Chiesa tedesca: nuovo presidente della Conferenza episcopale

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Georg Bätzing, vescovo di Limburg dal 2016, è il nuovo presidente della Conferenza episcopale tedesca. Molto apprezzato nella sua diocesi, segnata dagli scandali finanziari legati alla ristrutturazione dell’episcopio sotto il suo predecessore F.-P. Tebartz van Elst, Bätzing è convinto sostenitore del Cammino Sinodale intrapreso dalla Chiesa tedesca e ha avviato processi di confronto e sinodalità all’interno della sua Chiesa locale.

Uomo libero e capace di collaborare sembra poter garantire la dovuta continuità a livello di idee e visioni del futuro avviate sotto la presidenza Marx, e di introdurre uno stile più collegiale e di ascolto all’interno della Conferenza episcopale e nell’impresa esigente del Cammino Sinodale che, col suo avvio, ha creato le condizioni per riavvicinare la fede vissuta concretamente del popolo di Dio con i compiti che spettano ai vescovi del paese.

Due i punti salienti toccati da Bätzing nella breve conferenza stampa di presentazione. La consapevolezza che il cristianesimo in Germania può avere un significato e un impatto effettivo solo in forma ecumenica, con due Chiese che non sono antagoniste o alternative fra di loro, ma praticano insieme la forma cristiana del vivere nel contesto della vita del paese.

Uno sguardo sereno e cordiale gettato sulla società secolare, colta da Bätzing come spazio di empatia e simpatia reciproca nella responsabilità che la Chiesa tedesca ha verso la società a cui appartiene e di cui fa parte.

Due le nomine di rilievo che rimangono da fare alla Conferenza episcopale tedesca sotto la guida di Bätzing: quella del vice-presidente e quella del segretario/a generale. Nel discorso di congedo di ieri il card. Marx ha espresso la sua opinione che nulla osta alla nomina di una donna in questo snodo nevralgico di quella macchina complessa che è la Conferenza episcopale tedesca.

Altre decisioni attese dall’opinione pubblica si concentrano intorno alla questione delle violenze e abusi sessuali – in particolare, per ciò che concerne la forma di «risarcimento» della vittime.

Il cambio generazionale auspicato da Marx è avvenuto, all’interno di una Conferenza episcopale che, come ha detto Bätzing, è anche uno specchio della società del paese: con le sue differenze e visioni diverse. La capacità di farle diventare un’opportunità costruttiva, di dialogo e confronto, all’interno della Conferenza episcopale potrebbe rappresentare la via per un rilancio della Chiesa come punto di riferimento nell’edificazione di un cammino comune capace di ospitare tensioni e opposizioni senza abbandonarle alla sterilità della polemica e ai sotterfugi della macchinazione.

Da parte cattolica, con le parole odierne di Bätzing si chiude l’epoca della confessionalizzazione del cristianesimo in Germania, rilanciando in senso propositivo la specificità di ciascuna delle due grandi Chiese cristiane del paese. Finisce un’epoca, vediamo se le Chiese tedesche saranno in grado di dare forma a una nuova – questo sì sarebbe un evento storico non solo per la Germania, ma per tutta l’Europa.

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  1. M 3 marzo 2020

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