Preti “dimenticati” dai loro vescovi

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Gérard Daucourt, nato in Svizzera nel 1941, vescovo emerito di Nanterre, ha ricoperto parecchi ruoli in seno alla Conferenza dei vescovi francesi e in alcuni organismi della Santa Sede. È brillante autore di libri. Uno di questi, dal titolo emblematico “Preti a pezzi”, è in stampa presso le EDB. Attualmente, in una struttura chiamata “Piccola Betania”, si prende cura di preti “a pezzi”, bisognosi cioè di una ricostruzione umana e spirituale. Ha scritto a Francesco Strazzari queste righe che pubblichiamo.

Grazie, caro Francesco, per il tuo messaggio.

L’articolo di don Vinicio è assai interessante (cf. SettimanaNews: Persone omosessuali: dall’infamia al rispetto). Continua ad aprire nuove prospettive.

Ho letto anche il “contenzioso” tra la Polonia e la Germania proposto da padre Lorenzo (cf. SettimanaNews: Polonia-Germania: sull’omoeresia). Non ne sapevo niente. SettimanaNews è veramente sempre più interessante.

Spero di trovarti in forma anche se tu ti ritieni un “sepolto vivo”. Anch’io non posso più permettermi di uscire a causa delle condizioni personali di alcuni ospiti.

Attualmente ne abbiamo alcuni con una forte attrazione all’alcol. Ma la vita continua a scorrere serenamente nella “Piccola Betania”.

Qualche vescovo ci fa dono della sua visita ai  presbiteri che ci ha affidato. Altri non chiedono neppure notizie. Hanno trovato una sistemazione per le pecore del loro gregge che si sono comportate male. Ho l’impressione che, per loro, non esistono pecore perdute come quelle di cui si narra nel Vangelo, ma solamente “pecore nere” che bisogna allontanare in fretta.

Tra gli ospiti abbiamo un prete reduce da quattro anni di prigione. Durante la sua detenzione né il suo vescovo né il suo vicario generale lo hanno degnato di uno scritto o di una visita. Un altro prete vive da noi da oltre sei mesi e il suo vescovo non l’ha ancora contattato.

Alcuni vescovi non mi telefonano di persona (viva la fraternità episcopale!) neppure quando cercano urgentemente un posto per le loro “pecore nere”. Fanno stilare burocraticamente un dossier dal loro vicario generale. Tutto ciò è triste e spesso deludente, ma questo non impedisce alla grazia di lavorare. Spesso, qui, accadono dei piccoli miracoli.

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