Consiglio degli imam di Francia: si parte?

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Imam di Francia

Dopo aver inciampato negli ultimi tre mesi sulle divisioni interne al mondo islamico francese, il Consiglio nazionale degli imam, voluto dall’Eliseo nel quadro della lotta contro il «separatismo islamista», dovrebbe essere istituito «verso la fine di febbraio». Lo ha affermato Mohammed Moussaoui, presidente del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), in una dichiarazione dello scorso mercoledì 17 febbraio all’AFP.

Moussaoui aveva appena partecipato a una riunione alla Grande Moschea di Parigi delle cinque federazioni musulmane firmatarie della «Carta dei valori dell’islam in Francia», un documento adottato a metà gennaio e sul quale si baserà il futuro Consiglio degli imam. Altre tre federazioni, tra cui due vicine alla Turchia (cf. Settimana News), hanno rifiutato di firmare la «carta dei valori», escludendosi in questo modo dal progetto che tuttavia avevano richiesto.

Il Consiglio nazionale degli imam sarà incaricato di certificare la formazione delle guide religiose islamiche e di autorizzarle a esercitare il loro ministero sul suolo francese. L’organismo, la cui creazione era stata annunciata il 18 novembre all’Eliseo, potrà rilasciare un documento ufficiale, ma anche ritirarlo a coloro che non rispettano la «carta dei valori». L’obiettivo è chiaramente quello di contrastare gli abusi dei sedicenti ministri del culto, dato che gli imam che attualmente esercitano in Francia non sono tenuti a una formazione specifica.

Un’istanza «allargata»

Oltre alla sua imminente costituzione sotto forma di associazione religiosa (secondo la legge 1905), Mohammed Moussaoui ha annunciato che la composizione del Consiglio nazionale degli imam sarà rivista e che l’organismo sarà allargato ai leader religiosi non affiliati al CFCM. Molti imam indipendenti si erano infatti rammaricati di non essere stati consultati e avevano lamentato la presa in carico del progetto da parte del CFCM, istanza alla quale essi non riconoscono una legittima rappresentanza.

Il Consiglio nazionale degli imam così «allargato» dovrebbe alla fine comprendere 25 membri: i leader delle cinque federazioni che hanno firmato la «carta», dieci imam designati da queste cinque federazioni, e dieci altri imam non affiliati. Tra le personalità che potrebbero essere contattate per entrare a farvi parte, il presidente del CFCM ha citato Tareq Oubrou, imam di Bordeaux, il quale aveva però espresso perplessità sul progetto (cf. La Croix).

Una dichiarazione congiunta delle cinque federazioni islamiche che compongono il CFCM, che porta la data di mercoledì 17 febbraio 2021, precisa anche che sarà presto pubblicato un «elenco di argomenti teologici» inerenti la carta dei valori (senza specificare ulteriormente di che cosa si tratterà).

  • Ripreso da La Croix (19 febbraio 2021).
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