La storia di Susanna

di:

scaiola

La storia biblica di Susanna, donna piena di fede e di fedeltà al proprio stato di donna sposata e madre, che subisce un tentativo di stupro da parte di due anziani giudei giudici del popolo, è molto conosciuta e apprezzata.

Il racconto è inserito nel libro profetico di Daniele, scritto in aramaico, greco ed ebraico.

Questo capitolo non è accettato nei libri canonici dagli ebrei e dai protestanti.

L’originale greco è stato trasmesso in due versioni: la LXX (testo più breve) e quella di Teodozione, un proselito ebreo di Efeso che nel secondo secolo rivede tutta la Bibbia greca. Il testo di Teodozione è ritenuto migliore dalla tradizione latina, che lo recepisce nella traduzione della Vulgata, a sua volta impiegata come testo base dalla traduzione adottata nella liturgia cattolica. In questa tradizione il capitolo è considerato deuterocanonico, quasi con un’autorità minore rispetto agli altri testi.

La posizione del capitolo di Susanna all’interno del libro di Daniele varia: nella versione di Teodozione si trova prima del c. 1; nella Vulgata è inserito dopo il c. 12. La tradizione cattolica segue Teodozione, ma, in questo caso, segue il posizionamento attribuito dalla Vulgata, dopo il c. 12. Nel papiro 967 è inserito dopo la storia di Bel e il drago (c. 14).

Il genere letterario è difficile da definire, ma potrebbe trattarsi di una specie di midrash, un racconto che compone un testo con molte allusioni ad altri testi biblici, dai quali trae elementi per la sua stessa interpretazione.

Donatella Scaiola, professoressa emerita della Pontificia Università Urbaniana e attualmente docente presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, lo interpreta come una storia in cui sono presenti elementi di sovversione dell’ordine stabilito.

Doppo un’Introduzione (pp. 5-19), l’autrice fornisce il testo biblico nella traduzione CEI 2008 con una sua strutturazione (pp. 11-18): Introduzione (vv. 1-4, e non vv. 1-5 come scritto a p. 11 r. 6); Gli anziani (vv. 5-14); Susanna e gli anziani (vv. 15-27); Il processo a Susanna (vv. 28-44); Daniele (vv. 45-59); Conclusione (vv. 60-64).

L’interpretazione del testo

Nel c. 2 (pp. 19-38) vengono analizzate le varie parti del racconto.

Gli anziani, che si pensavano essere custodi integerrimi della Legge e chiamati a giudicare il popolo, ardono di passione per la bellissima Susanna, sposa di Eliakìm e madre, che fa il bagno nel suo pardes/paradeisos (giardino chiuso da muro). Il loro tentativo di stupro, pensato possibile a causa dell’autorità goduta dagli anziani in un eventuale giudizio, viene respinto da Susanna che prega Dio e si affida a lui.

Tutti gridano e viene convocato il giudizio, dove tutta la famiglia di Susanna compare in pianto (anche se il marito non muove un dito per lei). Secondo Teodozione, il giudizio avviene in casa di Eliakìm, secondo i LXX avviene in sinagoga.

Mentre Susanna, condanna per adulterio, sta per essere condotta a morte, lo Spirito suscita il giovane Daniele, che sovverte l’ordine costituito. Un giovane è dotato di saggezza, mentre gli anziani giudici sono gonfi solo di orgoglio e di morbosità sessuale.

Ritornati in tribunale, Daniele separa i due giudici e smonta le loro accuse a partire dalla diversità degli alberi sotto cui avrebbero visto giacere Susanna con un giovane. I due giudici saranno condannati alla stessa pena (squartamento) prevista per Susanna, ingiustamente accusata.

Intertestualità

Il racconto di Susanna è riccamente intarsiato di intertestualità. Giudicandolo una specie di midrash, alcuni notano numerose allusioni ad altri testi biblici, con una tecnica interpretativa e un genere letterario che si svilupperà alcuni secoli più tardi nel giudaismo.

La storia di Susanna può essere accostata a quella di Giuseppe (Gen 39), ingiustamente accusato – stavolta a parti invertite – di aver tentato lo stupro della moglie del sacerdote Potifàr.

Susanna mostra addentellati anche con Gen 2–3: c’è il tema del paradiso, quello della vergogna e del nascondimento. Il giudizio avviene nel giardino ed è presente il tema dalla morte; si menziona anche una spada ed è presente il tema degli alberi (a p. 44: a me risulta che Adamo ed Eva non dovevano toccare l’albero della conoscenza del bene e del male, non quello della vita…).

«Si potrebbe dire – annota Scaiola – che la storia di Susanna rielabora e attualizza il racconto delle origini, mostrando che il paradiso è riguadagnato tutte le volte che i malvagi sono coraggiosamente confusi da una donna che si mantiene fedele a Dio» (p. 44).

Atri riferimenti intertestuali sono Dn 3,5, Gen 38 con la storia del rapporto incestuoso fa Tamar e Giuda, il comandamento di non commettere adulterio, violato da Davide con Betsabea (a cui si aggiunge la cinica uccisione del marito Uria).

Falsa testimonianza e omicidio sono presenti in 1Re 2 (la storia della vigna di Nabot, fatto uccidere da Acaz su istigazione di Gezabele).

La scena del bagno di Susanna allude chiaramente a 2Sam 11,2 dove si narra della bramosia sessuale di Davide per Betsabea. Scaiola sdebita pienamente Betsabea dall’aver provocato volontariamente Davide. Il giudizio dell’autore biblico-Dio è chiaro: «Ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore» (2Sam 11,27c).

Il resto del libro di Daniele

In rapporto al resto del libro di Daniele, si può notare che il racconto di Susanna è un esempio di fedeltà a Dio e di preghiera e presenta la stessa disponibilità al martirio espressa dai tre giovani che si rifiutano di adorare la statua d’oro e per questo vengono buttati nella fornace ardente (Dn 3).

Il tema della fedeltà a Dio, presente in Dn 1–2 e nel racconto di Susanna, permette di interpretare questi racconti come storie che assicurano la protezione di Dio nei confronti di chi gli è fedele.

Le somiglianze fra Dn 1–6 e il racconto di Susanna fanno pendant con le differenze.

Susanna è una donna, e non un uomo; i persecutori sono giudei e non stranieri. Questa complementarità mostra che il Dio di Israele è giusto e punisce anche il suo popolo quando pecca, non solo gli altri, gli stranieri.

Altri temi che collegano la storia di Susanna e il libro di Daniele sono: la fedeltà alla Legge, il giudizio, il rapporto tra sapienza e follia. Susanna sceglie la sapienza; la follia degli anziani è maggiore di quella dei re stranieri.

Il libro di Daniele affronta il tema della capacità di ciascuno, maschio o femmina, vecchio o giovane, di agire in modo responsabile e di essere premiato o punito per le sue azioni: in Dn 13 si tratta di una donna, nel c. 3 dei tre giovani e poi di Daniele.

Temi teologici

Temi teologici rilevanti sono quelli dell’apparenza vs realtà. La vera sapienza non è legata tradizionalmente all’età, collegando sapienza ed esperienza proveniente dalla maturità della vita, ma viene da Dio.

Susanna, donna di fede, non adultera, una credente, si contrappone agli anziani che abusano del loro potere. Il contrasto tra la fede in Dio di Susanna e gli anziani malvagi sarebbe la chiave per comprendere la storia.

La sorta di parabola di Susanna mostra la necessità di non fermarsi alle apparenze, ai luoghi comuni, sviluppando invece la capacità di discernimento che porta anche a mettere in discussione le convenzioni e i ruoli di genere.

Altro tema rilevante è quello del potere e dell’amministrazione della giustizia. Si sottolinea il fallimento della giustizia e al centro della storia ci sarebbe la critica rivolta ad una certa leadership incarnata dagli anziani.

Alcuni autori ritengono che la storia denunci l’ingiustizia e la mancanza di legge nella comunità. Ci sarebbe una critica rivolta al potere giudiziario del giudaismo antico, particolarmente nel contesto della diaspora giudaica. Susanna sarebbe la voce che rappresenta il debole e chi non ha voce in comunità. Il lettore sarebbe, dunque, invitato a emulare il coraggio di questa donna, a condannare i giudizi malvagi e corrotti e ad essere promotore della giustizia sociale nel proprio contesto.

Qualcuno pensa che il racconto di Susanna sia stato composto a partire dal testo profetico di Ger 29,22-23. I farisei ritenevano che, se si scopriva che un testimone aveva giurato il falso, questi doveva subire lo stesso destino riservato per le loro vittime prima della promulgazione della sentenza. I farisei pensavano, invece, che i falsi testimoni dovevano essere puniti anche se solo avevano coltivato l’intenzione di testimoniare il falso, sempre basandosi su Dt 19,19.

Altri temi teologici potrebbero essere: il racconto promuove l’osservanza dei valori religiosi giudaici pure nel contesto della diaspora; il lettore deve continuare a confidare in Dio e a denunciare l’ingiustizia sociale; il testo denuncia il fatto che la non osservanza della Legge e la malvagità hanno corrotto molti giudei esiliati; Dio identifica e protegge il giusto. Infine, si sottolinea che la storia di Susanna insegna che la castità e la pietà prevalgono sull’arroganza e sulla malvagità, anche se la minaccia proviene da membri rispettabili della comunità.

Ricezione

Nel c. 4 (pp. 57-72) l’autrice propone diversi esempi di ricezione della storia di Susanna. Si limita ai primi cinque secoli della tradizione cristiana, citando le interpretazioni allegoriche e morali di vari padri della Chiesa. Susanna viene lodata per la sua pietà, preghiera, castità, fedeltà al matrimonio e diventa anticipo profetico della Chiesa, di Maria e anche di Gesù…

L’iconografia cristiana dei primi secoli mostra sempre fedeltà al racconto, nei suoi tre quadri principali, mantenendo uno sguardo sereno e non morboso sulla vicenda. Susanna compare sempre vestita e simbolo di casta fedeltà al marito e a Dio.

L’iconografia del rinascimento mostra una erotizzazione crescente della rappresentazione della vicenda, dove Susanna compare sempre seminuda.

Un breve capitoletto sulla violenza nell’AT (in particolare verso le donne) conclude questo saggio di Scaiola, molto chiaro, sintetico e suggestivo.

La studiosa riporta lodevolmente sempre per esteso le citazioni bibliche impiegate nell’argomentazione.

Un breve bibliografia (p. 89) invita ad approfondire l’argomento.

  • DONATELLA SCAIOLA, La storia di Susanna. Sovversione dei ruoli e convenzioni (Bibbia per te 57), Edizioni Messaggero, Padova 2026, pp. 96, € 12,00, ISBN 9788825058826.
Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento