Candidato vescovo? No, grazie!

di: CAP

Circa un terzo di tutti i candidati vescovi scelti dal papa si rifiutano di accettare l’incarico episcopale. Lo ha rivelato il card. Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per vescovi, in alcuni estratti online di un’intervista da Roma a Madrid, alla rivista spagnola Vida Nueva, il 10 dicembre scorso.

«Quando sono arrivato qui quasi un decennio fa – ha affermato –, era uno su dieci che non accoglieva questa chiamata, per motivi personali o di altro genere; adesso coloro che rifiutano sono tre su dieci».

Molti candidati si giustificano dicendo di non ritenersi adatti o perché non vogliono rischiare di «recare danno alla Chiesa». Ci sono diverse ragioni da “rispettare”, ha sottolineato Ouellet. A suo parere, i problemi che si incontrano nella ricerca di nuovi vescovi fanno parte di una «crisi generale di fede» che si manifesta anche nel matrimonio, nella vita consacrata o nel sacerdozio.

La Chiesa oggi ha bisogno di «meno professori e più pastori», ha aggiunto parlando del profilo dei candidati più volte ripetuto da papa Francesco. I vescovi dovrebbero primeggiare nella carità e, come pastori, sentire «l’odore delle pecore». Ciò significa provare empatia «verso coloro che soffrono, gli abbandonati, i poveri, le persone che lottano per sopravvivere. Non basta sottolineare le verità della fede, perché la cultura è cambiata molto negli ultimi quarant’anni ed è necessario entrare in una nuova era del dialogo».

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