favorendo una rinascita della casa comune: è primavera non soltanto stagionale: lo è per l’aria meno inquinata, per gli animali, la fauna e la flora (in primis, le rose e i fiori di maggio), per sora nostra madre Terra: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,/ la quale ne sustenta et governa,/ et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

Molti, poi, sono degli isolati per condizione: pensiamo gli ammalati in quarantena, per esempio, e poi chi muore solo, ai morenti da soli, ai carcerati, cui sono vietati gli incontri con i propri cari… Pace, o Madre di Cristo-nostra pace!

Grazie Signore per il tuo amore pacificante e misericordioso; grazie per l’invito a rimanere in te per debellare la tempesta e godersi la bonaccia. Grazie perché hai scelto in modo particolare noi nel tempo della pandemia dandoci ancora e sempre tua Madre, che, Regina della pace, da ogni luogo invita il mondo alla pace e alla riconciliazione, alla conversione per mezzo di un rinnovato digiuno e preghiera.

Carissimi e carissime, anche se ci sono concesse poche uscite giacché siamo in pace con Dio e con il prossimo, mettiamoci in missione sui passi di Maria che si portò fino a Fatima per rivelare ai tre pastorelli alcuni segreti di Dio. Alla luce del mistero del Figlio incarnato, sceso in missione nella carne per stare in mezzo a noi, pensiamo a chi ha perduto la speranza, o è sfinito per le lacrime, per la propria famiglia e il lavoro o ha bisogno di una mano non solo pratica, ma spirituale, solidale, amica e, soprattutto, capace di rasserenare, infondere coraggio, accompagnare tutti verso una situazione, dove come ci si ripete, niente sarà come prima. 

Una breve meditazione quotidiana

So che tutti i sacerdoti stanno utilizzando creativamente i new media non soltanto come mezzi di comunicazione, ma come vera e propria comunità cristiana reale via web, che consente la partecipazione alla messa, agli incontri di catechesi e di preghiera… Ai presbiteri propongo, pertanto, di avviare essi stessi la preghiera quotidiana del rosario, con qualche minuto di meditazione, prendendo spunto da precisi vocaboli, che mi permetto di suggerire, selezionandoli alla luce della lettera e delle preghiere del papa.

Li scelgo tra quelli che riterrei maggiormente idonei in questa fase di pandemia e in attesa di progressivo ritorno alla normalità. Eccone l’elenco: 1) cammino esistenziale; 2) salvezza; 3) speranza; 4) salute; 5) Provvidenza; 6) volontà di Dio; 7) protezione celeste; 8) rifugio in Dio; 9) sofferenze e angosce; 10) smarrimento e pianto; 11) fiducia; 12) protezione celeste; 13) scienza e medicina; 14) lavoro e professioni; 15) destinazione del denaro: 16) senso di appartenenza alla comune famiglia umana; 17) consolazione; 18) afflizione; 19) preghiera: 20) onnipotenza divina; 21) affidamento; 22) cammino di fede; 23) defunti; 24) ammalati allettati; 25) carcerati.

O Madre del perpetuo soccorso…

Invochiamo ogni giorno, carissimi e carissime, la Madre del perpetuo soccorso, come fanno i fedeli di Roma (chiesa di sant’Alfonso, in via Merulana) davanti alla sua icona: «O Madre del perpetuo soccorso, con la più grande fiducia ci prostriamo davanti a te per implorare il tuo aiuto. Non confidiamo nei nostri meriti e nelle nostre opere, ma nei meriti infiniti di Gesù Cristo e nel tuo materno, invincibile amore. Tu hai visto le piaghe del Redentore e il suo sangue sparso sulla croce per la nostra salvezza. È il tuo Figlio morente che ti ha dato a noi per madre. E non sei tu, o Maria, che hai scelto il dolce titolo di nostra perpetua soccorritrice? O Madre del perpetuo soccorso, per la dolorosa passione e morte di Gesù, per le indescrivibili sofferenze del tuo cuore, per la gloriosa risurrezione del tuo Figlio che ci dona lo Spirito datore di vita, lo Spirito che ti rese feconda e ti ha assunto in cielo in anima e corpo, ti supplichiamo ardentemente di ottenerci dal Signore la grazie della guarigione, della salute, della pace e della missione, che tanto desideriamo e delle quali abbiamo tanto bisogno in questo tempo. Amen».

Vi benedico uno ad uno e una ad una. Covid-19 permettendo, date da parte mia una carezza agli anziani e ai bambini ed un saluto affettuoso a tutti i fedeli.

✠ Vincenzo Bertolone, S.d.P., arcivescovo di Catanzaro-Squillace


[1] Paolo VI, Lettera enciclica Mense maio per indire suppliche alla Beata Vergine Maria nel mese di maggio, n. 1: AAS 57 (1965), 353-358.

[2] Papa Francesco, Lettera a tutti i fedeli per il mese di maggio 2020.

[3] Ivi.

[4] Alda Merini, Bambino (da La terra santa, 1984).

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