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Nel terzo giorno della sua visita apostolica in Angola, Papa Leone XIV si è recato a Saurimo, nell’Est del Paese, segnando una tappa profondamente umana e pastorale del suo viaggio. Fin dal suo arrivo, il Sommo Pontefice ha voluto compiere un gesto significativo visitando una casa di riposo, incontrando gli anziani, spesso silenziosi ma essenziali nel tessuto sociale.
In questo luogo di fragilità e memoria, il Papa ha ricordato con forza che «gli anziani sono i custodi della saggezza di un popolo». Con queste parole ha voluto restituire dignità al ruolo delle persone anziane, troppo spesso marginalizzate, sottolineando la loro funzione insostituibile nella trasmissione dei valori, della storia e della fede. Ha inoltre insistito sulla responsabilità collettiva di prendersi cura dei più vulnerabili: «L’assistenza alle persone fragili è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese». Un messaggio semplice, ma esigente, che interpella tanto le famiglie quanto le istituzioni pubbliche.
La giornata è proseguita con la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre sulla spianata di Saurimo, alla presenza di circa 60.000 fedeli. In un clima di fervore e speranza, Leone XIV ha pronunciato un’omelia incentrata sul significato profondo dell’Eucaristia come sorgente di impegno concreto. «Condividendo l’Eucaristia, pane di vita eterna, siamo chiamati a servire il nostro popolo con una dedizione che rialza da ogni caduta, ricostruisce ciò che la violenza distrugge e rinsalda con gioia i legami fraterni», ha dichiarato.
In un Paese segnato da ferite storiche e da importanti sfide sociali, questo appello alla ricostruzione e alla fraternità risuona con particolare intensità. Il Papa ha anche ricordato che la grazia di Dio opera spesso proprio nel cuore dell’avversità, facendo germogliare frutti inattesi.
Rientrato a Luanda, la capitale, Leone XIV ha incontrato, presso la parrocchia di Nostra Signora di Fatima, i vescovi, i sacerdoti, i consacrati e i catechisti dell’Angola. Nel suo discorso ha lodato l’impegno e la vitalità della Chiesa locale, invitando tutti a rimanere fedeli alla propria missione. Ha esortato pastori e operatori pastorali a non cedere allo scoraggiamento, ma a continuare ad annunciare il Vangelo con coraggio e umiltà, nel cuore delle realtà concrete del popolo.
Mentre la tappa angolana volge al termine, lo sguardo è già rivolto alla prossima destinazione. Martedì 21 aprile, Papa Leone XIV è atteso a Malabo, capitale della Guinea Equatoriale, per la quarta e ultima tappa del suo viaggio apostolico in Africa. Ad attenderlo vi è una Chiesa dinamica, confrontata con grandi sfide, in particolare nei campi della famiglia, dell’educazione e della pace. In continuità con il messaggio lanciato in Angola, il Santo Padre dovrebbe incoraggiare una fede incarnata, capace di trasformare la società dall’interno.
Attraverso questi diversi incontri, Leone XIV traccia una linea chiara: una Chiesa vicina alle persone, attenta ai più fragili, radicata nell’Eucaristia e decisamente orientata al servizio e alla ricostruzione del tessuto umano.
Il viaggio di Leone XIV in Africa su SettimanaNews:
Algeria: la forza mite della pace evangelica






Sui media il viaggio in Africa ha trovato spazio solo per gli scambi con Trump. Peccato.