Vittime, abusatori e omertà

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Una nuova pubblicazione open access della Facoltà teologica del Triveneto affronta il tema degli abusi sessuali su minori, tra silenzi colpevoli e responsabilità collettiva, della Chiesa e della società.

«Questo è il nostro segreto» è la tipica frase che l’abusatore, con tenerezza e garbo, pronuncia alla sua giovane vittima. Ogni segreto, per essere tale, deve essere mantenuto nel silenzio. È un silenzio dalle molte facce: è il silenzio della vittima che non ha i mezzi per parlare e denunciare, quello imposto dall’abusatore, nonché l’omertà del contesto che protegge e permette attivamente che gli abusi sessuali accadano.

Affronta questo tema, scottante e attuale, il libro digitale open access Questo è il nostro segreto. Vittime, abusatori e omertà di Chiara Codardini, pubblicato per il marchio Triveneto Theology Press della Facoltà teologica del Triveneto (Theology, 12, pp. 136).

Questo lavoro intende contribuire a spezzare la soffocante cate­na di silenzio esplorando la drammatica realtà dei crimini sessuali a danno di persone minorenni attraverso un’analisi di tutti i soggetti coinvolti (vittime, abusatori e contesto), con particolare attenzione e cura per le persone vittime.

L’obiettivo finale è proporre delle possibilità di rinascita e di prevenzione at­traverso alcune prassi pastorali, lo studio del sistema-Chiesa e uno schema di benedizione del corpo e dello spirito profanato.

L’autrice invita, innanzitutto, a non usare il termine abuso – che tende a indicare un possibile uso di cose che in sé stesse nulla hanno di negativo (abuso edilizio, abuso di alcol) – ma piuttosto il termine crimine – che richiama una piena resposabilità: non esiste una forma di sessualità giusta, o ritenibile corretta e avente implicazioni positive, agita con una persona minorenne: «anziché di “abuso sessuale su minori” – insiste – è opportuno parlare di crimine sessuale a danno di persone minorenni”».

Le ferite «non vanno mai prescritte», men che meno in un contesto criminale che tace, nasconde, permette con un silenzio colpevole l’accadere di tante situazioni di violenza, per anni. Come conferma l’accompagnamento di tante vittime, a volte il dolore viene non solo dalla violenza subìta ma ancora di più dall’inerzia e dalla compiacenza delle persone che, nell’ambiente, sanno che cosa sta avvenendo e non intervengono.

Se, da un lato, i dati portati da Codardini all’inizio del suo lavoro rivelano una diffusione del fenomeno particolarmente sconcertante (un/a bambino/a su cinque in Europoa è vittima di abuso sessuale) – evidenziandone l’effetto collaterale più prossimo nella riduzione al silenzio dei sogggetti coinvolti –, dall’altro lato, le storie delle vittime, raccolte con umiltà e rispetto, permettono di addentrarsi nei drammi personali, di intravvedere le ferite inferte ma anche di approfondire gli aspetti psicologici del trauma, nel breve e nel lungo periodo: «Sono storie di vita di persone che, nonostante il male subìto, hanno ricominciato a vivere», evidenzia Codardini.

Successivamente vengono approfonditi il profilo dell’autore di crimini sessuali a danno di pesone minorenni, assieme ad alcuni aspetti dell’abuso sessuale: la volontà dell’autore, la dinamica abusante, il contesto che permette attivamente l’abuso.

Alla luce di questo, è evidente che la responsabilità riguarda le singole persone, ma anche il contesto delle parrocchie, delle scuole, dei centri pastorali, dei centri sportivi, dell’intera società.

Le ferite provocate dai ministri della Chiesa, in particolare, chiamano in causa la necessità di considerare, rinnovare e mettere in atto prassi pastorali che garantiscano ambienti sicuri e protettivi.

Curare, formare e prevenire sono gli obiettivi da raggiungere. «È poco utile soffermarsi ad analizzare il singolo soggetto abusante, perché, dove c’è un abusatore, c’è un contesto che lo accompagna» sottolinea Codardini, e aggiunge: «È necessario un cambio di paradigma. È possibile sperare di arginare i crimini sessuali solo se si identificano le cause sistemiche che alimentano il contesto abusante».

Per questo, propone una riflessione sul sistema-Chiesa con un duplice obiettivo: «Primariamente, perché la Chiesa possa diventare ambiente sicuro e credibile; in secondo luogo, perché la riflessione da parte della Chiesa su sé stessa apre alla possibilità di diventare archetipo per tutti gli altri sistemi sociali».

Infine, l’autrice suggerisce uno schema di “Benedizione del corpo e dello spirito profanato” da celebrare nelle comunità insieme alle persone vittime, dove la benedizione diventa simbolo reale di vicinanza di tutta la comunità e richiesta di guarigione».

  • CHIARA CODARDINI, Questo è il nostro segreto. Vittime, abusatori e omertà, Collana: Theology, 12; Ed. Triveneto Theology Press, pp. 136, ISBN 979-12-81328-20-4 (pdf) – ISBN 979-12-81328-23-5 (carta). Chiara Codardini ha conseguito la licenza in Scienze religiose. Sta proseguendo gli studi teologici ed è docente di religione cattolica in una scuola secondaria di Bassano del Grappa (VI).
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