Dichiarazione della CNBB sul momento attuale nazionale

di: Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile

Il presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), nell’ambito della 54a Assemblea generale, tenutasi ad Aparecida (SP), dal 6 al 15 aprile, ha emesso nel pomeriggio di giovedì 14 aprile una Dichiarazione sul momento nazionale. All’evento hanno partecipato l’arcivescovo di Brasilia (DF) e presidente della CNBB, dom Sergio da Rocha; l’arcivescovo di Salvador (BA) e vice-presidente, dom Murilo Krieger; il vescovo ausiliare di Brasilia e segretario generale, dom Leonardo Steiner.
Di fronte alla crisi etica, politica, economica e istituzionale che attraversa il paese, l’episcopato brasiliano esorta «il popolo brasiliano nel preservare i valori alti della convivenza democratica, del rispetto verso il prossimo, della tolleranza e del sano pluralismo, promuovendo il dibattito politico con serenità. Manifestazioni popolari pacifiche contribuiscano al rafforzamento della democrazia. I media hanno un importante compito nell’informare e formare l’opinione pubblica con fedeltà ai fatti e rispetto per la verità».

«Chi fa la verità viene verso la luce» (Gv 3,21)

Noi, vescovi cattolici del Brasile, riuniti ad Aparecida, nella 54a Assemblea generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (CNBB), dinnanzi alla profonda crisi etica, politica, economica e istituzionale attraversata dal paese, ci facciamo carico, nei nostri pensieri, preghiere e preoccupazioni di pastori, di tutto il popolo brasiliano, poiché «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini e delle donne di oggi, soprattutto dei poveri e di coloro che soffrono, sono anche le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo» (Gaudium et spes 1).

Dopo venti anni di regime autoritario, il Brasile ha ripreso l’esperienza di Stato democratico di diritto. I movimenti popolari, le organizzazioni studentesche, operaie, contadine, artistiche, religiose, e altre, hanno avuto un ruolo decisivo in questa conquista.

Da allora, il paese vive uno dei più lunghi periodi democratici della sua storia repubblicana, nella quale  molti eventi hanno contribuito a rafforzare la democrazia brasiliana. Tra questi, il movimento «Diretas Jà», la stesura della Carta dei cittadini, l’esperienza delle prime elezioni dirette ed altre manifestazioni pacifiche.

In questo momento, ancora una volta, il Brasile si trova ad affrontare una situazione difficile. Sono venuti alla ribalta scandali di corruzione senza precedenti nella storia del paese. È vero che gli scandali di questo tipo non sono cominciati ora; tuttavia, ciò che si sta rivelando nel frangente attuale ha connotazioni proprie e impatto devastante. Sono cifre che sfuggono alla comprensione della maggior parte delle persone. Gli uomini d’affari, politici, funzionari pubblici sono coinvolti in uno schema che, oltre ad essere immorale e criminale, fa pagare un  suo prezzo.

Chi paga per la corruzione? Certamente sono i poveri, «i martiri della corruzione» (papa Francesco). Come pastori, siamo solidali con le sofferenze del popolo. Ogni sospetta corruzione deve continuare ad essere rigorosamente appurata. Gli imputati siano giudicati dalle autorità competenti, nel rispetto del proprio diritto di difesa; i colpevoli puniti e i danni adeguatamente riparati, in modo che siano garantite la trasparenza, il recupero di credibilità delle istituzioni e ristabilita la giustizia.

La maniera con cui vengono condotte le campagne elettorali favoriscono una condizione fisiologica che contribuisce fortemente alla crisi come quella che il paese sta affrontando in questo momento.

Una delle più evidenti manifestazioni della crisi attuale è l’impeachment della presidente della Repubblica.  La Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile segue attentamente questo processo e  attende con speranza il corretto procedere delle autorità competenti, nel rispetto dell’ordinamento giuridico di uno Stato democratico di diritto.

L’attuale crisi evidenzia la necessità di un’autentica e profonda riforma politica, che assicuri l’effettiva partecipazione popolare, promuova l’autonomia dei poteri della Repubblica, ripristini la credibilità delle istituzioni, assicuri la governabilità e garantisca i diritti sociali.

Secondo la Costituzione federale, i tre poteri della Repubblica compiano integralmente le loro responsabilità. Il bene della nazione impone a tutti il ​​superamento degli interessi personali, partitici e corporativisti. La polarizzazione delle posizioni ideologiche, in un clima fortemente emotivo, genera la perdita di obiettività e può portare a divisioni e violenze che minacciano la pace sociale.

Esortiamo il popolo brasiliano nel preservare i valori alti della convivenza democratica, del rispetto verso il prossimo, della tolleranza e del sano pluralismo, promuovendo il dibattito politico con serenità. Manifestazioni popolari pacifiche contribuiscano al rafforzamento della democrazia. I media hanno un importante compito nell’informare e formare l’opinione pubblica con fedeltà ai fatti e rispetto per la verità.

Noi crediamo nel dialogo, nella saggezza del popolo brasiliano e nel discernimento dei leader nella ricerca di cammini capaci di garantire il superamento della crisi attuale e la preservazione della pace nel nostro Paese. «Tutti i cristiani, inclusi i pastori, sono chiamati a preoccuparsi nel costruire un mondo migliore» (papa Francesco).

Chiediamo la preghiera di tutti per la nostra Patria. Dal Santuario della Madonna di Aparecida, invochiamo la benedizione e la protezione di Dio su tutta la nazione brasiliana.

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