Congo-Vescovi: no alla modifica della Costituzione

di:

congo-vescovi

Version française ci-dessous.

Riunita in sessione straordinaria dal 23 al 25 marzo 2026, la Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO) ha posto al centro dei propri lavori due preoccupazioni principali: la riaffermazione della comunione all’interno dell’istituzione e l’esercizio della propria missione profetica in uno spirito di collegialità.

In un contesto nazionale caratterizzato da forti tensioni in materia di sicurezza, politica e sociale, i vescovi cattolici hanno voluto rafforzare i legami interni al fine di portare una parola coerente, credibile e impegnata al servizio del popolo congolese.

Questa sessione si è tenuta in un momento particolarmente critico per la Repubblica Democratica del Congo, in particolare a causa dello stallo della situazione di sicurezza nella parte orientale del Paese, ancora in preda a una guerra di aggressione dalle drammatiche conseguenze umanitarie.

Di fronte a questa realtà, la CENCO ha espresso la sua viva preoccupazione e ha chiesto una maggiore mobilitazione per ripristinare la pace, proteggere le popolazioni civili e preservare l’integrità territoriale del Paese.

***

A seguito di questi lavori, il Segretario generale della CENCO, monsignor Donatien Nshole, ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha tracciato un quadro della situazione socio-economica e politica del Paese. Il suo intervento ha messo in luce le molteplici sfide che la nazione deve affrontare, sottolineando al contempo la necessità di una governance responsabile, orientata al bene comune.

Affrontando la delicata questione della revisione o della modifica della Costituzione, che ritorna con insistenza nel dibattito pubblico con l’avvicinarsi della fine del secondo e ultimo mandato del Presidente Félix Tshisekedi, la CENCO ha adottato una posizione chiara e prudente.

Mentre alcuni attori politici sembrano fare di questa riforma una priorità, i vescovi mettono in guardia contro una simile iniziativa nel contesto attuale. Per loro, avviare un processo di modifica costituzionale in un clima di crisi di sicurezza e di fragilità istituzionale rischierebbe di aggravare le tensioni e di distogliere l’attenzione dalle vere emergenze nazionali.

Al di là di questo monito, la CENCO ribadisce la sua vocazione profetica. Questa consiste nell’illuminare le coscienze, interpellare i decisori e accompagnare il popolo nella ricerca della verità, della giustizia e della pace. Questa missione può svolgersi efficacemente solo nella comunione e nella collegialità, dimensioni che i vescovi hanno voluto rafforzare nel corso di questa sessione straordinaria.

Così, la CENCO si posiziona ancora una volta come voce morale nello spazio pubblico congolese. Senza sostituirsi agli attori politici, ricorda con fermezza che ogni riforma importante, in particolare quella costituzionale, deve essere guidata dalla preoccupazione per il bene comune, in un clima sereno e inclusivo.

In un Paese provato da ripetute crisi, l’urgenza rimane quella della stabilità, della sicurezza e della dignità umana, ben più che quella di cambiamenti istituzionali affrettati.


RDC : La CENCO réaffirme sa communion et met en garde contre la tentation du changement de la Constitution

Réunie en session extraordinaire du 23 au 25 mars 2026, la Conférence Episcopale Nationale du Congo (CENCO) a placé au cœur de ses assises deux préoccupations majeures : la réaffirmation de la communion au sein de l’institution et l’exercice de sa mission prophétique dans un esprit de collégialité. Dans un contexte national marqué par de fortes tensions sécuritaires, politiques et sociales, les évêques catholiques ont voulu resserrer les liens internes afin de porter une parole cohérente, crédible et engagée au service du peuple congolais.

Cette session s’est tenue à un moment particulièrement critique pour la République Démocratique du Congo, notamment en raison de l’enlisement de la situation sécuritaire à l’Est du pays, toujours en proie à une guerre d’agression aux conséquences humanitaires dramatiques. Face à cette réalité, la CENCO a exprimé sa vive préoccupation et a appelé à une mobilisation accrue pour restaurer la paix, protéger les populations civiles et préserver l’intégrité territoriale du pays.

Dans la foulée de ces travaux, le Secrétaire général de la CENCO, Monseigneur Donatien Nshole, a animé un point de presse au cours duquel il a dressé un état des lieux de la situation socio-économique et politique du pays. Son intervention a mis en lumière les multiples défis auxquels la nation est confrontée, tout en soulignant la nécessité d’une gouvernance responsable, orientée vers le bien commun.

Abordant la question sensible de la révision ou du changement de la Constitution, qui revient avec insistance dans le débat public à l’approche de la fin du second et dernier mandat du Président Félix Tshisekedi, la CENCO a adopté une position claire et prudente. Alors que certains acteurs de l’Union Sacrée semblent faire de cette réforme une priorité, les évêques mettent en garde contre une telle initiative dans le contexte actuel. Pour eux, engager un processus de modification constitutionnelle dans un climat de crise sécuritaire et de fragilité institutionnelle risquerait d’aggraver les tensions et de détourner l’attention des véritables urgences nationales.

Au-delà de cette mise en garde, la CENCO réaffirme sa vocation prophétique. Celle-ci consiste à éclairer les consciences, interpeller les décideurs et accompagner le peuple dans la recherche de la vérité, de la justice et de la paix. Cette mission ne peut se déployer efficacement que dans la communion et la collégialité, dimensions que les évêques ont tenu à renforcer au cours de cette session extraordinaire.

Ainsi, la CENCO se positionne une fois de plus comme une voix morale dans l’espace public congolais. Sans se substituer aux acteurs politiques, elle rappelle avec fermeté que toute réforme majeure, notamment constitutionnelle, doit être guidée par le souci du bien commun, dans un climat apaisé et inclusif. Dans un pays éprouvé par des crises répétées, l’urgence demeure celle de la stabilité, de la sécurité et de la dignité humaine, bien plus que celle de changements institutionnels précipités.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Questo sito fa uso di cookies tecnici ed analitici, non di profilazione. Clicca per leggere l'informativa completa.

Questo sito utilizza esclusivamente cookie tecnici ed analitici con mascheratura dell'indirizzo IP del navigatore. L'utilizzo dei cookie è funzionale al fine di permettere i funzionamenti e fonire migliore esperienza di navigazione all'utente, garantendone la privacy. Non sono predisposti sul presente sito cookies di profilazione, nè di prima, né di terza parte. In ottemperanza del Regolamento Europeo 679/2016, altrimenti General Data Protection Regulation (GDPR), nonché delle disposizioni previste dal d. lgs. 196/2003 novellato dal d.lgs 101/2018, altrimenti "Codice privacy", con specifico riferimento all'articolo 122 del medesimo, citando poi il provvedimento dell'authority di garanzia, altrimenti autorità "Garante per la protezione dei dati personali", la quale con il pronunciamento "Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 [9677876]" , specifica ulteriormente le modalità, i diritti degli interessati, i doveri dei titolari del trattamento e le best practice in materia, cliccando su "Accetto", in modo del tutto libero e consapevole, si perviene a conoscenza del fatto che su questo sito web è fatto utilizzo di cookie tecnici, strettamente necessari al funzionamento tecnico del sito, e di i cookie analytics, con mascharatura dell'indirizzo IP. Vedasi il succitato provvedimento al 7.2. I cookies hanno, come previsto per legge, una durata di permanenza sui dispositivi dei navigatori di 6 mesi, terminati i quali verrà reiterata segnalazione di utilizzo e richiesta di accettazione. Non sono previsti cookie wall, accettazioni con scrolling o altre modalità considerabili non corrette e non trasparenti.

Ho preso visione ed accetto