UE: proteggere l’ambiente

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Il 12 luglio 2023 il Parlamento Europeo ha approvato la legge sul “Rispristino della natura” (Nature Restoration Law) all’interno dell’Unione Europea. L’approvazione è passata con un ristretto margine di voti: 336 favorevoli, 300 contrari, 13 astenuti: favorevoli i partiti della sinistra (socialisti, democratici, verdi); contrari alla legge i partiti di destra – compresi i rappresentanti delle forze politiche italiane al governo – e, in larga misura, il PPE (anche se 21 popolari hanno votato a favore rendendo con ciò possibile l’approvazione). Lo stesso Parlamento aveva in precedenza bocciato con 324 voti contro 312 e 12 astensioni la proposta di rigetto del testo, chiesta dalle due Commissioni europarlamentari Agricoltura e Pesca, competenti per parere, e dopo che la commissione Ambiente – competente sul fondo dedicato – non era riuscita ad approvare, neppure a maggioranza, il parere favorevole. Chiediamo a Luigi Togliani di aggiornarci in merito.

  • Quanto è incoraggiante – ovvero preoccupante dal punto di vista politico – il voto che ha approvato questa legge, per affrontare i problemi ambientali in Europa?

Il voto ha segnato di fatto la spaccatura all’interno della maggioranza del Parlamento Europeo: quella stessa maggioranza che, a suo tempo, aveva eletto Ursula von del Leyen a capo della Commissione (socialdemocratici, popolari, liberali). Ciò sembra preludere a nuove alleanze in vista delle elezioni europee del 2024, probabilmente meno “impegnate” sull’ambiente.

Ma va dato atto che si tratta della prima legge del genere in trent’anni di vita della Unione Europea. La definitiva formulazione dipenderà dai negoziati avviati, che dovrà portare alla deliberazione di un regolamento attuativo, con successiva valutazione da parte della Commissione per un eventuale divario da colmare tra le esigenze finanziarie e le risorse già stanziate.

  • Quali benefici ambientali si intendono ottenere con questa legge?

Si calcola che l’80% del territorio della UE sia in cattive condizioni ambientali. Occorre intervenire rapidamente per recuperare gli ambienti terrestri e acquatici degradati, per ripristinare la biodiversità perduta, per mitigare i cambiamenti climatici.

Già la Commissione aveva proposto questi obiettivi col regolamento del Green Deal approvato il 22 giugno 2022, fissando la scadenza di ripristino degli ambienti al 2050. In quel documento si chiedeva anche la riduzione del 50% dei pesticidi usati in agricoltura, entro il 2030.

In particolare, si affermava che «il ripristino delle zone umide, dei fiumi, delle foreste, dei pascoli, degli ecosistemi marini, degli ambienti urbani dell’UE e delle specie che ospitano, rappresenta un investimento essenziale e efficace sotto il profilo dei costi per la nostra sicurezza alimentare, la resilienza climatica, la salute e il benessere di tutti i cittadini. Analogamente, le nuove norme sui pesticidi chimici ridurranno l’impronta ambientale del sistema alimentare dell’UE, proteggeranno la salute e il benessere dei cittadini e dei lavoratori agricoli e contribuiranno ad attenuare le perdite economiche che stiamo già subendo a causa del degrado del suolo e della perdita di impollinatori dovuti ai pesticidi. […] L’obiettivo è far sì che le misure di ripristino coprano almeno il 20 % delle superfici terrestri e marine dell’UE entro il 2030 e si estendano a tutti gli ecosistemi entro il 2050» (qui).

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  • Chi ha chiesto e promosso questa legge?

César Luena, parlamentare europeo per l’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici, è stato il relatore della legge. Ha detto: «Questa è legge è buona anche per quelli che hanno votato contro; così spero che in seguito possano rallegrarsi per questo esito.

Settant’anni dopo la costruzione europea stiamo per iniziare a lavorare per avere una legge specifica indirizzata al ripristino della natura. Voglio ringraziare specialmente gli scienziati e i giovani, perché sono proprio loro che ci hanno dimostrato e ci hanno convinto della necessità di avere questa legge. E l’avremo; quindi grazie. Secondo la regola pertinente, presidente, chiedo che venga trasmessa alla Commissione Ambiente affinché possiamo negoziare con le altre istituzioni della UE. Amiche e amici, avanti».

Ha aggiunto: «La legge sul ripristino della natura è un elemento essenziale del Green Deal europeo e segue le raccomandazioni e i pareri scientifici che sottolineano la necessità di ripristinare gli ecosistemi europei. Gli agricoltori e i pescatori ne beneficeranno e verrà garantita una terra abitabile alle generazioni future. La posizione adottata oggi invia un messaggio chiaro. Ora dobbiamo continuare a lavorare bene, difendere la nostra posizione durante i negoziati con i Paesi UE e raggiungere un accordo prima della fine del mandato di questo Parlamento per approvare il primo regolamento sul ripristino della natura nella storia dell’UE».

  • C’è qualche collegamento tra l’approvazione della legge e le Conferenze sul clima (COP)?

La legge approvata dal Parlamento Europeo rientra nell’ottica degli accordi internazionali del 19 dicembre 2022 stipulati nel corso della COP 15 di Kunming-Montreal sulla Biodiversità, accordi noti come Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF). Questa convenzione ha fissato 23 obiettivi globali (global targets) entro il 2030 e 4 impegni internazionali (goals) entro il 2050.

In estrema sintesi, riguardo agli obiettivi 2030, gli Stati aderenti si devono impegnare per:

  • un’effettiva opera di conservazione e manutenzione di almeno il 30% delle terre, delle acque interne, delle zone costiere e degli oceani, con particolare riguardo agli ecosistemi più rilevanti per la biodiversità e le popolazioni indigene;
  • ripristinare almeno il 30% dei territori degradati e ad azzerare la perdita di aree di grande importanza per la biodiversità;
  • dimezzare lo spreco globale di cibo e il rischio causato dai pesticidi;
  • ridurre gradualmente i sussidi che danneggiano la biodiversità e incentivare la conservazione e l’incremento della biodiversità, senza introdurre specie aliene invasive;
  • creare flussi finanziari dai Paesi ricchi a quelli in “via di sviluppo”.

«Senza queste azioni – asserisce il GBF – ci sarà un’ulteriore accelerazione della percentuale di estinzione delle specie, che è già da dieci a cento volte più alta di quella degli ultimi 10 milioni di anni». Per raggiungere gli obiettivi fissati, i delegati di COP 15 hanno deciso di creare un fondo che verrà ripreso alla COP 16 che si svolgerà nel 2024 in Turchia (cf. qui).

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  • Quali sono i commenti e le reazioni all’approvazione del testo di legge?

L’obiettivo principale della legge approvata è, appunto, la buona salvaguardia della natura e l’arresto della perdita di biodiversità. Tuttavia, alcune associazioni ambientaliste hanno osservato che il testo approvato è una versione annacquata rispetto alla proposta iniziale della Commissione Europea. Greta Thunberg, pur riconoscendo il valore dell’atto, assicura che «la battaglia continua, perché senza natura non c’è futuro» (Avvenire, 13 luglio 2023).

Danilo Selvaggi, direttore della LIPU, ha affermato: «Ora c’è il tratto finale della legge – il negoziato del Trilogo (Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell’UE) da cui uscirà il testo definitivo – che gli Stati membri dovranno fare proprio e attuare. Si aprirà una fase nuova, piena di speranza per la natura europea e una maggiore salute delle nostre società. Ogni euro investito in ripristino della natura, secondo gli studi della Commissione, produrrà un ritorno tra i 9 e i 38 euro sotto forma di servizi ecosistemici migliori, e questo è solo uno degli esempi di come questa legge può davvero cambiare in meglio la storia europea» (ADNKronos, 12 luglio 2023).

Il vicepresidente della Commissione UE, Frans Timmermans ha detto: «E’ stato un voto cruciale per il futuro del Green Deal e per gli obiettivi di neutralità climatica. Ora torniamo a negoziare un testo che possa essere soddisfacente anche per il PPE. Io offro la massima apertura a negoziare, ma sui contenuti, pensando alla prossima generazione e non alle prossime elezioni» (TGCOM24, 12 luglio 2023).

L’ambientalista Kevin Carboni ha commentato: «La destra e l’estrema destra europee hanno contestato e si sono opposte alla legge, sostenendo come queste misure renderebbero più difficile il lavoro degli agricoltori, imposto la creazione di aree protette e ostacolato l’installazione di nuovi impianti per le energie rinnovabili: critiche senza fondamento, a volte anche completamente false, genericamente fuorvianti e contestate dagli stessi operatori industriali del settore.

Per prima cosa, come facilmente comprensibile, è proprio l’assenza di misure a tutela della natura e a rendere non solo difficile, ma, potenzialmente, a devastare il settore agricolo, come del resto dimostra il disastro avvenuto a maggio in Emilia-Romagna, frutto dell’unione dei fenomeni climatici estremi dovuti al cambiamento climatico globale e all’estremo consumo di suolo che ha ridotto gli argini e cambiato il corso dei fiumi.

Per quanto riguarda il presunto obbligo di creare nuove aree protette, la critica è semplicemente falsa, come riporta il sito del Parlamento europeo: nessuna misura del genere è contenuta all’interno della legge. Infine, come ha sottolineato su Twitter il gruppo industriale per l’energia eolica Wind Europe, la legge non va a bloccare alcun progetto per la creazione di nuovi impianti eolici o solari. Al contrario, un articolo della legge sottolinea come questi impianti siano di interesse pubblico» (Sito di Wired 12 luglio 2023).

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