Bosnia ed Erzegovina: l’inverno dei migranti

di: Daniele Bombardi

Come si ha avuto modo di leggere anche su SettimanaNews tra fine ottobre e inizio novembre, la situazione per i migranti in transito lungo la rotta balcanica si è fatta particolarmente critica, in particolare in Bosnia ed Erzegovina.

Numerosi media italiani hanno raccontato e stanno raccontando tale situazione, portando a conoscenza del pubblico l’emergenza umanitaria in corso. In Bosnia ed Erzegovina i campi di accoglienza versano, con l’autunno molto piovoso, in condizione disumane, perché sovraffollati e carenti dei beni fondamentali come l’acqua corrente, l’elettricità, un minimo di riscaldamento.

Caritas Italiana è presente lungo tutta la rotta in collaborazione con le locali Caritas dei Balcani e con altri partner italiani quali Ipsia-ACLI: insieme si cerca di offrire risposte e servizi utili alle persone in transito. Con l’inverno ormai alle porte (nei Balcani si scende normalmente a -10 gradi con abbondanti nevicate) Caritas Italiana esprimere grande preoccupazione per le vite dei migranti, messe in gioco nel tentativo di superare le frontiere dell’Europa, nella estrema precarietà delle condizioni di accoglienza nei vari paesi e in particolare in Bosnia Erzegovina.

Caritas Italiana ha avviato una raccolta fondi straordinaria per l’emergenza e una campagna di sensibilizzazione con oggetto la rotta balcanica. Dobbiamo necessariamente contare sulla attenzione e sulla sensibilità dei lettori e di ogni persona di buona volontà per arrivare a informare correttamente le comunità in Italia.

Caritas formula e dispone proposte, idee e materiali per attività di animazione, quali:

  • l’attivazione di raccolte fondi nelle comunità in modo da poter consentire a ciascun parrocchiano e a ciascun cittadino di rendersi partecipe donando qualcosa per l’acquisto – in Bosnia – di capi invernali per i migranti in transito, sprovvisti di tutto;
  • il supporto strutturale all’interno dei campi profughi per migliorare i servizi offerti ai migranti andando ad individuare comunitariamente o in gruppo quale dei servizi in particolare si intende sostenere, coordinandosi con i referenti in loco;
  • la circolazione di materiali, quali link a video, foto e articoli, per intensificare la campagna di informazione e di sensibilizzazione nel paese, affinché si conosca davvero la situazione, aumenti l’attenzione, si contrasti la “cultura dello scarto” e si promuova la cultura della solidarietà e della ospitalità.

Il tempo del Natale è naturalmente un periodo propizio per accogliere e ospitare la “vita nuova” dei poveri. Nella risposta alle emergenze lungo la rotta balcanica, Caritas mantiene una attenzione privilegiata sulla relazione con le persone che migrano. Viene utilizzato il metodo di socializzazione denominato Social Cafè: gli operatori e i volontari Caritas distribuiscono ogni aiuto ai migranti sempre insieme a una tazza di caffè o di tè, per avere l’occasione e il tempo di conoscere le persone che migrano con le loro storie e per consigliare quindi come muoversi e come sopravvivere in contesti emergenziali.

Daniele Bombardi è coordiantore regionale di Caritas Italiana nel sud-est europeo.

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