F.D. Roosevelt e il papa americano

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Ai due poli opposti dello spettro politico americano attuale, il presidente Donald Trump e il sindaco di New York Zohran Mamdani convergono nell’opinione su un grande leader statunitense – Franklin Delano Roosevelt. Lo stesso in Europa e probabilmente in tutto il mondo.

A oltre 80 anni dalla sua morte Roosevelt è l’uomo trasformativo del suo paese e del mondo in una fase difficilissima, di enormi divisioni interne e internazionali e rischi economici e sociali quasi senza precedenti.

Emilio Iodice, diplomatico, consigliere di presidenti e profondo saggista, ricostruisce la sua vita e il suo modello di leadership in un volume monumentale Rendez-vous con il destino. Il libro è ricco di arguzie, citazioni, foto. Ma non è questo il punto principale di Iodice.

Egli è interessato piuttosto alle lezioni che Roosevelt riserva per l’attualità, un momento estremamente difficile di nuovo per gli Stati uniti e il mondo, in condizioni poi personalmente molto dure, vista la malattia che lo costringeva sulla sedia a rotelle.

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Iodice spiega: «FDR dimostra la leadership nei tempi difficili: gestire quando il corpo rifiuta di obbedire, ispirare azione in mezzo a un’economia globale ferma e mantenere una visione di pace mentre il mondo è in fiamme.  Questo libro si fonda sull’idea che stiamo affrontando sfide paragonabili, per grandezza, a quelle dell’era di FDR. L’ascesa dell’isolazionismo; l’erosione dei contratti sociali; la mancanza di coraggio politico, onestà e sincerità; la combinazione corruttiva di potere e ricchezza; e la minaccia esistenziale del cambiamento climatico — spesso definita il moderno ‘Dust Bowl’ — sono sfide che richiedono non manager, ma architetti trasformativi capaci di guidare il cambiamento… Egli affrontò quindi una triplice crisi che minava le fondamenta della civiltà. La prima riguardava la sicurezza e la disponibilità alimentare. La seconda, il declino dello spirito umano causato dalla paralisi della Grande Depressione. La terza, l’ondata di isolazionismo unita al fascino del populismo e della tirannia».

Iodice spiega come Roosevelt riuscì a navigare nelle complicate acque di opposti estremismi americani del tempo, quello filocomunista e l’altro filonazista fornendo una prima rete di sicurezza sociale e lanciando un grande programma di opere pubbliche. Essi aumentavano i posti di lavoro e fornivano delle prime garanzie ai meno privilegiati creando quindi un argine vero e concreto contro le sirene estremiste.

Ma non era solo una ricerca della soluzione pratica. Iodice sottolinea che Roosevelt «sapeva che, se le radici spirituali dell’Occidente si fossero indebolite, nessuna forza militare avrebbe potuto davvero salvarlo».

Già qui, senza nemmeno guardare al suo colossale contributo per la vittoria nella Seconda guerra mondiale e nel gettare le fondamenta di un ordine internazionale durato finora, c’è tutto FDR.

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Oggi che l’ordine di Roosevelt si sta sgretolando che bisogna fare quindi? Abbiamo bisogno di un altro FDR, dice Iodice. La leadership, spiega l’autore qui e in altri suoi lavori, non è «un uomo solo al comando», è sapere costruire un gruppo di persone eccezionali. Riunì le menti migliori e più brillanti e li mise alla prova. «Trasformò la Casa Bianca in un centro di idee» sottolinea l’autore.

Questa sembra essere la formula per l’oggi dell’America messa alla prova per il suo ruolo nel mondo. Oggi gli Stati uniti sono chiamati a confrontarsi con sé stessi forse come non mai nella loro storia. Per otto decenni hanno guidato, nel bene o nel male, il mondo, vinto la Seconda guerra mondiale, la Guerra Fredda e la guerra al terrorismo islamico. Ma non basta.

Molti americani si sentono lasciati indietro, trascurati, senza speranze e opportunità. Il mondo intanto è cresciuto e le vecchie regole di decenni fa gli vanno strette. Non ci sono alternative all’America, ma neppure l’America può continuare ad andare avanti come se nulla fosse.

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Il forte scossone inferto da Trump, nel bene e nel male, cerca di affrontare questa sfida. Ma finora non sembra sia stato abbastanza. Forse ci vuole qualcosa di più, e più diverso.

L’America è divisa, e quasi paradossalmente sta cominciando a ritrovare una sua unità nel rispetto, bipartisan, a un americano fuori dall’America – il papa.

La sua voce – che risuona come mai nessun pontefice all’interno degli Stati uniti, e pare allargare la voce americana aggiungendola alla voce della Chiesa universale.

Forse può essere questa una traccia dove cercare una nuova leadership americana.

Emilio Iodice, autore del libro qui presentato, è docente presso la Loyola University di Chicago. Nato nel 1946 nel South Bronx da genitori emigrati dall’isola di Ponza, è stato collaboratore e consigliere dei presidenti americani per diverse amministrazioni. Ha inoltre svolto una lunga carriera diplomatica negli USA e all’estero (Brasilia, Città del Messico, Roma, Madrid e Parigi). Emilio IodiceRendez vous con il destino. Lezioni dalla storia: il coraggio, la leadership, la compassione e la visione di Franklin Delano Roosevelt, pubblicazione indipendente, 2026.

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