La sfida democratica della Colombia

di:
colombia

Foto LaPresse.

Versión en español

La Colombia sta attraversando uno dei momenti di polarizzazione politica più acuti della sua storia recente, aggravato da decenni di violenza armata e dai dolorosi tentativi di costruire una pace che, più e più volte, si sono scontrati con il rifiuto, la sfiducia e la frammentazione del tessuto sociale.

Ciò che un tempo veniva discusso in termini di differenze programmatiche oggi si esprime come uno scontro tra identità, quasi come una guerra tra fazioni, in cui l’avversario non è percepito come un contendente democratico, ma come un nemico.

In uno scenario simile, sembra utopistico conciliare le volontà di un popolo nella costruzione di un progetto di nazione.

***

Per chi scrive queste righe, tale polarizzazione non è un fenomeno estraneo. Il Venezuela è stato per decenni un paese di scontro permanente che ha trasformato i cittadini in nemici inconciliabili. Per molti, come me, l’unica possibilità di sopravvivere con la mia famiglia è stata quella di fuggire da una società in cui la politica ha smesso di essere lo spazio del dibattito per trasformarsi in un campo di battaglia.

Per me, lasciare il Venezuela e ricominciare da capo ha significato risvegliarmi da un incubo e tornare a sognare con speranza. Quando sono emigrato in Colombia, il mio desiderio era quello di vivere, insieme ai miei cari, in un paese stabile, capace di gestire le proprie differenze e di rispettare le proprie istituzioni.

Tuttavia, anche la realtà colombiana è cambiata; infatti, quella speranza si è via via affievolita. Ogni elezione, ogni campagna elettorale, ogni risultato alle urne lasciava una ferita che tarda a rimarginarsi. I discorsi si radicalizzano, i social amplificano l’odio e l’idea di una nazione condivisa si dissolve tra accuse reciproche.

Il venezuelano che oggi osserva la Colombia dall’interno, lo fa con un misto di riconoscimento e allarme: riconosce i segni di una malattia che ha già conosciuto e si allarma perché sa fino a dove può arrivare.

***

È indiscutibile che il popolo colombiano stia attraversando una profonda polarizzazione politica, come è emerso dalle recenti elezioni presidenziali – con il presidente eletto che ha vinto con un margine di 251.854 voti, pari a meno dell’1% del totale[1].

In questo scenario, gli oppositori si considerano nemici e le differenze ideologiche ostacolano il dialogo. Di fronte a ciò, sorge la domanda: quale tipo di leadership richiede una nazione polarizzata che cerca stabilità, sviluppo e convivenza?

Una leadership orientata al futuro non può basarsi sulla logica della vendetta, né sulla tirannia della maggioranza che permette di escludere gli altri[2]. Quando la politica si riduce a un regolamento di conti, le ferite sociali si approfondiscono e la fiducia nelle istituzioni si erode.

La governabilità richiede l’accettazione della diversità di opinioni come fonte di ricchezza democratica, il che aiuta a riconoscere che nessun settore detiene il monopolio della verità. Il dialogo deve essere uno dei pilastri del programma di governo.

***

Sebbene non appartenga al contesto colombiano, riporto ciò che considero uno straordinario esempio di dialogo avvenuto in Venezuela e che può aiutarmi a spiegare cosa intendo per «aprire spazi di dialogo». Si tratta di un episodio raccontato da María Corina Machado. Lei riferisce che, in occasione di un evento pubblico, ha conversato con una nota leader comunitaria del chavismo-madurismo, struttura politica i cui simpatizzanti le hanno causato aggressioni fisiche ampiamente documentate.

Sebbene ci si aspettasse uno scontro, entrambe le leader si sono incontrate e hanno dialogato. Anziché concentrarsi sulle loro differenze e sulle responsabilità politiche, la donna rimase sorpresa quando María Corina le chiese dei suoi figli. Lei rispose che erano emigrati all’estero, lontani dalla loro famiglia. Tutti noi affrontiamo delle perdite; un familiare che se ne va diventa un esiliato o un rifugiato.

L’intenzione di María Corina non era quella di schiacciare la macchina avversaria, ma di lavorare affinché questi figli tornino in un Venezuela pieno di opportunità e contribuiscano a ricostruire il paese, che appartiene a tutti i venezuelani. La risposta ha toccato profondamente la leader filo-governativa, che ha abbracciato María Corina Machado con grande commozione.

Al di là delle posizioni politiche, c’è un insegnamento importante: le persone condividono preoccupazioni umane fondamentali prima ancora di essere avversari ideologici. La sofferenza per la separazione familiare, la ricerca di opportunità e il desiderio di una vita dignitosa superano qualsiasi appartenenza politica – dove l’autorità, invece di cercare vendetta, vive e comprende i bisogni dell’altro. Come disse Nelson Mandela: «Se vuoi fare pace con il tuo nemico, devi lavorare con il tuo nemico. Allora diventerà tuo compagno».[3]

***

Ciò non implica promuovere l’impunità né negare l’importanza della giustizia. Una democrazia forte ha bisogno di istituzioni in grado di indagare, giudicare e punire chi viola la legge. La riconciliazione non deve essere confusa con l’impunità, e la giustizia non deve essere confusa con la persecuzione. Entrambe devono essere presenti nello stato di diritto.

Una Colombia profondamente polarizzata ha bisogno di promuovere l’ascolto. Essere leader non significa solo guidare una massa che lo sostiene. I leader che lasciano il segno sono quelli che sanno ascoltare sia i sostenitori che gli avversari. Essi comprendono che l’autorità conferita dalle urne non è una licenza per escludere, ma implica rappresentare tutti, rispettando l’opinione di ciascuno.

Governare significa rispondere alle esigenze sia di chi festeggia la vittoria sia di chi la osserva con preoccupazione o scetticismo. Il progresso delle nazioni dipende dalla capacità dei loro leader di costruire ponti anziché approfondire le divisioni. Il dialogo, il rispetto istituzionale e la ricerca del bene comune non eliminano le differenze, ma ne facilitano la gestione in modo civile, coerente e produttivo.

***

Papa Francesco ha affermato che la vera politica non può ridursi allo scontro tra vincitori e vinti. Al contrario, la grandezza politica si manifesta quando, nei momenti difficili, si agisce in base a grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine. Sulla stessa linea, Francesco propone una cultura del dialogo, dell’amicizia sociale e dell’incontro, capace di integrare le differenze e superare la logica della polarizzazione[4]

In una Colombia profondamente polarizzata, ignorare questa sfida significherebbe aumentare il rischio che le tensioni politiche si aggravino e rendano difficile la costruzione di consensi nazionali e legittimi di cui ogni democrazia ha bisogno per garantire una governabilità stabile.

La forza di un governo non si misura solo dalla sua capacità di vincere le elezioni, ma dalla sua saggezza nell’integrare le differenze, rafforzare le istituzioni e guidare il paese verso un progetto comune che ispiri fiducia anche tra coloro che non hanno condiviso la sua proposta politica.

  • Gustavo Carrillo è ingegnere con una vasta esperienza manageriale nei settori petrolifero e metalmeccanico. Attualmente svolge attività di revisore contabile in Venezuela e in Colombia. È diacono permanente con studi di teologia e sta frequentando un master in teologia pastorale.

[1] Registro Nazionale dello Stato Civile. Elezioni presidenziali della Repubblica 2026. Risultati ufficiali del secondo turno. Consultato il 29 giugno 2026.

[2] A. de Tocqueville, La democrazia in America (2 vol.), Madrid, Alianza Editorial (opera originale pubblicata nel 1835 e nel 1840).

[3] N. Mandela, Un lungo cammino verso la libertà, Aguilar 2013 (0pera originale pubblicata nel 1994).

[4] Francesco, Fratelli tutti. Lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale, nn. 178, 198 e 215.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Questo sito fa uso di cookies tecnici ed analitici, non di profilazione. Clicca per leggere l'informativa completa.

Questo sito utilizza esclusivamente cookie tecnici ed analitici con mascheratura dell'indirizzo IP del navigatore. L'utilizzo dei cookie è funzionale al fine di permettere i funzionamenti e fonire migliore esperienza di navigazione all'utente, garantendone la privacy. Non sono predisposti sul presente sito cookies di profilazione, nè di prima, né di terza parte. In ottemperanza del Regolamento Europeo 679/2016, altrimenti General Data Protection Regulation (GDPR), nonché delle disposizioni previste dal d. lgs. 196/2003 novellato dal d.lgs 101/2018, altrimenti "Codice privacy", con specifico riferimento all'articolo 122 del medesimo, citando poi il provvedimento dell'authority di garanzia, altrimenti autorità "Garante per la protezione dei dati personali", la quale con il pronunciamento "Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 [9677876]" , specifica ulteriormente le modalità, i diritti degli interessati, i doveri dei titolari del trattamento e le best practice in materia, cliccando su "Accetto", in modo del tutto libero e consapevole, si perviene a conoscenza del fatto che su questo sito web è fatto utilizzo di cookie tecnici, strettamente necessari al funzionamento tecnico del sito, e di i cookie analytics, con mascharatura dell'indirizzo IP. Vedasi il succitato provvedimento al 7.2. I cookies hanno, come previsto per legge, una durata di permanenza sui dispositivi dei navigatori di 6 mesi, terminati i quali verrà reiterata segnalazione di utilizzo e richiesta di accettazione. Non sono previsti cookie wall, accettazioni con scrolling o altre modalità considerabili non corrette e non trasparenti.

Ho preso visione ed accetto