Germania: plenaria della Conferenza episcopale

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Si è conclusa oggi (24 settembre) a Fulda l’Assemblea plenaria autunnale della Conferenza episcopale tedesca (DBK). Molti i temi di rilievo toccati dai vescovi riuniti in assemblea. Nel corso della conferenza stampa finale il presidente della DBK, mons. Bätzing, ne ha messi cinque in particolare rilievo.

Il risarcimento finanziario per le vittime di abusi da parte di personale ecclesiale. In merito si è deliberato di procedere seguendo quelli che sono i massimali più alti in questi casi secondo il diritto penale tedesco. Tutte le pratiche inerenti le procedure di risarcimento faranno capo a una commissione indipendente di esperti, con competenze in vari settori; il personale della commissione sarà individuato da un gruppo di lavoro (anch’esso composto da persone che non hanno rapporti di lavoro o di attività pastorale con le diocesi tedesche) di cui fanno parte anche rappresentanti delle vittime.

Bätzing ha inoltre annunciato la composizione del Consiglio dei rappresentanti delle vittime che affiancherà i diversi organi della DBK in questo ambito particolare. Un primo frutto è l’individuazione di due questioni particolari a cui la Chiesa locale deve dare particolare attenzione: gli abusi di carattere spirituale e la violenza contro le donne.

Il Cammino sinodale della Chiesa cattolica tedesca e le tensioni che lo accompagnano. In merito, i vescovi tedeschi si sono presi una mezza giornata per un confronto schietto e personale – necessario per delineare qual è il terreno condiviso da tutti, su quali punti si danno posizioni diverse e, infine, quali siano gli aspetti dove le visioni all’interno della DBK sono contrarie tra di loro.

Questo lavoro di confronto all’interno della DBK, ha dichiarato Bätzing, è necessario e deve proseguire affinché il Cammino sinodale possa giungere a una sua riuscita.

Il votum del Gruppo di lavoro teologico cattolico-evangelico sulla possibilità di una partecipazione individuale alla celebrazione liturgica dell’altra Chiesa, con reciproca ospitalità eucaristica, e la lettera del prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Bätzing ha tenuto a chiarire con precisione che il votum del Gruppo di lavoro teologico delle due Chiese riguarda i singoli e si profila come una decisione di coscienza personale – né inter-comunione né concelebrazione, quindi.

La DBK ha individuato nel Gruppo di lavoro teologico cattolico-evangelico il soggetto proprio a cui compete una risposta alla lettera del card. Ladaria. Inoltre, un approfondimento del tema è stato affidato alla sotto-commissione per l’ecumenismo e alla commissione per la dottrina della fede della DBK.

La questione dei profughi e migranti in Europa. Riaffermando l’impegno della DBK per una collaborazione internazionale in materia, Bätzing ha sottolineato che non è degno dell’Europa e dei paesi che compongono l’Unione Europea mettere mano a politiche il cui fine principale è semplicemente quello di tenere profughi e migranti al di fuori del proprio territorio nazionale; né la questione deve essere rimessa unicamente ai paesi di primo approdo dei flussi migratori.

Sottolineata, inoltre, l’importanza di mettere mano a procedure rapide e degne per ciò che concerne la richiesta di asilo – e di uniformarle a livello più alto possibile in tutto lo spazio dell’Unione Europea.

Le statistiche di appartenenza alla Chiesa cattolica in base alla dichiarazione dei redditi dei cittadini tedeschi. I numeri sono noti, l’«uscita» dalla Chiesa rappresenta un trend costante – sul quale influiscono fattori ecclesiali, da un lato, e fattori sociologici, dall’altro. Su entrambi la Chiesa tedesca è chiamata a riflettere in maniera approfondita – lasciandosi consigliare dalla teologia e dalla sociologia, per guadagnare un quadro il più obiettivo e fondato possibile delle dinamiche in atto.

Infine, la DBK ha pubblicato un Comunicato di solidarietà con la Chiesa cattolica della Bielorussia, chiedendo che all’arcivescovo di Minsk, mons. Kondrusiewicz, venga consentito di poter rientrare in Bielorussia (attualmente è bloccato da un mese in Polonia), e di poter così riprendere la sua attività pastorale e spirituale a servizio dei cattolici del paese.

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