
«Il cammino si fa camminando». Questa citazione di Antonio Machado, poeta spagnolo molto noto in America Latina, può essere applicata in modo appropriato al processo di attuazione del Sinodo mondiale da parte della Chiesa latinoamericana.
ùCome sottolinea Carlos Galli, questa Chiesa vanta «una ricca storia di esperienze conciliari, sinodali e collegiali» che si estende su un lungo arco di tempo. Diverse Chiese locali seguono ormai da tempo un percorso sinodale senza aver mai utilizzato questo termine. Ne ho fatto esperienza, ad esempio, per quasi vent’anni nelle Chiese locali della regione amazzonica del Perù.
Esperienze di apprendimento nella sinodalità
Il Sinodo dell’Amazzonia (2019), con i suoi processi di ampio respiro di ascolto reciproco e di deliberazione, ha dato un contributo significativo alla sinodalità. Partendo da questo, la Prima Assemblea Ecclesiale dell’America Latina e dei Caraibi (2021) ha segnato un’altra pietra miliare.
Ha portato in primo piano i laici come attori ecclesiali che condividono la responsabilità per la Chiesa, e ha chiarito che i vescovi e tutti gli altri ministri ordinati, come i laici, sono membri del popolo di Dio e sono chiamati a esercitare il loro ministero al servizio del popolo di Dio.
La Prima Assemblea Ecclesiale dell’America Latina e dei Caraibi, con i suoi punti di forza e di debolezza, è stata un’esperienza autenticamente sinodale e, al tempo stesso, un’importante esperienza di apprendimento in materia di sinodalità.
Il Sinodo Mondiale ha fornito l’impulso per rafforzare le strutture, le procedure e le pratiche sinodali esistenti e per sviluppare ulteriormente quelle necessarie per crescere nella sinodalità nello spirito di comunione, partecipazione e missione.
Un ecosistema sinodale
In America Latina e nei Caraibi vi è ora una maggiore consapevolezza tra il popolo di Dio riguardo al Sinodo mondiale e ai suoi orientamenti. A ciò contribuisce il cosiddetto ecosistema sinodale panamericano «Together, Juntos, Sieme». Si tratta di una piattaforma di formazione digitale sviluppata dalla Conferenza Episcopale Latinoamericana e dei Caraibi (CELAM) e dal suo «Centro Biblico-Teologico-Pastorale per l’America Latina e i Caraibi» (CEBITEPAL), in collaborazione con la Facoltà di Teologia dell’Università di Santa Clara (USA).
Da ottobre 2025 offre un corso online aperto a tutti (MOOC) sullo studio e l’attuazione del documento finale del Sinodo mondiale, che è multilingue e gratuito.
Mettere in pratica la sinodalità richiede strutture e procedure
Il CELAM e il CEBITEPAL sono attori chiave nella promozione dell’attuazione continua delle varie iniziative scaturite dal Sinodo mondiale, con l’obiettivo di favorire una crescente pratica della sinodalità all’interno delle Chiese locali, a livello regionale e in tutta la Chiesa dell’America Latina e dei Caraibi.
Il CELAM ha proseguito la pratica sinodale di tenere incontri annuali in quattro regioni geografiche consolidate da tempo, ai quali partecipano, insieme ai rispettivi vescovi, rappresentanti delle Chiese locali e di varie organizzazioni e istituzioni ecclesiali – come la Caritas per l’America Latina e i Caraibi e altre.
È emersa chiaramente una crescente consapevolezza del fatto che una conversione spirituale verso una maggiore sinodalità vissuta nella Chiesa richiede assolutamente le strutture e le procedure necessarie. Queste devono essere inculturate nei diversi contesti dell’America Latina e dei Caraibi.
A tal fine, è essenziale coinvolgere attivamente il maggior numero possibile di membri del popolo di Dio, con le loro diverse vocazioni, in questo processo che è già iniziato.
Reti teologiche e pastorali per la formazione sinodale
Il CEBITEPAL considera la promozione mirata della sinodalità all’interno della Chiesa dell’America Latina e dei Caraibi uno dei suoi compiti fondamentali. Ritiene che i processi di conversione e trasformazione ecclesiale verso una maggiore sinodalità richiedano una formazione continua congiunta nella fede, nella teologia e nella Chiesa per laici, religiosi, diaconi permanenti, seminaristi, sacerdoti e vescovi.
A tal fine, il CEBITEPAL promuove anche «lo sviluppo di reti teologiche e pastorali». Ha sviluppato «una serie di corsi di formazione virtuali». Come ha sottolineato il direttore del centro, Rafael Luciani, l’obiettivo non è semplicemente «trasmettere conoscenze, ma avviare processi, rafforzare le comunità e accompagnare una Chiesa che sta imparando, di fronte alle sfide attuali, a essere sinodale – cioè a camminare insieme e a lavorare insieme».
tal fine, il Centro offre corsi online su argomenti quali
- «Prospettive e sfide del documento finale del Sinodo: Verso l’Assemblea ecclesiale del 2028
- Ministeri per i laici, uomini e donne, in una Chiesa sinodale
- I diritti del popolo di Dio in una Chiesa autenticamente sinodale
La maggior parte dei corsi di formazione permanente deve essere erogata in modalità virtuale a causa delle lunghe distanze e degli elevati costi di viaggio. Il Centro sta attualmente organizzando tre sessioni di discussione virtuali sui seguenti temi
- Rafforzare una prospettiva ecclesiologica radicata nel Concilio Vaticano II
- Accesso effettivo dei laici e dei membri degli ordini religiosi a posizioni di responsabilità all’interno della Chiesa
- La creazione di ministeri e cariche in una Chiesa sinodale
Il programma ha suscitato ampio interesse. Allo stesso tempo, il CEBITEPAL offre un corso di formazione permanente su tematiche relative alla teologia pastorale sinodale, al termine del quale è possibile ottenere un certificato. Attraverso tutte le sue attività, promuove il fare teologia in modo sinodale. Il gruppo di teologi del CELAM ha curato un libro contenente contributi sui temi chiave della sinodalità e ha prodotto guide pratiche per l’attuazione del sinodo nelle parrocchie e a livello diocesano.
Formazione sacerdotale sinodale: una necessità
In molte Chiese locali cresce la consapevolezza che l’attuazione della sinodalità richieda necessariamente una riforma della formazione dei futuri sacerdoti, affinché comprendano il proprio ministero in uno spirito sinodale.
Il CELAM, insieme al CEBITEPAL, ha quindi avviato un progetto volto a studiare l’attuale formazione nei seminari diocesani, regionali e nazionali, con l’obiettivo di valutare in che misura essa sia orientata alla sinodalità, individuarne i punti di forza e di debolezza e determinare quali aspetti debbano essere riformati.
A tal fine, nei seminari si stanno conducendo sondaggi e interviste approfondite, sia tra i seminaristi sia tra coloro che sono coinvolti e/o responsabili della loro formazione. I risultati saranno poi analizzati da teologi e altri esperti – compresi coloro che sono direttamente coinvolti nella formazione – al fine di sviluppare in modo collaborativo, passo dopo passo, un nuovo concetto di formazione sinodale, stabilirne i fondamenti teologici, pratici e pastorali e avviare un progetto pilota in dialogo con i vescovi.
Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA): un organismo ecclesiastico sinodale
La CEAMA è nata dal Sinodo dell’Amazzonia come conferenza ecclesiale permanente e sinodale per la regione amazzonica, istituita nel 2020. Secondo il suo statuto, il suo scopo principale è «promuovere la sinodalità e la cura pastorale congiunta tra le Chiese della regione amazzonica» (n. 30). Si tratta di un organismo ecclesiale sinodale, il primo del suo genere nella Chiesa universale.
In quanto tale, è anche un «organismo collegiale» il cui Consiglio di presidenza comprende rappresentanti delle varie vocazioni – laici e laiche, religiosi, sacerdoti, diaconi permanenti e vescovi – nonché dei popoli indigeni.
Secondo lo statuto, il presidente deve essere un vescovo, ma condivide la responsabilità della guida della CEAMA con i due vicepresidenti e le due vicepresidenti. Nel corso degli anni, all’interno del CEAMA si è sviluppata una pratica sinodale, basata su processi di discernimento spirituale, nonché sulla consultazione congiunta e sul processo decisionale per consenso nello Spirito Santo.
Formazione per i gruppi sinodali diocesani
In Perù, la Conferenza Episcopale ha istituito una Commissione nazionale per l’attuazione del Sinodo mondiale. È presieduta dal vescovo Edinson Farfán della diocesi di Chiclayo e ha il compito di fornire ai gruppi sinodali delle diocesi, dei vicariati e delle prelature la formazione e l’aggiornamento necessari per il loro lavoro, nonché di sostenerli nel processo di attuazione del Sinodo e di accompagnarli nelle fasi preparatorie dell’Assemblea Ecclesiale del 2028.
Nel marzo 2026 si è tenuto a Lima un incontro nazionale dei gruppi sinodali della durata di diversi giorni, al quale hanno partecipato 230 delegati provenienti da 46 distretti ecclesiastici, tra cui numerosi vescovi locali. Nel corso di tavole rotonde, i partecipanti hanno lavorato insieme per approfondire la comprensione della sinodalità e del discernimento spirituale e hanno praticato il dialogo nello Spirito Santo.
Da allora la Commissione nazionale ha elaborato, in coordinamento con i vescovi, un piano di lavoro dettagliato in vista dell’Assemblea Ecclesiale del 2028. La Facoltà di Teologia della Pontificia Università Cattolica del Perù, insieme alla Conferenza episcopale peruviana, sta sviluppando un programma di formazione completo sulla sinodalità – che integra elementi sia teorici che pratici – destinato ai membri dei gruppi sinodali. L’inizio è previsto per il 2027.
In sintesi, la Chiesa in America Latina e nei Caraibi sta, per la maggior parte, proseguendo il proprio cammino sinodale. I contesti culturali, sociali ed ecclesiali, molto diversi tra loro, determinano il ritmo dei progressi in ciascun caso. In vari luoghi si riscontra una resistenza dovuta a una mentalità clericale che rimane forte, non solo tra i sacerdoti ma anche tra i laici e i membri degli ordini religiosi.
Un cambiamento di mentalità – le cui basi culturali devono essere prese in maggiore considerazione – sarà un processo di lunga durata. Si registra inoltre una resistenza da parte di alcuni movimenti ecclesiali che rifiutano, in tutto o in parte, l’ecclesiologia del Concilio Vaticano II. Ciò complica il dialogo o lo rende impossibile.
Allo stesso tempo, vi è una giustificata speranza, poiché molte attività relative alla formazione sinodale e all’attuazione del Sinodo stanno avendo un effetto moltiplicatore a livello di base, e vi sono chiari segnali che l’attuazione sia già iniziata. «Il cammino si fa camminando…».
- Pubblicato sul sito della rivista Feinschwarz (originale tedesco, qui).





