
Vescovi tedeschi durante la visita ad limina del 2022 (Daniel Ibáñez/CNA)
L’Europa non è una necessità, è un destino. La speranza di pace e di libertà che è all’origine dell’Unione Europea e i suoi valori di riferimento sono stati fin dall’inizio riconosciuti, sostenuti e accompagnati dalla Chiesa. Il documento dei vescovi tedeschi dal titolo Europa manifesta la tua consapevolezza! Un appello dei vescovi tedeschi sull’identità dell’Europa in un mondo che cambia (24 aprile 2026) rappresenta una sorta di arringa per la «necessità» dell’Europa.
Potrebbe sembrare retorica ma l’attuale «disordine mondiale» fa emergere l’urgenza di difendere il diritto, il multilateralismo, di riproporre la condanna della guerra e riaffermare l’amicizia fra i popoli.
Il breve testo dei vescovi tedeschi è strutturato in quattro punti: la responsabilità della Chiesa per l’Europa e la casa comune; ciò che vediamo: un mondo in disordine; le caratteristiche dell’Europa: unità e valori; ciò di cui ha bisogno: speranza e consapevolezza. Nel momento in cui il progetto di unità del continente viene messo in discussione la Chiesa non può e non deve tacere.
Il disordine mondiale
Il cambiamento dei rapporti di forza internazionali e il disordine mondiale che ne consegue richiede un di più di Europa. Il diritto internazionale sta perdendo forza, la violenza diventa una opzione plausibile e la protezione dei deboli viene meno. Subentra la legge del più forte.
Per molti decenni l’Unione Europea come spazio di integrazione economica, giuridica e culturale si è affiancata alla NATO a guida statunitense come garante della politica di sicurezza. Il cambiamento della strategia della sicurezza (2025) e della strategia di difesa (2026) degli Stati Uniti indebolisce l’Occidente e il partenariato transatlantico costringendo l’Europa a rafforzare il proprio contributo alla sicurezza.
«C’è bisogno di una difesa comune dell’Europa unita come impegno visibile e rinnovato: per la pace, la cooperazione, la forza del diritto e la pari dignità di tutte le persone». La Russia, attraverso la forza militare, e la Cina, con la tecnologia, l’economia e l’influenza geopolitica, perseguono l’erosione sistematica della stabilità dell’Europa che finisce sulla difensiva. Non più attore ma semplice «testimone» impotente della pace, della libertà e della dignità umana.
La democrazia è sempre più percepita come debolezza. L’Europa è chiamata ad aggiornare la sua struttura politica e istituzionale e mettere in risalto il suo modello davanti ad «attori autoritari e antiliberali sia all’esterno che all’interno dell’UE. Essi utilizzano schemi interpretativi populisti per mettere in discussione la democrazia parlamentare liberale e i risultati dell’integrazione europea».
Il bisogno e il fascino del modello UE
Ciò che caratterizza l’UE è la permanente tensione fra approccio federale e cooperazione intergovernativa che ha propiziato ottant’anni di pace. Gli interessi divergenti e i conflitti sono risolti sulla fiducia del diritto che garantisce le minoranze e vincola tutti i livelli politici.
I principi e i valori del Trattato di Lisbona – la dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo stato di diritto, il rispetto dei diritti umani – mostrano le loro radici cristiane e contestualmente chiedono alla Chiesa di opporsi all’ideologia dell’«Occidente cristiano» che offende la multiculturalità e la molteplicità delle fedi. La democrazia di Atene, il diritto di Roma e la radice giudaico-cristiana di Gerusalemme hanno contribuito ad evidenziare il concetto di dignità inalienabile di ogni persona.
«Il mondo è in subbuglio, l’ordine globale esistente rischia il capovolgimento. Per questo il mondo ha bisogno di valori che l’Europa incarna. E l’Europa ha bisogno del coraggio di difendere i propri valori con consapevolezza». Se crolla il diritto internazionale emerge la legge del più forte e rischia la dignità umana. «L’Europa perderebbe il suo profilo morale e politico. Gli stati europei possono affrontare questo compito solo insieme, in una unione coraggiosa all’interno di una Europa come decisa affermazione di sé attraverso la coesione».
«L’Europa ha bisogno di un orizzonte di sicurezza e difesa che le consenta nel medio termine di difendersi da sola e di svolgere in modo credibile il proprio ruolo nella NATO. Rispetto all’esterno l’Europa deve ora più che mai presentarsi come motore di approcci multilaterali, dalla politica climatica a quella commerciale fino alla politica di sicurezza». Ma soprattutto «ha bisogno di una narrazione di speranza».
«In un’epoca di cambiamento e in un mondo in disordine un’Europa consapevole di sé come spazio di rispetto e tutela della dignità umana e dei diritti umani riveste un’importanza fondamentale. Di questo può essere orgogliosa. Si tratta di riempire il presente di vita e di significato e di tradurlo in speranza per il futuro».






Già detto da Draghi farebbe sorridere…ma detto dai successori degli Apostoli fa piangere: l’unico destino che un cattolico dovrebbe riconoscere è Cristo. E mentre loro pensano a rilasciare documenti penosi come questo, la Chiesa in Germania agonizza