“L’Incudine” invade la Spagna

di: Francesco Strazzari

Il movimento L’Incudine (El Yunque) viene dal Messico ed è nato per opporsi con fermezza all’anticlericalismo dello stato tra il 1926 e 1929. Il suo scopo era quello di «instaurare il regno di Dio sulla terra», costituendosi come un’organizzazione occulta che difende l’idea del cristiano pensato come persona a metà strada tra il monaco e il soldato.

El Yunque Spagna

L’identikit del movimento

Vida Nueva, che ne tratta ampiamente (n. 3.029), cita il libro di Santiago Mata, noto storico: El Yunque en España. La sociedad secreta que divide a los católicos (Amanecer, 2015). Lo descrive come una società segreta, integralista che, sfruttando il movimento “cristero” degli anni della persecuzione messicana – con il quale peraltro, secondo lo storico, non ha nulla a che vedere – e contrastando un anticlericalismo ispirato alla massoneria, lo combatte con le stesse armi:

  • la priorità assoluta (le attività dell’organizzazione prevalgono su qualsiasi impegno familiare o lavorativo),
  • la disciplina,  intesa come obbedienza incondizionata, addirittura al di sopra della propria coscienza,
  • la riservatezza (l’obbligo di mantenere il segreto su quanto accade nell’organizzazione; non se ne può parlare neppure in confessionale).

Chi aderisce al movimento deve sottoporsi a un giudizio. Cosa che avviene in cerimonie intime, con poche persone presenti, sempre membri attivi dell’organizzazione. Si indossano camicie bianche e bracciali con il simbolo yunquero: una specie di croce rovesciata a forma di Y, nera su un cerchio bianco e circondata da un fondo rosso.

Queste le parole del giuramento: «Accetto di integrarmi nel El Yunque come attività principale della mia vita. Giuro di conservare la più assoluta riservatezza sull’esistenza dell’organizzazione, sui suoi componenti, sulle sue azioni e strategie. Giuro, come cavaliere cristiano, di difendere, anche a costo della mia vita, questo strumento che Dio ci ha dato per instaurare il suo regno sulla terra».

Per nascondere la propria adesione al movimento, si arriva a non parlarne in famiglia e neppure con il direttore spirituale. C’è un avvertimento esplicito al rito d’ingresso, che suona così: se tu entri per scherzo o per curiosità o sbatti la porta, sappi che troverai in ognuno dei membri un «giudice giustiziere».

El Yunque è molto presente in Messico, soprattutto a Puebla, dove addirittura è riuscito a fondare l’Università popolare autonoma dello stato di Puebla (UPAEP), e in molti paesi del Sudamerica, come Cile e Perù, dove sono in contatto con il Sodalizio di vita cristiana, fondato da Luis Figari, cacciato dal movimento per una serie di abusi sessuali.

El Yunque – bisogna riconoscerlo – ha avuto l’approvazione del cardinale primate del Messico, Norberto Rivera Carrera che, nel 2011, nominò come cancelliere dell’arcidiocesi José Víctor Ortíz Montes, un “cruzado”.

El Yunque arrivò in Spagna nel 1976 e si diffuse soprattutto a Barcellona e a Madrid, trovando terreno fertile negli ambienti giovanili universitari vicini a Fuerza nueva  e a Comunión Tradicionalista Carlista, sempre con l’idea di trasmettere ai membri l’idea che la transizione spagnola verso la democrazia avrebbe portato all’anticlericalismo.

La Chiesa spagnola

Osserva lo storico Santiago Mata che il primo grande evento pubblico di El Yunque avvenne a Madrid nel 1982 con un congresso di studenti cattolici, organizzato per ricordare la figura di Marcelino Menéndez Pelayo e per rivendicare «l’università cattolica, ispanica e libera di fronte alla demagogia marxista». Il dittatore Francisco Franco arrivò a nominare nel 1973 presidente del consiglio Carlos Aria Navarro.

Andò profilandosi la creazione di un gruppo che avrebbe preso il nome di Hazte Oir, una specie di schermo di El Yunque in Spagna, che non ha niente di cristiano, con principi che tradiscono lo spirito del vangelo e il retto comportamento: la menzogna, il segreto, l’occultazione, la manipolazione delle coscienze, la disobbedienza ai pastori, lo spionaggio, il giuramento d’ingresso, come afferma il sacerdote Luis Santamaria, che è addentro alla materia.

Nato ufficialmente nel 200, Hazte Oir è riuscito ad aggregare un bel numero di altri gruppi (oltre 15) intorno alle battaglie per la difesa della vita, della famiglia, della libertà religiosa, arrivando addirittura a creare, a livello mondiale, il movimento CitizenGo con fondi che arriverebbero persino dall’Unione Europea. Pare che diversi vescovi spagnoli siano stati ingannati. Martinez Camino, ad esempio, già segretario della Conferenza episcopale, benedisse una sede di Hazte Oir nel 2013. Il card. Canizares ne lodò l’attività, il vescovo Reig Pla e il card. Sebastian hanno ricevuto benemerenze e premi.

Intervistato da Vida Nueva, il vescovo ausiliare di Getafe, alle porte di Madrid, José Rico Pavés, già segretario della Commissione episcopale spagnola della dottrina della fede, ha ammesso che alcuni membri della direzione di Hazte Oir sono membri di El Yunque.

In Spagna i fedeli aspettano un pronunciamento ufficiale della Conferenza episcopale per fare chiarezza. Netta comunque la condanna di Rico Pavés, che ha ricevuto minacce e insulti. E come lui molti altri critici di Hazte Oir e di El Yunque.

Lo stesso papa Francesco ha ricevuto un dossier sui pericoli e i danni di questi movimenti, che – a quanto si sa – hanno raggiunto un elevato grado di presenza. Parecchi dei loro membri sono presenti nei movimenti ecclesiali, negli organismi diocesani e addirittura nelle istituzioni pontificie. Si parla che si siano infiltrati anche nell’“Aiuto alla Chiesa che soffre” e nel Consiglio pontificio dei laici.

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