Non sono i muri a costruire l’Europa

di: Alessia Mosca

L’Austria non era un paese estremista. Tuttavia, le recenti elezioni hanno premiato una proposta politica che non potrebbe trovare altre definizioni, se non questa. Populista, xenofoba, antieuropea. I partiti tradizionali, invece di contrastare pulsioni di pancia che non fanno parte della storia europea ma, purtroppo, fanno parte del nostro passato, reagiscono inseguendole, assecondandole, costruendo muri, dispiegando eserciti alle frontiere.

Non è solo l’Austria. A preoccuparci sono la Polonia, l’Ungheria, sono i partiti estremisti che vedono aumentare i propri consensi in Francia, Germania e anche in Italia, è la decisione del Parlamento inglese di non accogliere 3.000 bambini siriani rimasti soli. Davanti alla paura, ognuno di noi si sta chiudendo in se stesso, costruendo recinti che ci separino gli uni dagli altri. Non è così che vinceremo. Vinceremo se sapremo ritrovare il senso di essere comunità, se sapremo essere forti nella nostra identità, che si fonda su valori come la solidarietà, l’accoglienza, la democrazia e il rispetto delle regole, se capiremo che la disuguaglianza abissale che corre tra le diverse parti del mondo ci riguarda nel profondo, non solo perché tutti parti della stessa umanità ma perché la Terra è una e un padre è sempre un padre in qualunque parte del mondo: davanti al pericolo, alla sofferenza, alla guerra, farà sempre qualunque cosa sarà necessaria, scalerà qualunque muro che trovi davanti, per salvaguardare la vita di suo figlio.

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Un commento

  1. Maria Teresa Pontara Pederiva 29 aprile 2016

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