A proposito della “Commissione” per l’Ospedale di Padre Pio

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A un mese di distanza dalle solenni celebrazioni per i settant’anni di attività di Casa Sollievo della Sofferenza, svoltesi a San Giovanni Rotondo il 5 maggio e presiedute dal Segretario di Stato, il cardinal Pietro Parolin, il 27 maggio scorso il Santo Padre ha istituito una «Commissione di indirizzo e vigilanza» per lo stesso nosocomio.

Tutti conoscono la struttura sanitaria del Gargano come «l’ospedale di Padre Pio». Il Santo la considerava «creatura della divina Provvidenza … fatta di rinunzie e d’amore … a gloria di Dio e a conforto delle anime e dei corpi infermi». Alla sua morte la lasciò in eredità alla Santa Sede, che ne è proprietaria e responsabile della gestione.

Nel corso degli anni è diventato uno degli ospedali più importanti d’Italia, per alcune specialità una vera e propria eccellenza, rappresentando un punto di riferimento irrinunciabile soprattutto per la popolazione pugliese, ma anche per altre regioni limitrofe.

Negli ultimi quindici anni circa si è progressivamente aggravata la sua situazione economico-finanziaria, soprattutto per provvedimenti governativi che, per mere ragioni di bilancio, hanno relegato le strutture sanitarie cattoliche alla stregua della sanità privata, ignorandone ipocritamente il servizio e la funzione pubblica svolta.

Un problema conosciuto e monitorato, appesantito dalla pandemia del Covid19, a cui si è cercato di ovviare con diverse iniziative di carattere gestionale ordinario e straordinario e per il quale oggi si è deciso di adottare un provvedimento molto forte e autorevole come l’istituzione di una Commissione Pontificia ad hoc.

La notizia ha suscitato un grande clamore sui media nazionali che, oltre a darne risalto, hanno cercato anche di interpretarne il senso. La maggior parte dei commentatori ha parlato di un commissariamento dell’attuale gestione, snocciolando numeri scopiazzati da altri servizi giornalisti apparsi negli ultimi mesi sulle reti nazionali, senza nessuna evidenza delle fonti, dati in pasto al pubblico più per scandalizzare che per corretta informazione.

Altri, come l’attuale direttore generale, dott. Gino Gumirato, in un video su YouTube, parla di sostegno, di garanzia alla continuità operativa della struttura sanitaria e addirittura di stima, amicizia e di proficua collaborazione con alcuni membri della Commissione. Insomma: tanto tuonò che non piovve!

Di fatto la Commissione è stata dotata di una concentrazione di poteri molto forti e in essa sono presenti i massimi vertici dell’attuale amministrazione economico-finanziaria della Santa Sede. È lo stesso direttore generale a ricordare che le prossime scadenze, e cioè l’approvazione del bilancio 2025 di Casa Sollievo della Sofferenza e la nomina del Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio previste per il mese di giugno, saranno senza ombra di dubbio l’occasione per capire in che cosa consiste «l’indirizzo e la vigilanza» che il Santo Padre ha attribuito alla Commissione.

In attesa degli sviluppi, che certamente seguiranno alle suddette scadenze, per adesso pare di poter dire che, con l’istituzione della Commissione, si voglia confermare a tutti coloro che sono coinvolti nelle vicende di Casa Sollievo della Sofferenza che la Santa Sede c’è e non fugge davanti ai problemi.

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