Dove porterà il cammino sinodale?

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chiesa italiana

La prima sessione del Sinodo della sinodalità nella Chiesa cattolica si terrà all’inizio di ottobre 2023 e la seconda sessione l’anno prossimo.

Il Sinodo, come più volte ha dichiarato sua santità papa Francesco, è camminare insieme come comunità fedele, impegnata e responsabile, per partecipare attivamente allo studio di argomenti e di questioni molto importanti che riguardano la vita fondamentale dei fedeli nel quadro di una riforma e per trovare nuove strategie per la Chiesa allo scopo di affrontare le sfide.

Sotto l’effusione dello Spirito

Ho seguito da vicino i preparativi per il Sinodo, ho partecipato in Iraq alla fase di “ascolto e discernimento”, ho letto il documento di lavoro Instrumentum laboris, che contiene idee belle e importanti, ho ascoltato le dichiarazioni e le critiche che a volte colpiscono il corpo ecclesiale. Ho anche partecipato con alcuni rappresentanti della Chiesa caldea all’incontro continentale locale delle Chiese cattoliche del Medio Oriente, che comprendeva laici di entrambi i sessi.

Ho sentito davvero che, come i primi discepoli nel Cenacolo, eravamo sotto l’effusione dello Spirito, scambiandoci idee, esperienze e aspirazioni, perché la Chiesa possa esprimere la sua missione, il suo orientamento e le sue attività, in un linguaggio nuovo e comprensibile, e annunciare e dare una testimonianza efficace della verità della sua fede liberante in forme appropriate.

In un tempo di instabilità, di difficoltà incontrate dalla cultura attuale su questioni difficili, e, in particolare, a causa del predominio del liberalismo imperante, la Chiesa, madre e maestra, e il papa successore di Pietro, roccia su cui poggia la Chiesa e garantisce la sua unità, deve avvalersi della sua autorità didattica nel processo di rinnovamento di sé stessa e delle sue strutture, con piena convinzione, conservando fedelmente il deposito della fede e i valori basilari della morale.

Occorre distinguere tra ciò che è sostanziale e che non si può abbandonare e ciò che, invece, è legato alle condizioni del tempo e dello spazio, che va aggiornato.

Il Sinodo dovrebbe dare priorità all’annuncio (del Vangelo) alla luce dei segni dei tempi: «annuncia la Parola, insisti in ogni occasione opportuna e inopportuna» (2Tm 4,2), in modo che la Chiesa possa presentare la fede a tutti con chiarezza, linguaggio comprensibile, stile diverso, forme nuove.

La liturgia della celebrazione dei sacramenti e alcune strutture richiedono una maggiore partecipazione per rendere alcune strutture più efficienti e meno burocratiche, in modo che i cristiani si sentano a casa, abbiano il loro ruolo e non si sentano emarginati.

È necessario aggiornare la formazione del clero a livello umano, psicologico, spirituale, teologico, liturgico, pastorale, senza dimenticare l’aspetto disciplinare.

Papa Francesco, con la sua intuizione, può favorire l’ascolto della voce di Dio, la voce dello Spirito, a partire dai testi biblici, parlando dello Spirito, dell’amore e della misericordia di Dio, del servizio, del pentimento e del perdono verso tutti nel quadro del lavoro pastorale, leggendo i segni dei tempi per scoprire la volontà di Dio e lavorare per una crescita umana e cristiana armoniosa.

Auspico un vero rinnovamento

Come patriarca orientale, in ritiro nel seminario di Erbil, lontano dalla sua sede di Baghdad, auspico che ci sia un vero rinnovamento, studiato in tutti gli aspetti, della vita della Chiesa, della sua attività e dei suoi obiettivi con efficacia straordinaria, con la partecipazione attiva e la consultazione dei fedeli, ma senza annullare la partecipazione “collegiale” della gerarchia ecclesiastica e la sua autorità.

Le speranze dei fedeli cristiani attendono un nuovo orizzonte aperto dal “cammino sinodale” nella vita della Chiesa, rafforzato dalla coesione teologica, amministrativa e pastorale in perfetta sintonia con la missione essenziale della Chiesa e lo “spirito sinodale”.

Mi auguro che il Sinodo e sua santità il Santo Padre e i dicasteri romani prestino un’attenzione particolare alle Chiese orientali, culla del cristianesimo che sentono minacciata la propria esistenza!

Auspico anche che la Chiesa svolga un ruolo profetico e vitale nella creazione di un mondo più umano, pacifico, giusto e dignitoso.

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Un commento

  1. Fabio Cittadini 10 settembre 2023

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