
Mercoledì 25 febbraio è stato presentato a Monaco di Baviera un rapporto di 450 pagine sugli abusi commessi dai francescani della provincia tedesca dal 1945 ad oggi. Su 2.500 confratelli, l’IPP (Institute for Research and Project Consulting) ha fornito i risultati di un’indagine condotta fra il 2023 e il 2026: oltre 100 le vittime, 98 gli abusanti, il 4% della provincia religiosa.
Il picco degli abusi si colloca fra il 1950 e il 1970 e riguarda in grande prevalenza bambini e ragazzi fra i 10 e i 15 anni, anche se non mancano le ragazze in discernimento vocazionale.
I luoghi più interessati sono i collegi, ma anche altre istituzioni come le parrocchie: Vossenack, Ottbergen, Dorsten (Renania) e Vlodropo (Olanda).
Fra i dati più inquietanti è il fatto che nessun caso è emerso grazie a denunce di confratelli. La data discriminante è il 2011 quando i responsabili dell’Ordine hanno deciso di porre attenzione ai casi e di accettare le norme progressivamente introdotte nelle pratiche ecclesiali. Non casualmente il 90% dei casi è emerso dopo il 2010.
L’indagine ha preso avvio in seguito alla dichiarazione congiunta dei superiori maggiori d’intesa con il commissario nominato dal governo federale nel 2021.
Le denunce sono emerse grazie alle famiglie dei ragazzi e gli psicologi sociali dell’IPP hanno sottolineato, in particolare, le domande intrusive ai ragazzi prepuberi sulla loro sessualità. Gran parte degli abusanti è morta, ma la memoria delle vittime è ancora ferita.
Il loro portavoce, Peter Krosch, accusa i superiori del passato di aver ritardato per anni le indagini, insabbiando i procedimenti. «Leggere nero su bianco ancora una volta l’irresponsabilità di un intero sistema mi lascia senza fiato».
Non tacere e non nascondere
Il ministro provinciale, p. Markus Fuhrmann, ha promosso e presentato il rapporto. In una dichiarazione ha onorato le vittime:
«I confratelli delle nostre comunità religiose vi hanno inflitto profonde sofferenze, fisiche, emotive e spesso anche relative alla vostra fede […] A nome della provincia francescana tedesca vorrei chiedere perdono a tutte le vittime per la violenza sessuale e l’abuso spirituale che hanno subìto. Chiedo il vostro perdono per questi atti orribili. E chiedo il vostro perdono per le mancanze di coloro che hanno ricoperto posizioni di responsabilità: coloro che non hanno visto, non hanno ascoltato, non hanno agito in modo adeguato. So che non possiamo pretendere questo perdono. Possiamo solo chiederlo. Sono consapevole che le parole non possono cancellare la sofferenza. Ma il silenzio sarebbe un altro fallimento. Ecco perché è importante per me assumermi oggi la responsabilità e riconoscere la colpa dall’interno della nostra famiglia religiosa».
Sono delitti che contraddicono le attese e l’identità dei consacrati, ma «lo studio dimostra chiaramente che la violenza sessuale ha fatto parte della storia del nostro ordine. Documenta atti di violenza. Espone problemi strutturali. E mostra quanto profonde e durature possono essere le conseguenze per le persone colpite. Spesso per tutta la loro vita […] Vedere alcuni dei miei confratelli che sono stati importanti per il mio percorso all’interno dell’ordine religioso apparire in retrospettiva sotto una luce diversa e più oscura è devastante e doloroso. Altrettanto dolorosa la consapevolezza che all’interno delle nostre comunità esistevano dinamiche che favorivano l’ingiustizia e ne rendevano più difficile la denuncia. Questo mi fa vergognare profondamente».
Dal rapporto si parte per un lavoro di prevenzione e per migliorare le procedure di intervento nell’intento di sviluppare strutture che garantiscano sicurezza maggiore ai bambini e ai ragazzi.
Nello specifico il vicario generale, p. Stefan Federbusch, intende avviare una task force per attuare le raccomandazioni del rapporto, sviluppare momenti di memoria, relazionare da qui a un anno per una verifica. Sono programmati tre incontro fra i 180 confratelli della provincia per illustrare e confrontarsi sui risultati e promuovere una cultura in cui le vittime siano ascoltate, protette e prese sul serio.
Il rapporto riguarda la provincia dell’ordine dei frati minori (OFM), la maggiore delle tre famiglie storiche francescane, con circa 13.000 confratelli nel mondo, Le altre due sono l’ordine dei frati minori conventuali (OFM conv.) con circa 4.300 confratelli a livello mondiale e ordine dei frati minori cappuccini (OFM cap.) con circa 10.800 confratelli nelle varie province.





