
Care sorelle e cari fratelli del Monastero di Bose, care sorelle e cari fratelli della Fraternità monastica della casa della madia di Albiano, cari fratelli della Fraternità Pieve di Cellole,
vi scriviamo a qualche giorno di distanza dalla morte del vostro (ma anche nostro) fratello Enzo. La notizia ci era giunta martedì 1° settembre, inaspettata e dolorosa. Siamo andati a casa della Madia per un breve e commosso saluto, insieme alle tante persone che, come noi, sentono una profonda gratitudine per ciò che da lui abbiamo ricevuto.
Bose ha in qualche modo accompagnato gran parte della nostra vita. Ricordiamo la semplicità ruvida e coraggiosa dei primi tempi e abbiamo poi seguito con gioia la sorprendente fioritura che via via si manifestava. Abbiamo ricevuto davvero tanto!
Come voi e come tanti amici e tante amiche della comunità, abbiamo vissuto con sofferta costernazione la crisi che, negli ultimi anni, ha spezzato la fraternità.
Ma proprio nel momento triste e buio della notizia della morte di fr. Enzo, abbiamo saputo – ed è stato per noi motivo di immensa gioia – che, in occasione della festività della Trasfigurazione del Signore, egli, consapevole di essere ormai alla fine dei suoi giorni, aveva espresso, in un messaggio inviato a fr. Sabino, il vivo desiderio di «trovare cammini di riconciliazione» con le sorelle e i fratelli di Bose.
Desiderio immediatamente accolto e condiviso da fr. Sabino e da lui ribadito nel discorso di apertura del Convegno ecumenico internazionale di Spiritualità ortodossa che si è tenuto a Bose questa settimana. Desiderio che non ha potuto concretizzarsi solo a causa del peggioramento repentino della salute di fr. Enzo.
Ci è sembrato di ricevere un ultimo, inatteso (ma in realtà sempre atteso e sperato) regalo di Enzo.
Ed ora speriamo vivamente che il vostro desiderio di riconciliazione e di pace si concretizzi al più presto. Nei modi che saprete trovare, forse anche mantenendo e valorizzando specificità di esperienze diverse che sanno però collaborare a servizio del Regno di Dio, nella compagnia delle donne e degli uomini dei nostri tempi che a voi continuano a fare riferimento.
Un caro saluto, fraterno e sororale, a tutti e a tutte.
12 settembre 2026





