CEI-Abusi: a nome di Leone XIV

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Messaggio del Santo Padre al presidente della CEI card. Zuppi, a firma del Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, in occasione del II Incontro nazionale dei referenti territoriali per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili (16-18 aprile 2026).

A Sua Eminenza Reverendissima
Sig. Card. Matteo Zuppi
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

Dal Vaticano, 10 aprile 2026

Eminenza Reverendissima,

invio il cordiale saluto del Santo Padre Leone XIV a Vostra Eminenza e ai partecipanti al II Incontro nazionale dei referenti territoriali per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, convocato dal Servizio nazionale della Conferenza Episcopale Italiana.

Il tema “Generare relazioni autentiche” orienta verso un compito essenziale delle comunità cristiane. Infatti, quando ogni persona viene riconosciuta nella sua dignità e custodita nella sua libertà, le parrocchie, le associazioni, i movimenti sono affidabili, capaci di accompagnare, educare e proteggere; dove invece il rispetto viene meno, la relazione si impoverisce, si deforma e può causare gravi ferite.

Nella visione cristiana, il rispetto non è soltanto correttezza: è una forma esigente della carità, che si esprime nel custodire l’altro senza appropriarsene, nell’accompagnarlo senza dominarlo, nel servirlo senza umiliarlo. Da questa radice cresce la possibilità di relazioni limpide, mature e sicure. Per questo, la tutela non può essere intesa solo come un insieme di norme da applicare o di procedure da osservare: essa chiede una sapienza che investe lo stile delle comunità, il modo di esercitare l’autorità, la formazione degli educatori, la vigilanza sui contesti, la trasparenza dei comportamenti.

La presenza dei più piccoli e dei più vulnerabili interpella la coscienza della Chiesa e misura la sua capacità di esprimere una cura autentica, cioè di proteggere, di ascoltare, di prevenire, di non lasciare nessuno solo. Anche per questo l’opera di chi promuove formazione, discernimento, coordinamento e buone prassi rappresenta un contributo prezioso alla maturazione di comunità più accoglienti e consapevoli.

Un’attenzione speciale va riservata alle persone che hanno subito abusi: le loro ferite domandano prossimità sincera, ascolto umile, perseveranza nel cercare ciò che è giusto e possibile per riparare. Una comunità cristiana vive la conversione evangelica quando non si difende dal dolore di chi ha sofferto, ma se ne lascia interrogare; quando non minimizza il male, ma lo riconosce; quando non si chiude nella paura dello scandalo, ma accetta di percorrere strade esigenti di verità, di giustizia e di guarigione.

Pertanto il vostro incontro assume un significato che supera il piano operativo, richiamando la Chiesa a crescere in una cultura della prevenzione che sia, prima ancora, cultura della custodia evangelica. A questo contribuirà anche lo spettacolo che sarà presentato in anteprima nel vostro convegno: “Ed io avrò cura di te”.

Eminenza, carissimi, Papa Leone XIV vi incoraggia a proseguire con fiducia nel vostro lavoro, affinché nelle Diocesi italiane crescano comunità dove i più fragili siano accolti, protetti e amati. Egli affida ciascuno di voi, insieme al vostro servizio, all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, e di cuore vi imparte la Benedizione Apostolica.

Anch’io auguro la migliore riuscita della presente iniziativa ed ogni bene per il vostro servizio alla Chiesa e alla società.

Mi valgo della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio dell’Eminenza Vostra Reverendissima dev.mo nel Signore

Pietro Card. Parolin
Segretario di Stato

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