Giappone: la setta Moon “sciolta giuridicamente”

di:
rev moon

Sun Myung Moon e la moglie Hak Ja Han, sposano 2.075 coppie nel 1982 (United Press International)

All’inizio di marzo 2026 l’Alta Corte di Tokyo ha confermato lo scioglimento giuridico della Chiesa dell’Unificazione, nel mirino delle autorità dopo l’assassinio dell’ex primo ministro Shinzo Abe. I dirigenti del movimento hanno presentato un ultimo ricorso il 9 marzo, ma la setta appare ormai indebolita. Pubblicato su La Croix 12 marzo 2026 (qui originale francese).

La setta Moon riuscirà ad assorbire il colpo? Mercoledì 4 marzo l’Alta Corte di Tokyo ha ordinato lo «scioglimento giuridico» del ramo giapponese di questo gruppo religioso, ufficialmente denominato dal 2015 «Federazione delle famiglie per la pace mondiale e l’unificazione» (in precedenza Chiesa dell’Unificazione).

L’organizzazione è accusata di aver manipolato i propri adepti per ottenere ingenti donazioni, per un danno che la giustizia giapponese stima in almeno 40 milioni di euro nell’arco di quarant’anni. La setta era finita sotto i riflettori dopo l’assassinio dell’ex primo ministro Shinzo Abe nel 2022.

L’assassino dell’ex capo di Governo, Tetsuya Yamagami, rimproverava alla setta di aver portato la sua famiglia alla rovina. Sua madre, adepta del movimento, aveva versato nel corso della vita l’equivalente di 550.000 euro all’organizzazione. Per questo motivo Yamagami aveva scelto di colpire Shinzo Abe, a causa dei suoi legami accertati con la Chiesa dell’Unificazione. Condannato all’ergastolo, è ora in attesa del processo d’appello.

Paradossalmente, tuttavia, questo omicidio ha soprattutto contribuito a porre al centro del dibattito pubblico la setta Moon, le sue pratiche controverse e i suoi legami con il Partito Liberal-Democratico al potere, fino a provocare l’avvio di un’indagine governativa sulla questione. Ne è seguita una prima condanna nel 2025 da parte di un tribunale di Tokyo, contro la quale la Chiesa dell’Unificazione aveva presentato ricorso.

La libertà religiosa in questione

La sentenza pronunciata dall’Alta Corte all’inizio di marzo conferma dunque quella prima decisione. «Anche tenendo conto dell’impatto sulla libertà di religione e di altre considerazioni pertinenti, l’ordine di scioglimento è necessario e inevitabile», afferma la decisione citata dal Japan Times.

In seguito a questo nuovo pronunciamento, il gruppo religioso ha presentato un ultimo ricorso alla Corte suprema invocando la «libertà religiosa», garantita dalla Costituzione giapponese del 1947. «È poco probabile che questa iniziativa abbia successo – osserva Levi McLaughlin, professore alla North Carolina State University e specialista dei rapporti tra politica e religione in Giappone –. Il ricorso presentato dalla Chiesa dell’Unificazione è probabilmente soprattutto un segnale rivolto ai propri adepti».

A differenza della prima decisione, inoltre, gli effetti della sentenza sono immediati. In concreto, questo scioglimento non impedirà alla Chiesa dell’Unificazione di continuare le proprie attività, ma pone fine al riconoscimento giuridico di cui godeva dal 1964.

Si tratta di una sanzione tutt’altro che simbolica, poiché tale status le consentiva di beneficiare di importanti esenzioni fiscali. Inoltre il tribunale ha già avviato una procedura di sequestro dei beni detenuti dalla Chiesa e di risarcimento delle vittime, che potranno dichiararsi tali. Il loro numero è stimato in almeno 1.500 persone.

«Il peso dei risarcimenti – di cui è difficile prevedere fino a che punto si spingeranno – avrà inevitabilmente un impatto sulle finanze della Chiesa dell’Unificazione», prosegue Levi McLaughlin. «La fine delle esenzioni fiscali dovrebbe inoltre complicarne notevolmente il funzionamento. In una prima fase saranno soprattutto i fedeli di base a subire le conseguenze di questo aumento dei costi e dei sequestri immobiliari».

Matrimoni di massa e donazioni

Il Giappone è stato per decenni la principale fonte di entrate dell’organizzazione, fondata in Corea del Sud nel 1954 da Sun Myung Moon e oggi presente in decine di Paesi. Negli ultimi anni essa dichiarava circa 600.000 adepti in Giappone. Derivata dal cristianesimo, considera il suo fondatore come il messia, pone la famiglia al centro dei propri principi ed è divenuta celebre per i matrimoni di massa tra coreani e giapponesi.

Nato durante l’occupazione giapponese della Corea, Sun Myung Moon riteneva che il Giappone dovesse riparare a questa eredità coloniale, anche attraverso tali matrimoni binazionali. «Secondo l’insegnamento della Chiesa, si ritiene che solo i figli nati da persone provenienti da questi matrimoni combinati saranno preservati dal peccato originale e porteranno il regno dei cieli sulla terra», spiega Levi McLaughlin. È anche in nome di questa riparazione che la setta richiedeva donazioni massicce, oggi condannate dalla giustizia.

Al contempo, l’organizzazione religiosa è fortemente anticomunista e dall’inizio della sua storia in Giappone ha intessuto stretti rapporti con il potente Partito Liberal-Democratico, con il quale condivide ancora oggi alcune battaglie politiche, come l’opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Dopo le rivelazioni sui legami tra la Chiesa dell’Unificazione e alcuni membri del partito, tuttavia, molti hanno preso le distanze.

Resta il fatto che questa decisione è senza precedenti. «È la prima volta che un’organizzazione religiosa viene sciolta in Giappone per un’infrazione civile. Questo crea un precedente», sottolinea Levi McLaughlin. In Giappone esistono circa 180.000 organizzazioni religiose riconosciute e solo quattro sono state sciolte dal 1951, sempre per motivi penali, ricorda l’esperto. Il caso più noto resta quello della setta Aum, sciolta dopo l’attentato perpetrato nella metropolitana di Tokyo nel 1995.

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