Sinodo e Chiesa secondo Crisostomo

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Per offrire una definizione sintetica di sinodo, Francesco, nel celebre discorso del 17 ottobre 2015 in occasione dei 50 anni del Sinodo dei vescovi, citò un’espressione di Giovanni Crisostomo: «Ἐκκλεσία συνόδου ἐστὶν ὄνομα».[1] Chiesa e sinodo sono sinonimi. Chiesa e sinodo esprimono la stessa realtà e sono, quindi, inseparabili.[2] Espressione che, da quando il vescovo di Roma ha affermato che quello della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio,[3] torna insistentemente nei più vari contesti ecclesiali.

L’affermazione di Giovanni Crisostomo è contenuta nel commento al primo versetto del Salmo 149.[4] In forma completa essa suona nei seguenti termini: in greco, «Ἐκκλεσία γàρ συστήματος καί συνόδου ἐστὶν ὄνομα»; in latino, «Ecclesia enim est nomen conventus et congregationis».

Nel corso di un ciclo di conferenze sul tema della sinodalità organizzato nel gennaio-febbraio 2023 dalla «Fondazione per le Scienze Religiose» di Bologna e dalla Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, Marcello Semeraro – Prefetto del Dicastero delle cause dei santi e apprezzato teologo – ha offerto interessanti e illuminanti riflessioni sulla citazione di Giovanni Crisostomo.[5] Riflessioni che meritano di essere riprese.

Giovanni Crisostomo: commento della prima parte del Sal 149,1

È utile, per intanto, riportare integralmente la prima parte del commento di Giovanni Crisostomo al versetto 1 del salmo 149 (Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell’assemblea dei fedeli):

«Secondo il senso anagogico, è il Nuovo Testamento che designa questo nuovo inno. Tutto, infatti, è diventato nuovo. Nuova l’Alleanza: concluderò con voi un’alleanza nuova, dice (Ger 31,31). Nuova la creatura: perché se uno è in Cristo, è una nuova creatura (2Cor 5,17). Nuovo l’essere umano: perché vi siete tolti di dosso l’uomo vecchio, e avete indossato quello nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, a immagine del suo creatore (Col 3,9). Noi parliamo di Nuovo Testamento, dunque, perché la vita è nuova e perché tutto è rinnovato: è per questo che il profeta ci esorta ora a cantare un canto nuovo. Vedete come [ora] esiga il comportamento prima delle parole e il ringraziamento (εὐχαριστίαν) manifestato dai fatti; vedete come richieda le opere buone, prima d’introdurvi nel coro destinato a inneggiare a Dio. Le parole, infatti, non bastano per ringraziare (εὐχαριστεἷν): bisogna aggiungere anche la virtù delle azioni. La sua lode sia ascoltata nell’assemblea dei santi. Queste parole ci insegnano una seconda cosa. Ci mostrano, infatti, la necessità che una lode si unisca ad altre lodi sicché nascano acclamazioni (εὑφημίας) tali da formare un concerto (συμφωνίας). Ἐκκλεσία γàρ συστήματος καί συνόδου ἐστὶν ὄνομα».

Nella concezione del Crisostomo, dunque, Chiesa è il nome di σύνoδος, ma Chiesa è anche il nome di σύστημα. Due termini (σύνoδος e σύστημα) costruiti e qualificati da σύν, il prefisso della relazione costitutiva.

Alla ricerca del significato di σύνoδος e σύστημα

Etimologicamente σύνoδος deriva da σύν-ὁδός (ὁδός con spirito aspro) ovvero da συνὁδεύω, che significa «cammino fatto insieme» e «viaggiare in compagnia»[6], ma anche «riunione» come conseguenza del «con-venire». Ai cristiani di Efeso Ignazio di Antiochia scrive che sono συνόδοι,[7] ossia coloro che camminano insieme.

Semeraro segnala, tuttavia, che σύνoδος potrebbe anche derivare da σύν-οὐδός. Nel greco classico, proveniente dal dialetto attico, il termine οὐδός (con lo spirito dolce) indica la soglia di casa, mentre ὁδός (con spirito aspro) indica incontrovertibilmente la via, il cammino.[8] Con la conseguenza che il primario significato di σύνoδος sarebbe incontro, riunione, assemblea. In ogni caso, la sinodalità non è un fatto, ma un processo vissuto nella faticosa tensione fra il procedere (-ὁδός) e il vivere o stare insieme (σύν).[9]

Il termine σύστημα deriva dal verbo συνίστημι che può significare «mettere insieme, compattare, organizzare in modo ordinato e compiuto». Il primo significato attribuito dal vocabolario Greco-Italiano di Lorenzo Rocci al termine σύστημα è «riunione». Del verbo συνίστημι il medesimo vocabolario segnala diversi significati, tra i quali: riunire, associare, mettere in relazione… I primi due significati che il vocabolario della lingua greca di Franco Montanari attribuisce a συνίστημι sono «mettere insieme» e «compattare».

Il termine σύστημα – secondo Semeraro – indica un’organizzazione ordinata e completa, al punto che Gregorio di Nissa l’adopera per indicare la composizione perfetta del corpo di Cristo nell’utero della Madre.[10] «È un termine che anche nel linguaggio di filosofi indica una congiunzione astrale, il rapporto armonioso fra cielo e terra e dei corpi stellari (cosmo); indica ancora l’armonia del canto nella composizione delle diverse voci e l’armoniosa composizione del corpo umano e del corpo ecclesiale».

I termini σύστημα/συστήματος sono applicati da Giovanni Crisostomo alla Chiesa anche nella lettera alla Chiesa di Tessalonica: «Non si tratta di un’affermazione priva di intenzioni. Questi fedeli erano ancora poco numerosi e senza molta coesione, ed è per incoraggiarli che l’apostolo usa qui il termine Chiesa. Non lo usa sempre quando si rivolge a comunità consolidate, numerose e fortemente costituite (σύστημα). Il termine Chiesa implica sia il grande numero che l’unione ben salda (συστήματος) dei membri; è come un incoraggiamento che l’apostolo applica ai Tessalonicesi».[11]

Traduzione dell’espressione di Giovanni Crisostomo

Nella citazione del Crisostomo a commento del salmo 149 – fa rilevare Marcello Semeraro – la parola σύνoδος forma una endiade con la parola σύστημα: la prima parola si completa con la seconda. Intendere il termine sinodo come un semplice “camminare insieme” significa impoverirlo. L’accostamento tra σύνoδος e σύστημα “è tale da esigere fra i due termini una reciproca attrazione”: non due nomi, «ma due fuochi di una medesima ellisse».

Il documento della Commissione teologica internazionale, nel commentare l’espressione integrale del Crisostomo, scrive: «Nel greco ecclesiastico σύνoδος esprime l’essere convocati in assemblea dei discepoli di Gesù e in alcuni casi è sinonimo della comunità ecclesiale.

San Giovanni Crisostomo, ad esempio, scrive che Chiesa è nome che sta per cammino insieme (σύνoδος). La Chiesa infatti – spiega – è l’assemblea convocata per rendere grazie e lode a Dio come un coro, una realtà armonica dove tutto si tiene (σύστημα), poiché coloro che la compongono, mediante le loro reciproche e ordinate relazioni, convergono nell’ἁγάπη e nella ὁμονοία (il medesimo sentire)».

Cettina Militello, già docente stabile della Facoltà Teologica di Sicilia e poi del Pontificio Istituto Liturgico (Roma), traduce l’espressione di Giovanni Crisostomo «il termine Chiesa è sinonimo di organicità e di cammino insieme», ossia «l’identità della Chiesa è data dal convergere armonioso, sinfonico di quelli che ne fanno parte e dal loro camminare insieme».[12] Riccardo Battocchio la traduce: «Ἐκκλεσία è nome che richiama una consonanza/un collegio e un convegno/un sinodo».[13] Franco Giulio Brambilla la traduce: «Chiesa è il nome del convenire e del camminare insieme».[14]

Altre parole impegnative da valorizzare

Prima della parola sinodo, nel testo del grande padre della Chiesa – afferma Marcello Semeraro – «ve ne sono altre, ugualmente impegnative, che la preparano e con la quale formano un tutt’uno».

Eccole elencate:

  • εὐχαριστία, che vuol dire canto di rendimento di grazie e che, nel linguaggio cristiano, giungerà presto a indicare quella speciale preghiera che porta all’anamnesi del Cristo crocifisso e risorto e al dono della sua presenza sacramentale;
  • εὑφημία, che è una acclamazione di lode che si caratterizza per la sua bellezza e il suo carattere gioioso;
  • συμφωνία, che richiama l’incontro armonioso di voci e di suoni.

Dunque – conclude Marcello Semeraro –, accostando σύνoδος a σύστημα in un testo in cui compaiono anche εὐχαριστία, εὑφημία e συμφωνία, il Crisostomo vuole affermare che, nella Chiesa, il camminare insieme in modo ordinato e completo implica il rendimento di grazie, la ricerca del consenso, il clima di coralità, di festa, di carità e di armonia, mettendoci responsabilmente e convintamente alla sequela di Gesù che è Via, Verità e Vita (Gv 14,6).

Ne consegue – ed è sempre la convinzione di Semeraro – che, forse, la migliore traduzione della citazione di Giovanni Crisostomo Ἐκκλεσία συστήματος καί συνόδου ἐστὶν ὄνομα è «Chiesa è sinonimo di corpo ben ordinato (συστήματος) che forma un tutto armonico (συνόδου)».

Il Crisostomo – ancora Semeraro – ricorre al termine σύνoδος per indicare la Chiesa anche nel commento a 1Cor 11,17-34 che riguarda il come celebrare la cena del Signore: «La Chiesa è fatta non per dividere coloro che si riuniscono in essa, ma per unire coloro che sono divisi; e questo è il significato della parola assemblea (σύνoδος)».[15]

Si potrebbe dire che l’accostamento di σύνoδος a σύστημα rimanda all’esperienza che fanno i pellegrini o i routiers che si mettono in cammino, in gruppo, per raggiungere una meta.

Che cosa fanno i pellegrini camminando insieme? Si sostengono a vicenda. Cercano di costruire tra di essi relazioni ordinate ed efficaci di aiuto. Condividono fatiche e gioie in base al principio del mutuo soccorso. Si interrogano sulle scelte da compiere per camminare in modo più spedito e corale. Si offrono scambievolmente motivazioni e strumenti per poter proseguire quando la stanchezza suggerisce di fermarsi. Fanno il possibile per tenere l’uno il passo dell’altro, seguendo un ritmo condiviso e cadenzato. Programmano le soste. Frenano solitarie fughe in avanti dell’apripista e prevengono eccessivi rallentamenti di chi ha il passo più lento. Evitano che qualcuno resti in fondo e si perda.

Sintonia con il magistero di Francesco

La lettura strettamente ancorata al significato delle parole σύνoδος e σύστημα è straordinariamente presente nel magistero di Francesco.

Pur nella consapevolezza che la sinodalità «è un concetto facile da esprimere, ma non così facile da mettere in pratica»,[16] il vescovo di Roma ci ricorda che una Chiesa sinodale cammina «unita nell’armonia delle diversità, in cui tutti hanno un loro apporto da dare e possono partecipare attivamente».[17]

L’esperienza insegna che, nel dialogo e nel confronto, il conflitto è inevitabile. Esso, però, non va enfatizzato ma piuttosto «accarezzato teneramente»[18] per portarlo a soluzione trasformandolo in anello di congiunzione con nuovi processi[19] e sviluppando «una comunione nelle differenze, che può essere favorita solo da quelle nobili persone che hanno il coraggio di andare oltre la superficie conflittuale e considerano gli altri nella loro dignità più profonda».[20]

«Sappiamo bene che ogni volta che, come persone e comunità, impariamo a puntare più in alto di noi stessi e dei nostri interessi particolari, la comprensione e l’impegno reciproci si trasformano in un ambito dove i conflitti, le tensioni e anche quelli che si sarebbero potuti considerare opposti in passato, possono raggiungere un’unità multiforme che genera nuova vita».[21]

«La sinodalità ci deve portare a vivere più intensamente la comunione ecclesiale, dove i diversi carismi, vocazioni, ministeri si vanno integrando armoniosamente animati da uno stesso battesimo, che ci fa essere figli nel Figlio, tutti».[22]

«Lo Spirito non plasma degli individui chiusi, ma ci fonda come Chiesa nella multiforme varietà dei carismi, in un’unità che non è mai uniformità. Il Paraclito afferma il primato dell’insieme».[23]

In una Chiesa sinodale – è ancora Francesco a ricordarcelo − «le diversità vengono espresse e smussate fino a raggiungere un’armonia, che non richiede di cancellare i bemolle delle distinzioni. Così accade nella musica: con sette diverse note musicali, e i loro alti e bassi, si crea una sinfonia maggiore che riesce ad armonizzare le particolarità di ciascuna. Qui sta la sua bellezza: l’armonia che ne risulta può essere complessa, ricca e inattesa. Nella Chiesa a determinare quell’armonia è lo Spirito Santo».[24] Lo Spirito «crea la diversità dei carismi. Crea un certo disordine iniziale – pensiamo al mattino di Pentecoste, la confusione che si creò e che fece dire a quanti la videro erano ubriachi –. Lui crea il disordine iniziale, per poi creare l’armonia di tutte le differenze. Ipse est armonia, dice san Basilio. Lui è l’armonia. Ma prima ti crea la disarmonia, con i carismi tutti diversi».[25]


[1] «Se capiamo che, come dice san Giovanni Crisostomo, Chiesa e Sinodo sono sinonimi – perché la Chiesa non è altro che il camminare insieme del gregge di Dio sui sentieri della storia incontro a Cristo Signore –, capiamo pure che al suo interno nessuno può essere elevato al di sopra degli altri. Al contrario, nella Chiesa è necessario che qualcuno si abbassi per mettersi al servizio dei fratelli lungo il cammino» (Francesco, Discorso per commemorare il 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, 17 ottobre 2015).

[2] Talmente inseparabili che per papa Francesco il sintagma stesso Chiesa sinodale è ridondante: «la Chiesa – ha affermato incontrando il 29 luglio 2022 a Quebec i gesuiti del Canada – o è sinodale o non è Chiesa» (Antonio Spadaro, Camminare insieme. Francesco in conversazione con i gesuiti del Canada. La Civiltà Cattolica n. 4133 del 3/17 settembre 2022, pag. 348).

[3] Francesco, Discorso per commemorare il 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi (17 ottobre 2015).

[4] Giovanni Crisostomo, Esplicatio in Ps. 149,1 – PG 55, 493.

[5] La relazione, dal titolo «Sinodo, nome della Chiesa: una citazione», è reperibile in www.causesanti.va/it. Di Marcello Semeraro, vedasi Testimoniare la fede in stile sinodale, in: Alberto Melloni (a cura), Sinodalità. Istruzioni per l’uso, EDB, Bologna 2021, 47-62.

[6] Il Vocabolario Greco-Italiano di Lorenzo Rocci fa derivare da συνοδεύω anche i termini συνοδία o συνοδεία (viaggio in comitiva, carovana, famiglia).

[7] Ignazio d’ Antiochia, Ad Ephesios 9,2: PG.

[8] Come ritiene il teologo franco-svizzero e docente all’Università di Lovanio Arnaud Join-Lambert, Les liturgies des Synodes Diocésains français (1983-1999), Cerf, Paris 2004, 62-65. Su tale etimologia, cf. Alphonse Borras, «Sinodalità ecclesiale, processi partecipativi e modalità decisionali. Il punto di vista di un canonista», in Antonio Spadaro-Carlos Maria Galli (a cura), La riforma e le riforme nella Chiesa, Queriniana, Brescia 2016, 211, nota n. 11. E anche Giacomo Canobbio, Un nuovo volto della Chiesa? Teologia del Sinodo, Morcelliana, Brescia 2023, 10-11.

[9] Marcello Semeraro, Testimoniare la fede in stile sinodale, in: Alberto Melloni (a cura), Sinodalità. Istruzioni per l’uso, EDB, Bologna 2021, 60.

[10] Gregorio di Nissa, Epistulae, III: PG 46, 1021.

[11] Giovanni Crisostomo, 1Tes 1,1 (PG 62,303).

[12] Cettina Militello, Sinodalità e riforma della Chiesa. Lezioni del passato e sfide del presente, San Paolo, Cinisello B. 2023, 19.

[13] Riccardo Battocchio, «Fare sinodo. La forma sinodale di Chiesa e i soggetti del cammino sinodale», Credere oggi, 247, 1/22, 31,

[14] Franco Giulia Brambilla, Liber pastoralis, Queriniana, Brescia 2018, 28.

[15] Giovanni Crisostomo, In Epist. Primam ad Cor. Homil. 27,3: PG 61,228.

[16] Francesco, Discorso per commemorare il 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi (17 ottobre 2015).

[17] Francesco, Messaggio per la 59ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (8 maggio 2022).

[18] Francesco, Colloquio del 29 novembre 2014 con i superiori generali degli istituti di vita religiosa maschili (in La Civiltà Cattolica del 4 gennaio 2014, quaderno n. 3925).

[19] Evangelii gaudium n. 227.

[20] Evangelii gaudium n. 228. Nella necessità di attraversare i conflitti senza restarne intrappolati è rinvenibile il secondo (l’unità prevale sul conflitto) dei quattro principi applicabili non solo ad ogni tipo di rapporti sociali, ma anche ad ogni azione evangelizzatrice della Chiesa. Gli altri tre principi sono: il tempo è superiore allo spazio, la realtà è più importante dell’idea, il tutto è superiore alla parte.

[21] Fratelli tutti n. 245.

[22] Francesco, Messaggio all’assemblea plenaria della Pontificia Commissione per l’America Latina (26 maggio 2022).

[23] Francesco, Omelia messa di Pentecoste (23 maggio 2021).

[24] Papa Francesco in conversazione con Austen Ivereigh, Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore, Piemme, Milano 2020, 93.

[25] Francesco, Messaggio all’assemblea plenaria della Pontificia Commissione per l’America Latina (26 maggio 2022).

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