Missione a Odessa

di:
mean

Manifestazione del MEAN (foto: Luca Daniele)

Il MEAN si spinge a Odessa con la stessa motivazione di sempre: essere fisicamente accanto alla popolazione ucraina, testimoniando la forza trasformativa della nonviolenza con la presenza dei corpi disarmati, e contemporaneamente provocare l’empatia nella società civile europea alla questione ucraina, aggredita al di là del suo confine da fake news di ogni genere.

Inoltre, come MEAN ci rechiamo in Ucraina perché l’UE ascolti la nostra proposta, scritta con gli ucraini ed in Ucraina, dell’istituzione dei Corpi civili di pace da inviare prontamente quando ci sarà la prima vera tregua e l’istituzione di Commissioni verità e riconciliazione per la Crimea, il Donbass e l’invasione su larga scala.

Come MEAN non abbiamo mai abbandonato il sogno di mobilitare un milione di civili europei sul fronte ucraino, ma abbiamo capito che c’è bisogno di avere un vero seguito in Europa perché la nostra proposta sia convincente, autorevole e vada oltre il semplice il buon proposito.

E abbiamo capito che la nostra autorevolezza risiede e cresce proprio nella capacità di organizzare missioni che sembravano impossibili prima di averle organizzate, missioni che dimostrano che il dio della guerra è sempre nudo, e che bastano poche decine di persone che si recano a Leopoli, Kyiv, Horodnya, Brovary, Mykolaiv, Kharkiv per dimostrare che le armi non hanno il potere di immobilizzare l’intera società civile europea (compresa quella ucraina). Una società che, sia con la resistenza ad ogni oppressione che con i mezzi della nonviolenza, desidera un futuro diverso per sé e per gli altri ed è disposta a difenderlo in prima persona, oltre gli eserciti ed i governi.

Riteniamo inoltre decisivo accompagnare il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Questa nuova ed importante adesione non può e non deve essere una mera questione intergovernativa, non deve essere vissuta dagli europei come una sorta di concessione burocratica, deve andare di pari passo con una forte spinta dal basso della società civile.

Odessa è anche l’immagine plastica dell’irrazionalità delle pretese violente di Putin e del suo esercito, che aggredisce da febbraio del 2022 la città più bella del Mar Nero, pur non appartenendo alle famose quattro regioni che vorrebbe annettere, per il solo motivo di volerla per sé e di piegare l’identità nazionale degli ucraini.

Con questa missione vogliamo continuare il nostro lavoro di «provocatori dell’Aurora», secondo l’espressione di don Tonino Bello. Attraverso la riconosciuta affidabilità del MEAN, vogliamo rafforzare la rete di amicizia tra le società civili italiane, europee e ucraine, coinvolgere nuove generazioni, famiglie e realtà associative e dimostrare che una mobilitazione nonviolenta della società civile europea è possibile. Per questo andiamo a Odessa.

Cosa faremo: azioni di volontariato per la città e con la città; azioni forti e simboliche a sostegno della resistenza ucraina; messa in cattedrale e preghiera interconfessionale al parco Schevchenko; momenti di confronto con i giovani universitari e gli scout su futuro dell’Ucraina e qualità della democrazia europea; incontro tra sindaci italiani e della regione di Odessa; confronto con ingegneri sui problemi delle infrastrutture idriche della regione; confronto tra medici sullo stato di salute del sistema sanitario ucraino; confronto sui Corpi civili di pace europei.

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