Come sta l’insegnamento della teologia sacramentaria?

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L’Istituto Teologico Marchigiano (ITM), in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Redemptoris Mater di Ancona (ISSR), hanno ospitato il 4 e 5 settembre scorsi nella sede di Ancona il primo Convegno nazionale per docenti di Teologia sacramentaria e di Liturgia dal tema: «Come sta la teologia sacramentaria? Metodologie, manuali e pratiche di insegnamento al primo ciclo della formazione teologica e di scienze religiose».

L’iniziativa, che ha visto la lusinghiera partecipazione di docenti provenienti dalle facoltà teologiche di tutta Italia (Milano, Roma, Napoli, Verona, Catanzaro, Anagni, Treviso, Assisi, Cagliari, Bologna, Padova, Foggia), si colloca nel quadro del riassetto dell’offerta teologica universitaria nella nostra regione voluta dalla Conferenza episcopale marchigiana. Il saluto iniziale di mons. Nazzareno Marconi, presidente della Conferenza e Moderatore dell’Istituto Teologico, elogiando l’iniziativa ha infatti sottolineato la volontà dei vescovi delle Marche di investire energie in una teologia che sia sempre più orientata a nutrire la vita della Chiesa, delle comunità e dei suoi ministri. Il direttore dell’ITM, prof. Massimo Regini, docente e presbitero della diocesi di Pesaro, nel dare inizio ai lavori ha infatti affermato:

«Era importante, innanzitutto, incontrarci tra docenti in familiarità e amicizia, coltivando relazioni significative e dirette. Abbiamo, inoltre, dato un taglio pastorale al nostro Convegno, nell’intento di confrontarci con i cammini concreti delle altre facoltà. Il bisogno di rinnovamento che attraversa tutta la Chiesa, ci coinvolge direttamente fin nella programmazione delle materie di studio per poter essere attrattivi nei confronti dei giovani e al passo con i tempi».

Il Convegno

I lavori del Convegno (cf. qui il programma), distribuiti in una prima parte pomeridiana di provocazione tematica sullo status della teologia sacramentaria e in una seconda giornata di dialogo e confronto, sono stati volutamente calibrati sul registro della prassi dell’insegnamento per mettere in rilievo e condividere risorse e difficoltà di esperienze preziose che sovente rimangono in ombra.

I lavori sono entrati nel vivo con la relazione di mons. Angelo Lameri, docente di Sacramentaria e Liturgia presso la Pontificia Università Lateranense, con un’apertura, in chiave di Sacramentaria fondamentale, sull’identità delle discipline teologiche che devono, in una «trans-disciplinarietà» metodologica, tener conto sempre più del contesto celebrativo; a seguire, Pasquale Bua, docente presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni e in altre Facoltà teologiche romane, ha proposto un percorso che ha evidenziato le modulazioni dell’insegnamento della Sacramentaria speciale (i sette sacramenti in particolare) verso una comune «opzione mistagogica», attraverso un’interessante recensione di alcuni saggi e trattati di teologia eucaristica dell’ultimo ventennio.

La seconda sezione, maggiormente dedicata alla condivisione delle esperienze, ha visto la mattinata accogliere le interessantissime comunicazioni sulle offerte formative di alcuni Istituti di scienze religiose (prof.ssa Viviana De Marco per ISSR Ancona; Roberto Bischer per l’ISSR «Giovanni Paolo I» di Vittorio Veneto) e Facoltà, Studi e Istituti teologici (Giovanni Frausini – ITM; Fernando Lopez-Arias, Pontificia Università della Santa Croce; Luigi Girardi, Studio Teologico «San Zeno» di Verona) seguite da un dibattito tra i presenti; il pomeriggio si sono costituiti dei laboratori tematici dove si è favorita la condivisione delle esperienze formative.

Le prime conclusioni del Convegno, apprezzato per ricchezza e la concretezza dai partecipanti – gli Atti saranno pubblicati sul n. 61 della Rivista dell’ITM/ISSR Sacramentaria e Scienze religiose –, sono state sintetizzate da Mario Florio, docente di Dogmatica all’Istituto Teologico Marchigiano, offrendo una fotografia di un insegnamento della teologia sacramentaria e della liturgia che non possono non tener conto della viva celebrazione, dell’integrazione profonda tra le discipline teologiche (inclusa la teologia liturgica) e del dialogo collaborativo tra docenti.

Il cammino è solo agli inizi ed è stato auspicato un secondo Convegno che possa verificare la direzione intrapresa.

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