
Una profonda tristezza ha colpito la Chiesa cattolica del Mozambico con l’annuncio dell’assassinio di mons. Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico di Beira. Il suo corpo è stato ritrovato la mattina del 6 giugno 2026 nella sua residenza episcopale di Quelimane.
Secondo le prime informazioni, il prelato è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco, di cui uno al petto. Le autorità hanno avviato un’indagine per fare piena luce su questo crimine che sconvolge il Paese.
Questa brutale scomparsa getta nel lutto la diocesi di Quelimane, eretta nel 1954 sotto il patrocinio di Nostra Signora della Liberazione, così come l’intera comunità cattolica mozambicana. In segno di comunione e di speranza cristiana, viene celebrata una messa commemorativa nella cattedrale di Nostra Signora della Liberazione, su iniziativa del consiglio diocesano dei consultori.
Da Madrid, dove si trova, papa Leone XIV ha espresso la sua profonda commozione di fronte a questo «grave atto di violenza». Attraverso il direttore della Sala stampa della Santa Sede, il papa si è unito in preghiera al popolo mozambicano, chiedendo al Signore di consolare i fedeli provati, di custodire ciascuno nel suo amore e di «fermare la mano dei violenti».
Conosciuto affettuosamente con il nome di «Don Osorio», mons. Citora era membro dell’Istituto Missionario della Consolata. Aveva prestato servizio presso il Dicastero per l’evangelizzazione a Roma tra il 2017 e il 2023 prima di essere nominato vescovo di Quelimane nell’agosto 2025.
Nell’aprile 2026, il papa gli aveva inoltre affidato l’incarico di amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira. Uomo di fede, di dialogo e di vicinanza ai più poveri, era anche segretario della Conferenza episcopale del Mozambico.
Il presidente della Repubblica, Daniel Francisco Chapo, ha reso omaggio a un pastore la cui «testimonianza di umiltà, dedizione pastorale e promozione dei valori di pace e riconciliazione» ha profondamente segnato la società mozambicana.
In un contesto in cui la violenza continua a minacciare la vita di numerose comunità, la morte di mons. Osório Citora Afonso ricorda il prezzo che alcuni pastori pagano per il loro impegno al servizio del Vangelo. La sua testimonianza rimane un appello a costruire una società fondata sulla giustizia, la fraternità e la pace.
Possa il Signore accogliere il suo fedele servitore nella sua luce eterna e concedere al popolo del Mozambico la consolazione, la forza e il coraggio di proseguire il cammino di riconciliazione al quale questo vescovo ha dedicato tutta la sua vita.





