
Anche la Svizzera conosce una crescita dei catecumeni adulti e relativi battesimi come in altre aree europee occidentali. Nell’insieme del paese si parla di alcune centinaia.
Il vescovo di Losanna, Charles Morerod, ha riflettuto sul fenomeno nella sua rubrica “parole del vescovo” (1° maggio).
Nella sua diocesi si è passati da 20-25 casi a quasi 80 in quest’ultimo anno. Provenienti dai ceti sociali più diversi e con età prevalentemente giovanili, coloro che chiedono il battesimo manifestano una ricerca interiore di pace, solidarietà, comunione e sicurezza di riferimenti.
Lo spessore critico delle domande si accompagna all’estraneità al patrimonio religioso un tempo condiviso. «La loro conoscenza del cristianesimo è spesso molto lacunosa al punto che faticano a parlarne perché manca loro la cultura specifica (e il vocabolario), oppure hanno acquisito elementi che non sanno come collegare in una visione d’insieme […] Nella nostra società diversificata e frammentata come accogliere persone che arrivano con storie e domanda così diverse? Non possiamo lasciarli semplicemente ai loro quesiti: dobbiamo annunciare loro la fede. E farlo in maniera da permettere una risposta personale per aderire in libertà, tenendo conto dei loro percorsi di vita. È quindi necessaria una risposta personalizzata perché imporre da subito un insieme di formule per loro incomprensibili non permetterebbe una risposta libera all’amore di Dio. Nello stesso tempo, è necessario introdurli alla proclamazione del credo per il quale alcuni credenti hanno dato la vita e quindi rispondere all’amore di Dio che si rivela».
Una trasmissione della fede che richiede nelle comunità una testimonianza della serietà e della pluralità dei vissuti credenti. «Un elemento cruciale è la possibilità, per quanti si avvicinano, di rispettare la loro libertà fino ad offrire loro l’opportunità di capire, perché potrebbero cercare una guida altrove».
Citando John Henry Newman e il suo assoluto rispetto della coscienza altrui, riafferma la gioia di accogliere le domande dei catecumeni e la loro ricerca di fede, sapendo che solo la libertà è garanzia di una fede adulta e profonda. «Stiamo attenti a che le persone che oggi accogliamo non debbano andarsene più avanti dicendo di essersi trovati in una setta».
La breve riflessione del vescovo indica la consapevolezza del fenomeno di un rinnovato interesse per la fede anche in un contesto dove la secolarizzazione procede. Lo stimolo dei nuovi catecumeni suggerisce un rinnovamento delle comunità, l’invenzione di nuove ministerialità (gli accompagnatori) e la disponibilità di ascoltare quanto lo Spirito suggerisce alla Chiesa.





